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PROVE TECNICHE DI DITTATURA, OVVERO COME SI CANCELLA LA DEMOCRAZIA. (di A.M.Rinaldi)

PROVE TECNICHE DI DITTATURA, OVVERO COME SI CANCELLA LA DEMOCRAZIA.

Appare sempre più evidente che è in atto il tentativo di estraniare sempre più i cittadini da una delle più grandi conquiste della civiltà umana: la Sovranità appartiene al popolo e a nessun altro e l’esercizio del voto è un diritto inalienabile!

D’altronde da tempo siamo stati abituati che la volontà popolare è completamente ignorata, prima con sistemi elettorali che non tengono conto di criteri di scelta dei candidati se non quelli decisi nelle segreterie dei partiti e poi alla chiamata diretta a Premier di personaggi alla Mario Monti, che dopo la nomina a Senatore a vita per motivi ancora non ben noti, è stato insignito dallo stesso presidente Napolitano dell’incarico di Presidente del Consiglio nonostante non fosse supportato da nessun mandato elettorale se non il gradimento della comunità finanziaria e burocratica di Bruxelles di cui era parte integrante.  

Un atto che ha significato un vero e proprio sfregio allo stesso concetto fondante su cui si basa la democrazia che non tollera imposizioni di nessun genere, tanto meno in periodi di difficoltà del Paese, e a cui auspichiamo quanto prima ai responsabili di tale sopruso il giusto e severo giudizio della Storia.

Ma anche la stessa partecipazione all’Unione Europea e alla moneta unica non può che procedere se non con continue ed irreversibili “sospensioni” di democrazia per poter rendere sostenibile il disegno voluto e concepito da delle elite che non stanno tenendo minimamente conto delle esigenze e aspirazioni più che legittime di centinaia di milioni di cittadini europei. Perciò sono stati attivati sempre più i c.d. “meccanismi automatici”, che in forza ai trattati e Regolamenti comunitari, bypassano le preposte istituzioni democraticamente elette in modo da trasferire qualsiasi potere decisionale nelle mani degli euroburocrati non eletti e senza nessuna successiva verifica elettorale.

I Governi e i Parlamenti nazionali sono stati completamente estraniati da qualsiasi potere d’iniziativa e decisionale nella conduzione dei rispettivi paesi e conseguentemente i cittadini sono stati tagliati fuori dal processo democratico di cui si nutre qualsiasi democrazia.

Prevale ormai la suprema presunzione che i cittadini non siano in grado di fare le giuste scelte e che questo sia esclusiva prerogativa di alcuni “illuminati”, capaci invece di proporre le decisioni ottimali e per il bene comune.

E’ l’anticamera della dittatura: una subdola evoluzione di quella classica che conosciamo con gli stivali lucidi e dei discorsi dai balconi, ma sotto certi aspetti ancora più pericolosa e infida perché fa credere formalmente di non esserla avvalendosi però dei peggiori mezzi e sistemi con cui si instaurano i regimi dittatoriali. Non siamo e non vogliamo tornare al Medio Evo, ma continuare verso quell’evoluzione fondamentale dove il cittadino è al centro assoluto di qualsiasi iniziativa e qualsiasi decisione deve necessariamente passare, indipendentemente dal risultato, dal consenso del suffragio universale.

Per questo si è tentato di mettere goffamente le mani sulla Costituzione Repubblicana (per fortuna gli è andata male!) al fine di smantellare e snaturare l’intero impianto posto a garanzia e tutela dei diritti dei cittadini che i Padri Costituenti avevano giustamente considerato come fondamentali, imprescindibili e non alienabili affinché venisse esercitata è garantita la democrazia nel nostro Paese.

Quando tutti se ne renderanno conto che siamo sul baratro della dittatura sarà troppo tardi per tornare indietro e per potersi riprendere ciò che i nostri Padri, con sacrifici e con il sangue, hanno donato alle attuali generazioni facendoli godere della più grande conquista a cui può aspirare un essere umano: la libertà che solo la democrazia può garantire.

Antonio M. Rinaldi

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