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Terremoto a Tokyo: i titoli di Stato giapponesi superano il 3%. L’era del denaro gratis e del Carry Trade è finita davvero?

I rendimenti decennali di Tokyo volano oltre il 3% per la prima volta dal 1996: l’inflazione energetica e i debiti spingono la BoJ verso una stretta storica che minaccia i mercati globali.

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Il Giappone ha appena rotto un tabù lungo trent’anni. Per la prima volta dal settembre 1996, il rendimento del titolo di Stato decennale ha superato la soglia psicologica del 3%.

Non si tratta di una semplice oscillazione tecnica: è il segnale concreto che la diga monetaria costruita da Tokyo per decenni sta crollando sotto i colpi dell’inflazione e delle tensioni internazionali.

I tassi sui bond nipponici sono più che triplicati rispetto al 2024. La Banca del Giappone (BoJ), che per anni ha inondato il sistema di liquidità a costo zero per evitare la deflazione, si trova ora con le spalle al muro.

Titolo di stato decennali giapponesi. – Tradingeconomics

Il motivo principale di questa fiammata arriva dall’estero. I rincari energetici causati dal conflitto tra Stati Uniti e Iran hanno colpito duramente un Paese che importa quasi tutto il suo fabbisogno primario, spingendo in alto i prezzi al consumo. Questo spingerà la Bank of Japan ad intervenire, alzando i tassi, anche se questo comporterà un rallentamento dell’economia giapponese.

A pesare sui mercati sono tre elementi precisi:

  • Pressione internazionale: il Segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, chiede apertamente a Tokyo più disciplina fiscale e tassi più alti. Questo rallenterà l’economia giapponese e l’export di Tokio verso gli USA, o almeno così spera Bessent.
  • Piani del governo: la premier Sanae Takaichi spinge su nuovi tagli alle tasse e forte spesa pubblica, una manovra necessaria per sostenere la crescita ma che aumenta il debito da finanziare. Quindi la politica fiscale diverge da quello che vorrebbe Bessent e spinge verso un aumento dei tassi.
  • Interventi fragili: le intese delle scorse settimane tra Federal Reserve e BoJ per difendere lo yen stanno perdendo efficacia di fronte alla realtà dei numeri.
Fattore di spintaEffetto immediato
Costi energetici alle stelleInflazione importata difficile da fermare
Spesa pubblica e tagli tasseAumento dell’offerta di debito sul mercato
Rialzo atteso dei tassi BoJVendite massive sui titoli a tasso fisso

Per l’economia reale giapponese e globale le ricadute sono pesanti. Con un debito pubblico superiore al 250% del PIL, ogni singolo punto base di aumento dei rendimenti significa miliardi in più di spesa per interessi, sottraendo risorse a sanità e investimenti produttivi. Comunque per ora la situazione rimane sotto controllo e , in passato, la BoJ si è sempre rivelata molto sensibile alla sicurezza del risparmio giapponese, intervenendo, in caso di necessità, a tutela del debito.

Inoltre, per trent’anni gli investitori globali hanno preso in prestito yen a tasso zero per comprare titoli all’estero. Il rientro di questi capitali verso Tokyo rischia di scuotere anche i mercati obbligazionari occidentali, già sotto stress per l’aumento dei rendimenti negli Stati Uniti e in Europa. Questi tassi d’interesse creano delle perdite implicite in tutti gli operatori che hanno investito in titoli di stato di Tokio, in primo luogo proprio le assicurazioni giapponesi. 

La favola dei tassi a zero per sempre si è conclusa e con questa si conclude l’epoca del Carry Trade, quando si prendeva a prestito in Giappone per speculare sui mercati finanziari internazionali. Tokyo deve ora fare i conti con la realtà di un debito che costa caro.

 

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