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Terremoto in Francia: Le Pen asfalta Macron e la Sinistra. Il 2027 è l’anno della svolta?
Marine Le Pen lancia la corsa per l’Eliseo nel 2027 dopo la condanna in appello. I sondaggi Ifop e Cluster 17 mostrano il crollo del centro e la possibile vittoria della destra al ballottaggio.

La notizia ha scosso Parigi: Marine Le Pen ha confermato che correrà per la presidenza nel 2027. La decisione arriva subito dopo la condanna in appello che, pur confermando le sanzioni, la lascia eleggibile. La stabilità dell’Eurozona si trova ora davanti a una svolta politica dai contorni drammatici, mentre i sondaggi mostrano un Paese spaccato e un centro politico ormai in frantumi.
Però quali sono le reali possibilità della Leader del Rassemblement National di vincere le prossime elezioni del 2027, dopo averci provato già due volte senza successo? I dati sul campo sembrano dare delle indicazioni piuttosto certe.
I numeri della svolta: la destra vola, il centro si spacca
Un recente sondaggio condotto da Cluster 17 per Le Point fotografa una situazione di forte polarizzazione. Alla domanda su chi dovrebbe vincere nel 2027, Marine Le Pen guida la classifica con netto distacco rispetto agli sfidanti.
Marine Le Pen (RN): 30%
Jean-Luc Mélenchon (LFI): 17%
Édouard Philippe (HOR): 17%
Raphaël Glucksmann (PS-PP): 8%
Gabriel Attal (RE): 6%
Bruno Retailleau (LR): 6%
La base elettorale del Rassemblement National (RN) si dimostra solida. La condanna giudiziaria non sembra aver scalfito il consenso della leader tra i suoi sostenitori. Al contrario, il blocco di centro, che ha sostenuto Emmanuel Macron, appare frammentato e privo di una guida unica in grado di unire le diverse anime.
Gli scenari del ballottaggio: la Le Pen vede la vittoria
I dati reali sui possibili ballottaggi emergono da una successiva rilevazione dell’istituto Ifop. Le cifre mostrano come Marine Le Pen sia attualmente in vantaggio in tutte le principali simulazioni di secondo turno.
France, Ifop poll:
Presidential run-off election
Le Pen (RN-PfE): 54%
Philippe (HOR-RE): 46%Le Pen (RN-PfE): 55%
Attal (RE-RE): 45%Le Pen (RN-PfE): 70%
Mélenchon (LFI-LEFT): 30%Fieldwork: 07-08 July 2026
Sample size: 984➤ https://t.co/Dg4CZxcclD pic.twitter.com/PdKxJMwhUs
— Europe Elects (@EuropeElects) July 10, 2026
| Sfida diretta al ballottaggio | Percentuale Le Pen | Percentuale Sfidante |
| Le Pen vs Philippe | 54% | 46% (Philippe) |
| Le Pen vs Attal | 55% | 45% (Attal) |
| Le Pen vs Mélenchon | 70% | 30% (Mélenchon) |
In caso di scontro diretto con la sinistra radicale di Mélenchon, lo scarto diventa abissale. Questo scenario evidenzia come l’elettorato moderato e centrista, messo alle strette, preferirebbe convergere sulla Le Pen piuttosto che dare il voto alla sinistra radicale. Il centro politico è troppo diviso per riuscire a fare massa critica da solo.
Le insidie interne: l’ombra di Bardella
Nonostante i sondaggi favorevoli per il secondo turno, la strada per l’Eliseo presenta alcune crepe interne. Molti francesi giudicano negativamente la scelta di correre nonostante la condanna. Inoltre, emerge un dualismo latente all’interno dello stesso partito della Le Pen, che però è stato messo da parte grazie alla disciplina del Rassemblement National.
Jordan Bardella ha accettato di fare un passo di lato per lasciare spazio alla leader storica. Tuttavia, il sondaggio Cluster 17 rivela che il 30% degli stessi elettori della Le Pen del 2022 riterrebbe Bardella un candidato migliore per il RN. Questo significa che la leadership non è del tutto indiscussa e l’ombra del giovane presidente del partito continuerà a pesare sulla campagna elettorale. Se diventerà Primo Ministro di un presidente Le Pen non sarà solo una figura di supporto.
L’appuntamento del 2027 si preannuncia decisivo non solo per la politica interna francese, ma per la tenuta dei parametri economici dell’intera Unione Europea. I prossimi mesi definiranno se il blocco centrista riuscirà a trovare un compromesso o se lascerà la strada spianata verso l’Eliseo.







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