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Terremoto alle Hawaii: la Vicegovernatrice incriminata per tangenti sui test Covid. È lo scandalo più grave della storia dell’isola

Scandalo travolge il governo delle Hawaii: la Vicegovernatrice Sylvia Luke incriminata per tangenti sui test Covid. Milioni di dollari pubblici finiti a un lobbyista fuggito all’estero.

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Anche nei tropici le cose non sono sempre immacolate. Un’inchiesta giudiziaria ha travolto i vertici politici delle Hawaii, portando all’incriminazione della Vicegovernatrice Sylvia Luke (Dem) e di altri quattro alti funzionari.

Le accuse sono gravissime: associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, mazzette e falsificazione dei report elettorali. Al centro dell’indagine c’è un giro di tangenti legato ai ricchi contratti pubblici d’emergenza approvati durante la pandemia.

Il Governatore Josh Green ha chiesto immediatamente le dimissioni della sua vice. Nel frattempo, i cittadini scoprono come la gestione della salute pubblica si sia trasformata in un lucroso banchetto privato.

La cena riservata al Morton’s Steakhouse e la microspia dell’FBI

Tutto ruota attorno a un incontro del 20 gennaio 2022. Sylvia Luke era all’epoca la potente responsabile della Commissione Finanze della Camera statale ed era in piena campagna elettorale.

In una sala riservata del ristorante Morton’s Steakhouse, la politica incontra il lobbyista Tobi Solidum. Quest’ultimo lavorava come consulente per la National Kidney Foundation of Hawaii, l’ente che gestiva i centri d’analisi per il Covid.

La vicegovernatrice Sylvia Luke

Al tavolo c’erano due temi caldi: il rinnovo dei fondi pubblici per i test in scadenza e il sostegno finanziario alla campagna della Luke. In quel contesto, vengono consegnati due assegni da 5.000 dollari ciascuno, infilati in una busta finita dritta nella borsetta della parlamentare.

Ma c’era un dettaglio che i commensali ignoravano. Al tavolo sedeva anche Ty Cullen, un ex deputato già arrestato dai federali, che indossava una microspia per conto dell’FBI.

Le registrazioni hanno catturato le promesse del lobbyista: fino a 70.000 dollari di finanziamenti futuri e l’appoggio dei sindacati. La risposta della Luke fu entusiasta.

Già il giorno successivo alla cena, la parlamentare ordinava alla presidente della commissione competente di fissare una riunione urgente. L’obiettivo era sbloccare le coperture finanziarie d’emergenza per la sanità.

Tamponi dorati: l’impatto pratico sulle tasche dei cittadini

L’aspetto più scandaloso dell’intera vicenda non riguarda solo la politica, ma l’impatto diretto sulle finanze pubbliche e sui cittadini.

Durante l’emergenza, la fondazione sostenuta dal lobbyista ha ottenuto contratti milionari per la gestione dei test. Quegli stessi tamponi venivano fatti pagare allo Stato e ai privati fino a 166 dollari ciascuno.

Nello stesso periodo, la media nazionale negli Stati Uniti per un test diagnostico era di circa 62 dollari. La differenza di prezzo ha drenato risorse collettive a favore di intermediari privati.

Soggetto coinvoltoRuolo e accuse contestateDettagli finanziari e misura cautelare
Sylvia LukeVicegovernatrice; associazione a delinquere e corruzioneCauzione fissata a 80.000$; invito alle dimissioni
Ryan YamaneEx deputato e Dirigente Servizi Umani; corruzioneCauzione di 150.000$; considerato il “più colpevole”
Tobi SolidumLobbyista della Kidney Foundation; regia delle tangenti$7M+ incassati; fuggito all’estero, mandato d’arresto
Ford FuchigamiDirigente Dipartimento Trasporti; false dichiarazioniAssegno da 7.000$ ricevuto; ostacolo alla giustizia
Leo AsunciónEx Presidente Commissione Servizi Pubblici; falsoTesoriere elettorale; irregolarità nei report di cassa

Quando la spesa pubblica viene gonfiata per alimentare le tangenti, si verifica una distorsione del mercato. Risorse che potevano servire per alleggerire le tasse o migliorare i servizi essenziali sono state bruciate per garantire profitti artificiali.

La rete di potere e i contanti lasciati nei bagagli

La Procura Generale delle Hawaii considera l’ex deputato Ryan Yamane come il perno operativo della rete di mazzette.

I messaggi di testo allegati agli atti mostrano accordi precisi con il lobbyista per la consegna di contanti. In un’occasione, il lobbyista rassicurava Yamane spiegando che il denaro gli sarebbe stato fatto recapitare direttamente durante un viaggio.

Ryan Yamane

In cambio dei pagamenti, Yamane forniva informazioni riservate sulle aziende concorrenti nel settore dei test e proponeva emendamenti per prolungare i finanziamenti pubblici.

Negli atti compare anche Ford Fuchigami, funzionario con delega ai fondi Covid per i trasporti. Fuchigami avrebbe incassato un assegno da 7.000 dollari poco prima di partecipare agli incontri decisivi sulle variazioni di bilancio.

Fuga di capitali ed evasione: i milioni volati all’estero

La reale entità dello spreco emerge dai conti della società di consulenza di Solidum, la GeoPolicy Development Group. L’azienda ha incassato oltre 7 milioni di dollari in commissioni pagate dai subappaltatori dei test sanitari.

A questi si aggiunge un dividendo da 1 milione di dollari finito a una società collegata alla figliastra del lobbyista. Subito dopo, la famiglia ha acquistato immobili di lusso a Kakaʻako e Kāneʻohe.

Oggi Tobi Solidum risulta introvabile negli Stati Uniti. Secondo gli inquirenti, il lobbyista ha liquidato le sue proprietà e ha trasferito gran parte dei capitali all’estero, probabilmente nelle Filippine.

Per lui il giudice ha emesso un mandato di cattura internazionale senza possibilità di cauzione. Lo Stato rischia ora di non poter più recuperare i milioni di dollari sottratti ai contribuenti.

Il fallimento del controllo e i rischi del monopolio politico

Per oltre dieci anni, Sylvia Luke ha guidato la Commissione Finanze della Camera con un pugno di ferro. Si era costruita una solida reputazione di inflessibile custode del bilancio statale.

La sua caduta evidenzia i rischi legati al controllo politico incontrastato da parte di un solo partito. Senza un’adeguata contrapposizione e in assenza di trasparenza nelle procedure d’urgenza, la spesa pubblica diventa terreno di caccia: infatti le Hawaii sono considerate una specie di feudo dei democratici, con 15 anni di governo successivo. Ovviamente il potere, troppo continuato, logora.

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