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Scontro a New York sulle Chagos: Trump stoppa la cessione e Burnham incassa il colpo

Trump umilia Burnham a New York e blocca l’accordo Chagos: a rischio 35 miliardi di sterline e il futuro della base strategica di Diego Garcia.

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Un patto strategico e un conto da 35 miliardi di sterline rischiano di saltare in aria in diretta mondiale. A New York, nel loro primo vertice bilaterale, Donald Trump ha bocciato senza appello il piano britannico di cedere la sovranità delle isole Chagos a Mauritius.

Davanti ai cronisti, il primo ministro britannico Andy Burnham si è trovato con le spalle al muro. Ha dovuto annuire mentre il presidente americano definiva l’intesa un errore ridicolo e strategicamente disastroso per l’Occidente.

Trump si è imposto davvero su Burnham?

La risposta è netta: sì. Il confronto alle Nazioni Unite ha mostrato una chiara disparità di forza politica tra Washington e Londra.

Solo poche ore prima, Burnham aveva telefonato al premier mauriziano Navin Ramgoolam per rassicurarlo sul fatto che Londra avrebbe fatto l’impossibile per ratificare il trattato. Poi, davanti alle telecamere americane, il copione è cambiato del tutto. Trump ha dichiarato che l’intesa è orribile e che il premier britannico ci rimetterà mano. Burnham ha risposto a mezza bocca con un semplice “sì”, almeno secondo quanto riportato dal Telegraph. Downing Street sa bene che senza il sostegno militare e politico della Casa Bianca l’accordo non ha gambe per camminare.

BUrnham e Trump

Un accordo costoso ed illogico

L‘intesa negoziata in precedenza da Keir Starmer lasciava già molti dubbi. Cedere un territorio sovrano per poi pagare un affitto miliardario per riutilizzarlo è una scelta difficile da spiegare ai contribuenti.

Il compromesso presentava costi certi a fronte di vantaggi geopolitici inesistenti:

  • Cessione gratuita della sovranità: Londra rinuncia al controllo dell’intero arcipelago dell’Oceano Indiano a favore di Mauritius.
  • Un canone d’affitto spropositato: il Regno Unito si è impegnato a sborsare circa 35 miliardi di sterline nei prossimi 99 anni per conservare la base di Diego Garcia.
  • Un caso unico al mondo che ignorava gli abitanti: l’incredibile accordo di Starmer era l’unico caso nella storia in cui uno stato sovrano rinunciava a un territorio pagando pure per cederlo, tra l’altro ignorando gli interessi e le richieste dei precedenti abitanti, espulsi quando fu costruita la base militare e che volevano uno status associato a UK o USA.

Regalare la terra e poi pagare il fitto per restare a casa propria non sembra un capolavoro di gestione economica.

Elemento chiaveTrattato del Regno UnitoPosizione di Donald Trump
Sovranità ChagosCessione totale alla Repubblica di MauritiusMantenimento del controllo strategico britannico
Costo per Londra35 miliardi di sterline di canone in 99 anniRifiuto di un esborso considerato insensato
Uso base Diego GarciaIn affitto, vincolato ad accordi bilateraliPieno uso operativo senza veti politici esterni

La miccia militare: l’uso dei bombardieri B-2

L’irritazione della Casa Bianca ha radici pratiche ben precise legate alla difesa. Nel febbraio scorso Londra aveva negato agli Stati Uniti il permesso di far decollare da Diego Garcia i velivoli per colpire l’Iran. Quella scelta ha obbligato l’aviazione americana a far partire i bombardieri B-2 direttamente dalle basi nel Missouri. Il risultato sono state ore di volo in più, costi operativi enormi e rischi operativi moltiplicati.

Diego Garcia si trova a meno di quattromila chilometri dalle coste iraniane: è fuori dal raggio dei missili di Teheran, ma perfetta per le missioni aeree occidentali. Trump, che valuta le alleanze in base alla loro utilità sul campo, ha vissuto quel diniego come un danno concreto alla sicurezza americana. A complicare la vita a Burnham ci ha pensato anche Nigel Farage. Il leader di Reform UK ha fatto un lavoro continuo di pressione sull’amministrazione statunitense per convincere Trump a bloccare l’accordo.

Una trappola politica per Londra

Burnham si trova ora bloccato in un vicolo cieco diplomatico. Se cede a Trump, rimangia la parola data a Mauritius e scontenta gli organismi internazionali. Se decide di tirare dritto senza gli Stati Uniti, la base di Diego Garcia perde la sua funzione primaria e i costi ricadono tutti su Londra. La cosa migliore ora sarebbe far ricadere tutte le responsabilità dell’accordo s Starmer, sganciandosi completamente dalle sue decisioni e prendendo una via completamente diversa discussia insieme agli USA e, magari, anche ai precedenti abitanti.

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