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Farage stravince a Clacton, ma deve fuggire per le minacce: il Regno Unito sull’orlo di elezioni anticipate a settembre?

Nigel Farage trionfa alle suppletive di Clacton ma diserta la proclamazione per minacce: un caso senza precedenti dal 1981 che riaccende lo scontro a Westminster e apre lo scenario di elezioni anticipate a settembre.

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Un deputato appena eletto che non si presenta alla proclamazione perché teme per la propria vita. Nigel Farage ha stravinto le elezioni supplettive di Clacton, ma la sua vittoria si è trasformata in un drammatico psicodramma nazionale che mette a nudo la profonda crisi politica e sociale della Gran Bretagna.

Non accadeva dal 1981 che un candidato vincente disertasse lo spoglio elettorale: l’ultimo fu Bobby Sands, che però si trovava rinchiuso nel carcere di Maze durante il tragico sciopero della fame dell’IRA. Oggi, in un Paese formalmente in pace, il leader di Reform UK ha deciso di festeggiare lontano dal seggio per un  allarme di sicurezza e minacce di disordini. Il segnale è pesante: il clima democratico d’Oltremanica è ormai incandescente.

Un voto surreale costato 250 mila sterline

La tornata elettorale era stata innescata dallo stesso Farage lo scorso luglio. Con le sue dimissioni a sorpresa, l’ex paladino della Brexit voleva trasformare il collegio in un plebiscito personale, impostando lo scontro come “il popolo contro l’establishment“. I partiti tradizionali hanno scelto l’Aventino: Laburisti, Conservatori e Liberal Democratici hanno boicottato le urne per non fare da spalla a quello che hanno bollato come un puro spot a spese dei contribuenti.

Il risultato finale ha visto Farage trionfare contro un bizzarro plotone di 33 candidati indipendenti e satirici:

Candidato / PartitoVotiPercentualeDettaglio politico
Nigel Farage (Reform UK)22.23963,3%Oltre mille voti in più del 2024
Count Binface (Indipendente)9.45526,9%Parodia spaziale con testa a bidone
Altri 32 candidati minori3.4209,8%Scheda record lunga quasi un metro

L’affluenza è crollata al 44,4% rispetto al 58,7% delle elezioni generali, ma Farage ha comunque aumentato i suoi voti assoluti. La sua presa elettorale sulla costa dell’Essex rimane d’acciaio. Gli altri partiti nazionali non si sono presentati perché, in realtà,. erano ben consci di questa forza.

L’ombra dei 5 milioni e l’offensiva dei Liberal Democratici

Il successo rischia però di trasformarsi in una vittoria di Pirro. Le dimissioni di Farage erano arrivate in concomitanza con l’apertura di un’indagine della commissione etica di Westminster. Al centro dello scandalo c’è una donazione non dichiarata da 5 milioni di sterline versata dal miliardario delle criptovalute Christopher Harborne.

Farage ha liquidato la vicenda parlando di un “regalo personale” per coprire le spese della propria sicurezza e premiare ventisette anni di lotte per la Brexit. I Liberal Democratici non ci stanno e chiedono che l’indagine parlamentare riprenda all’istante a pieno regime. Hanno già proposto una “clausola Clacton” per impedire ai parlamentari sotto inchiesta di usare le suppletive per eludere i controlli. Se la commissione dovesse bocciare la sua condotta, Farage rischierebbe una procedura di revoca del seggio e un nuovo voto, questa volta con tutti i partiti schierati, che comunque potrebbe portare solo all’ennesima conferma della sua elezione.

Il rebus Laburista: scioglimento delle Camere a settembre?

I vertici del Partito Laburista hanno liquidato il risultato come una farsa priva di reale peso politico, ironizzando sulla sfida tra Farage e un comico travestito da bidone dei rifiuti (Count Binface). Dietro le quinte di Westminster, tuttavia, i calcoli per l’autunno sono frenetici.

Con la recente ascesa a Downing Street di Andy Burnham, il governo laburista si trova nel pieno della propria “luna di miele” con l’elettorato. La tentazione di chiedere lo scioglimento della Camera dei Comuni già a settembre è concreta: l’obiettivo sarebbe blindare una maggioranza solida prima che l’inverno porti nuovi rincari e tensioni sociali. La strada dei Labour può essere ammorbidita solo per un breve periodo, ma non rispone a problemi come l’immigrazione, la sicurezza e l’energia. Prima o poi le contraddizioni emergerebbero in superfice.

Se Burnham decidesse di andare all’incasso elettorale a settembre, Farage si presenterà come il vero catalizzatore della protesta economica e sociale. Questa elezione estiva di Clacton potrebbe essere solo l’anteprima di un devastante terremoto politico ed economico in arrivo sul Regno Unito o nell’autunno o, comunque, fra due anni.

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