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Sabotaggio informatico alle basi USA: i congelatori impazziscono e cuociono il cibo. Il Pentagono indaga per attacco ostile
Attacco hacker ai congelatori delle basi militari USA: i sistemi impazziscono di notte e cuociono le scorte di cibo. Il Pentagono indaga insieme alla Francia dopo che un sabotaggio identico ha mandato a fuoco i frigo di 350 supermercati europei.

La guerra moderna non si combatte più soltanto con i missili, ma spegnendo (o meglio, accendendo) i frigoriferi del nemico. Il Pentagono ha aperto un’indagine formale su una serie di misteriosi guasti che hanno colpito gli spacci alimentari di almeno sei basi militari statunitensi alla fine di agosto. Non si tratta di semplici rotture meccaniche: il comando informatico della Difesa americana tratta l’accaduto come un sospetto attacco hacker mirato alla catena di approvvigionamento delle truppe.
In diverse strutture, i congelatori non si sono semplicemente spenti. Durante la notte, qualcuno o qualcosa ha forzato i sistemi ad attivare la modalità di sbrinamento al massimo livello, alzando la temperatura al punto da “cuocere” letteralmente le scorte. Al mattino, il personale della base di Fort Huachuca, in Arizona, si è trovato davanti a montagne di carne e viveri completamente sciolti e inutilizzabili.
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Perché il Pentagono lo tratta come una minaccia terroristica
Colpire gli spacci interni alle basi (le cosiddette commissaries) può sembrare un dispetto da poco, ma per i vertici militari equivale a un vero atto di sabotaggio o cyber-terrorismo. La logistica alimentare è un’infrastruttura critica al pari delle reti elettriche e degli acquedotti.
Le ragioni dell’allarme rosso al Dipartimento della Difesa sono molto concrete:
- Vulnerabilità strategica: dimostrare di poter entrare nei sistemi informatici collegati a una base militare significa aver trovato una falla nella rete logistica della difesa. Se entrano nei congelatori, domani potrebbero sabotare i sistemi elettrici
- Paralisi operativa: senza la catena del freddo, è impossibile sfamare migliaia di soldati e le loro famiglie, bloccando l’operatività quotidiana dei reparti, a meno che non debbano tornare alle MRE.
- Rischio sanitario e fisico: alterare di nascosto le temperature di conservazione può causare intossicazioni alimentari di massa tra le truppe o innescare incendi distruttivi nei magazzini.
La pista francese e i danni milionari
Gli investigatori dell’esercito americano non stanno lavorando da soli. Il reparto anticrimine informatico USA ha avviato una stretta collaborazione con la polizia francese dopo che, a metà ottobre, un attacco identico ha messo in ginocchio oltre 350 supermercati in Francia, tra cui molti punti vendita della catena Intermarché.
Anche in Europa i pirati informatici hanno preso il controllo remoto dei termostati, spingendo il riscaldamento così in alto da mandare a fuoco diversi impianti di refrigerazione. Il conto economico per la grande distribuzione francese è salatissimo: si parla di decine di milioni di euro bruciati tra merce buttata in strada, macchinari fusi e mancati incassi.
| Luogo dell’attacco | Periodo | Obiettivi colpiti | Modalità e conseguenze |
| Stati Uniti | Agosto 2026 | Almeno 6 basi militari (es. Fort Huachuca) | Innalzamento notturno delle temperature, scorte alimentari distrutte. |
| Francia | Ottobre 2026 | Oltre 350 supermercati civili | Controlli manomessi, incendi nei reparti frigo, decine di milioni di euro di danni. |
| Stati Uniti (Los Angeles) | 2024 | Impianto di lavorazione carni | Blocco dei frigo industriali, quasi una tonnellata di carne mandata a male. |
| Russia e Israele | 2022 | Catene di supermercati | Violazione di vecchi sistemi di controllo del freddo. |
Il paradosso della “smart economy”: tutto connesso, tutto fragile
Come è stato possibile entrare così facilmente nei congelatori dei supermercati francesi e delle basi americane? La risposta sta nella mania di connettere qualsiasi bullone a internet per tagliare i costi del personale tecnico.
Molti impianti industriali usano centraline (spesso prodotte dal colosso danese Danfoss, anche se non è confermato il loro impiego nelle basi USA) nate anni fa per funzionare isolate, regolate a mano da un operaio sul posto. Per risparmiare sulla manutenzione, le aziende le hanno collegate alla rete senza aggiornare i programmi di sicurezza.
Il risultato è quasi grottesco: per non pagare un tecnico che controlli un termostato, ci si ritrova con intere catene di distribuzione paralizzate da un pirata informatico seduto dall’altra parte del mondo. Nell’economia reale, quando salta il freddo, l’inflazione alimentare ringrazia: meno offerta, sprechi enormi, premi assicurativi alle stelle e costi di gestione che alla fine vengono scaricati sui prezzi al consumo. Altro che transizione digitale sicura.







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