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Record su Marte: Perseverance guida da solo nel vuoto e riscrive la storia dell’esplorazione

A oltre 200 milioni di km dalla Terra e con 20 minuti di ritardo nei comandi, Perseverance supera 45 km su Marte guidando da solo: battuto il record di Opportunity in un terzo del tempo.

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Immaginate di guidare a fari spenti su una pista dissestata, sapendo che se finite in un fosso nessuno verrà a tirarvi fuori. Su Marte, a oltre duecento milioni di chilometri dalla Terra, un banale errore di calcolo equivale alla distruzione istantanea di una macchina da miliardi di dollari: i comandi radio impiegano fino a venti minuti solo per arrivare.

In questo deserto gelato e ostile, dove una ruota bloccata nella sabbia segna la fine dei giochi, il rover Perseverance della NASA ha compiuto un salto storico. Ha preso letteralmente il controllo della propria marcia, infrangendo il primato assoluto di distanza mai percorsa da un veicolo su un altro corpo celeste.

L’11 ottobre, durante il suo 2.006° giorno marziano (sol), il laboratorio a sei ruote ha tagliato il traguardo dei 45,22 chilometri (28,10 miglia). Con questo passaggio ha superato il vecchio record del rover Opportunity, fermo da anni a quota 45,16 chilometri.

Il dato più impressionante non è solo la distanza, ma la velocità con cui è stata raggiunta. Opportunity ha impiegato quasi quindici anni terrestri per accumulare quel chilometraggio, procedendo con una cautela esasperante. Perseverance ha polverizzato lo stesso primato in appena cinque anni e mezz. Non esattamente un fulmine di velocità, ma comunque tre volte più veloce.

Il nuovo arrivato ha superato anche i 39 chilometri percorsi sulla Luna dal sovietico Lunokhod 2 e i circa 38 chilometri del compagno Curiosity. Un ritmo straordinario, considerando che i piani originari della NASA prevedevano appena 20 chilometri complessivi di tragitto.

VeicoloMondoChilometriTempo impiegato
PerseveranceMarte45,22 km~5,5 anni
OpportunityMarte45,16 km~14,8 anni
Lunokhod 2Luna~39,0 km~5 mesi
CuriosityMarte~38,1 kmOltre 12 anni
SpiritMarte7,7 km~6 anni
SojournerMarte0,1 km (100 m)~3 mesi

Come è stato possibile far correre una macchina pesante una tonnellata tra sassi aguzzi e dune insidiose senza distruggerla? La risposta non sta nei suoi motori, ma nel cervello digitale di bordo: il software AutoNav.

Pilotare un mezzo su Marte con un joystick dalla Terra è pura fantasia. A causa della distanza astronomica, le onde radio impiegano dai 4 ai 24 minuti per viaggiare tra i due pianeti. Se gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory vedessero il rover scivolare verso un baratro, l’incidente sarebbe già avvenuto da un pezzo. Ai tempi di Opportunity, la paura imponeva di pianificare ogni singolo metro a tavolino, lasciando all’autonomia di guida meno del 5% della strada.

Con Perseverance la filosofia è cambiata: oltre il 90% della distanza totale è stata percorsa in piena autonomia decisionale. Gli operatori a Terra si limitano a indicare l’obiettivo; il rover pensa, calcola e corregge la traiettoria da solo mentre avanza.

Mentre viaggia a una velocità che può raggiungere i 412 metri in un singolo giorno marziano, le telecamere di bordo fotografano il terreno e costruiscono una mappa tridimensionale del percorso. I cardini tecnici di questo sistema sono:

  • Occhi digitali potenti: a ogni scansione, AutoNav elabora circa 600.000 punti del terreno. Il primo rover, Sojourner, nel 1997 ne valutava appena 20. Ovviamente questo permette degli spostamenti più precisi e sicuri.
  • Autonomia scientifica: con il sistema AEGIS, il robot sceglie da solo quali rocce colpire con il laser per studiarne i minerali, senza attendere conferme da Terra.
  • Risparmio energetico: il nuovo programmatore interno (OnBoard Planner) ottimizza le attività, tagliando del 20% i consumi di energia e accelerando le indagini scientifiche.

Finora il veicolo ha già sigillato 29 campioni di roccia nel cratere Jezero, inclusi frammenti della roccia Cheyava Falls con possibili tracce biologiche fossili. Con la missione estesa fino alla fine del 2028, il rover punta verso l’area di Lac de Charmes e il blocco di Rainbow Falls, alla ricerca di antiche sorgenti termali che potrebbero aver ospitato la vita.

Fenomeno atmosferico osservato da Perseverance

La tecnologia sul Pianeta Rosso ha dimostrato una lezione chiara: nell’abisso dello spazio, per muoversi in fretta e non finire distrutti, l’essere umano deve imparare a togliere le mani dal volante.

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