CulturaScienzaSpazio
Tempeste di sabbia e ferro a venti anni luce: il telescopio Webb scopre l’ordine segreto nel meteo di un mondo alieno
A venti anni luce dalla Terra il James Webb penetra la fornace di SIMP 0136: tra piogge di ferro e nubi incandescenti emerge un ciclo climatico regolare che rivoluziona lo studio dei mondi alieni.

Un pianeta infernale dove l’atmosfera ribolle a oltre 800 gradi, squarciata da colossali perturbazioni e nubi di polvere minerale. Nello spazio vicino alla Terra c’è un gigante che non dorme mai, e fino a ieri credevamo che il suo clima fosse puro caos.
Le nuove osservazioni del telescopio spaziale James Webb hanno svelato una realtà inattesa: persino nei mondi più turbolenti dell’universo, la natura segue regole ferree e prevedibili e siamo in grado di prevederle.
Che cos’è SIMP 0136 e quali caratteristiche possiede?
Il corpo celeste al centro della scoperta scientifica pubblicata su Astronomy & Astrophysics si chiama SIMP J013656.5+093347 (abbreviato in SIMP 0136). Si tratta di un corpo celeste che si trova, in termini cosmologici, nel nostro vicinato più immediato, cioè a 20 anni luce. Le immagini che vediamo ora si sono quindi originate poco dopo il 2000. Non è un pianeta roccioso come la Terra, ma nemmeno una stella come il Sole:
- È una nana bruna: si tratta di una cosiddetta “stella mancata”. Ha una massa compresa tra 12 e 18 volte quella di Giove. È troppo grande per essere un semplice pianeta gassoso, ma non abbastanza pesante da innescare la fusione nucleare nel suo nucleo e brillare di luce propria.
- Calore estremo: la sua temperatura superficiale si aggira intorno ai 1.100 Kelvin (circa 825 gradi Celsius), a causa della compressione causata dalla propria massa, ma, nello stesso tempo, non è riuscita a raggiungere lo stato di fusione nucleare.
- Rotazione record: compie un giro completo su se stessa in appena 2,4 ore. Una velocità vorticosa che genera potenti aurore e tempeste continue.
- Nubi di ferro e silicati: a quelle temperature non piove acqua. I banchi nuvolosi sono composti da microscopiche particelle di roccia silicea e ferro fuso in sospensione.
| Parametro | Valore osservato | Significato pratico |
| Distanza dalla Terra | 20 anni luce (6,12 parsec) | Vicinissimo su scala galattica |
| Tipologia | Nana bruna (classe spettrale T2.5) | Intermedio tra stella e gigante gassoso |
| Massa stimata | 12,7 – 17,8 masse di Giove | Oggetto al limite di massa planetaria |
| Temperatura media | ~825 °C (1.098 K) | Atmosfera incandescente |
| Periodo di rotazione | 2,41 ore | Venti e correnti ad altissima velocità |
Cosa ha scoperto il James Webb: l’ordine nascosto nella tempesta
Finora gli astronomi pensavano che le variazioni di luce di questi colossi fossero frutto di turbolenze casuali e incontrollabili. Analizzando i dati dello spettrografo NIRSpec del telescopio Webb, il team di astrofisici guidato da Merle Schrader e Johanna Vos ha utilizzato una tecnica statistica chiamata analisi delle componenti principali (PCA).
Il risultato ha sorpreso gli studiosi: l’apparente caos atmosferico è governato da soli due meccanismi principali:
- Le oscillazioni della temperatura tra una regione e l’altra.
- La diversa altitudine e densità verticale delle nubi.
Questi due fattori si combinano creando tre stati meteorologici ricorrenti. Man mano che il pianeta ruota, sfilano davanti ai nostri strumenti zone più calde con nubi sottili alternate ad aree più fredde cariche di banchi nuvolosi densi e profondi. Non c’è anarchia, ma un ciclo stabile che si ripete giro dopo giro, un po’ come sulla Terra, una perturbazione segue il bel tempo e viceversa.
Questa ricerca dimostra come l’analisi matematica intelligente consenta di mappare un’atmosfera senza dover ricorrere a migliaia di ore di simulazioni su supercomputer energivori e costosissimi. Si ottengono modelli migliori consumando meno risorse di calcolo. Queste tecnologie ora ci sono servite a fare le “Previsioni del tempo” su un pianeta extrasolare, ma domani potranno servirci ad iden tificare pianeti abitabili o, perfino, abitati. Quelle che oggi sono nuvole potranno in un futuro essere segni di una cività avanzata.








You must be logged in to post a comment Login