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Quella nomina la dipartimento Sud che indica la rotta del governo

C’è una nomina che è forse passata sottotraccia, in questi giorni, e che invece riveste una grande importanza, secondo quello che dicono fonti di alto livello della maggioranza, perché indica una precisa strategia del governo da qui alle prossime elezioni. Non si tratta di nessuna delle nomine delle partecipate che tante discussioni hanno creato, ma quella di un avvocato campano, che ha fatto un lavoro eccezionale per due anni a quella che ormai da tutti viene considerata come una delle misure di maggior successo del governo per quello che attiene alla politica economica del mezzogiorno, la Zes unica. Giosy Romano, classe 1968 di Brusciano, con una lunga e consolidata esperienza nella pubblica amministrazione, per poi approdare, nominato da Raffaele Fitto, a capo della struttura di missione della Zes unica, è stato designato a capo del nuovo dipartimento Sud.
I numeri della Zes unica hanno giocato un ruolo importante su questa scelta: 414 autorizzazioni uniche nel 2024, 596 nel 2025, già 230 ad aprile 2026, ovvero un aumento del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Solo per il 2026 sono previsti 2,3 miliardi, il livello più alto mai raggiunto in legge di bilancio. Complessivamente, parliamo di circa 10 miliardi in cinque anni, a fronte di poco più di 3 miliardi stanziati nei precedenti governi nel quinquennio 2016-2020. La stima sulle ricadute occupazionali parlano della creazione di circa 35.000 nuovi posti di lavoro. Tutto ciò ha permesso al sud di diventare la vera locomotiva economica del paese, con tassi di crescita
più alti, negli ultimi tre anni, rispetto al resto del paese. Ecco allora che la nomina di Romano è il frutto di una precisa strategia che il governo vuole adottare da qui alle elezioni, che mira a quella che molti considerano come una sorta di “riconquista” del sud.
Il governo Meloni sembra, infatti, intenzionato a puntare con decisione sulle politiche attive che hanno permesso
la crescita del sud, senza per forza di cose fare leva sull’inutile e dannoso assistenzialismo. In questo a Palazzo Chigi sono convinti di spezzare quel legame perverso che la sinistra, proprio grazie alle sue lunghe ramificazioni nel tessuto territoriale meridionale, costruito con anni di politiche di sussidi e bonus. In alcune Regioni importanti, come per esempio la Campania e la Puglia, secondo alcuni osservatori, si sono create delle ramificazioni paragonabili per certi versi ad una sorta di comitati di affari, anche grazie all’abilità di amministratori locali, che sono diventati il tramite tra la politica nazionale e il tessuto imprenditoriale e sociale locale.
Proprio quel “sistema” che Elly Schlein, appena eletta segretaria del Pd, per poi rimangiarsi tutto. Il governo Meloni paga in termini di consenso al sud la decisione (sacrosanta occorre aggiungere) di tagliare la politica di bonus e sussidi, rilanciata dai grillini, a cominciare dal reddito di cittadinanza. La crescita dell’occupazione e dell’economia, grazie invece a
politiche attive, è sotto gli occhi di tutti, ma evidentemente fatica a trovare una giusta narrazione, proprio per la mancanza forse di quelle figure di raccordo che sappiano rappresentare il governo in loco. Uno come Romano, con la sua lunga esperienza a livello locale, può a ben ragione, forte dei risultati raggiunti con la Zes unica, può a ben ragione
essere considerato l’uomo adatto a rilanciare l’azione del governo. La nomina di un uomo come Romano, infatti, che non ha solo dimostrato di essere fattivo e capace, ma con una serie di relazioni con il mondo imprenditoriale e il tessuto sociale e politico di ambo gli schieramenti, potrebbe davvero essere il primo passo di quella svolta che il Governo intende
fare sul piano economico al Sud, e in tutto il paese.
Dare un segnale che la politica è in mano ad amministratori capaci e non necessariamente perché di parte. “ Il dipartimento- come ha ben spiegato lo stesso Romano in una intervista al Mattino di Napoli – promuove ricerche e analisi sul Sud, cura le attività conseguenti alle Cabine di regia e così via, operando in raccordo con gli altri Dipartimenti della Presidenza e dell’autorità politica delegata: insomma, è l’esecutore attraverso misure idonee degli indirizzi del governo in materia. L’obiettivo è di realizzare una visione unitaria delle politiche per il Mezzogiorno, nell’ottica di un Piano
strategico di sviluppo del Sud indicato a suo tempo dalla premier Giorgia Meloni”. Ma il compito di Romano sarà anche quello probabilmente di mettere in campo quelle misure tecniche allo studio del governo, come detto dalla stessa premier, per estendere la misura a tutto il territorio nazionale, o almeno alcune sue parti, come i meccanismi automatici previsti
nella misura e capaci di migliorare i tempi delle risposte degli enti di governo del territorio.
Una vera e propria rivoluzione che lo stesso Orsini presidente di Confindustria ha elogiato come un modello per lo sviluppo economico di tutto il paese. Governare vuol dire anche assumersi scelte strategiche, che per loro stessa natura hanno bisogno di tempo per dispiegare i loro effetti, La Zes unica ha avuto bisogno di un anno per entrare a regime, e al povero Fitto devono ancora fischiare le orecchie per le critiche ricevute, ma poi anche dopo la nomina proprio di Romano a capo della struttura gli effetti positivi sono stati superiori alle attese.
Ecco allora che se la sconfitta al referendum fosse servita magari ad aggiustare un pò il tiro su alcune priorità che il governo dovrebbe attuare, si può a ben ragione argomentare come fece il grande saggista Napoleon Hill “L’ opportunità spesso si presenta camuffata in forma di sfortuna o di sconfitta temporanea.”










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