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Primark si mette in proprio: scorporo da 86 milioni per compiacere la Borsa
Primark si separa da AB Foods per sbarcare in Borsa come società indipendente entro il 2028. Un’operazione da 86 milioni di euro pensata per accontentare i mercati finanziari, mentre la catena continua la sua forte espansione in Italia e nel mondo. Le vere ricadute sull’economia reale.

Uno dei gruppi che si sta diffondendo maggiormente nella moda low cost europea va direttente in borsa. Il gruppo britannico Associated British Foods (AB Foods), colosso noto tanto per lo zucchero e il tè Twinings quanto per l’abbigliamento low cost, ha deciso di tagliare il cordone ombelicale: entro il 2028, Primark diventerà una società indipendente e quotata alla Borsa di Londra. L’obiettivo? Ottenere una migliore valutazione dal mercato.
Secondo i vertici di AB Foods, mescolare abiti a basso costo con prodotti alimentari confonde gli analisti. Il mercato azionario contemporaneo, spesso vittima di rigidi compartimenti stagni, mal digerisce i gruppi conglomerati, applicando un forte sconto di valutazione perché i modelli di business risultano troppo disallineati. Inoltre il business del beni di largo consumo, non ha grosse sinergie con la gestione di una catena che vende beni no food a basso prezzo.
Ecco, in sintesi, i pilastri dell’operazione, la cui conclusione è prevista per la fine del 2027:
- I costi di “divorzio”: Lo scorporo non sarà indolore. Richiederà circa 86 milioni di euro (75 milioni di sterline) in costi una tantum per analisi legali e finanziarie.
- La leadership: George Weston manterrà la guida del settore alimentare sotto il nome storico di AB Foods, mentre Eoin Tonge diventerà l’amministratore delegato dell’indipendente Primark.
- Il controllo: La famiglia Weston conserverà la maggioranza assoluta in entrambe le società tramite la holding Wittington Investments. Non si tratta quindi di una svendita, ma di una riorganizzazione tecnica. Quindi ci saranno due società diventeranno “Sorelle” controllate dalla medesima holding.
- L’obiettivo finanziario: L’ambizione è che entrambe le entità abbiano capitalizzazioni sufficienti per restare nel prestigioso indice britannico FTSE 100.
| Entità post-scorporo | Settore principale | CEO Designato | Obiettivo listino |
| AB Foods | Alimentare (Twinings, zucchero, ecc.) | George Weston | FTSE 100 |
| Primark | Retail e Fast Fashion | Eoin Tonge | FTSE 100 |
Le ricadute economiche: liberare valore o distruggere risorse?
Se il “Valore viene liberato” per gli azionisti avremo che qualcuno ci perderà: in questo caso AB Food, la cui quotazione viene a scendere perché scorpora una società che , comunque aveva un crescita delle ventie del 1% nel III trimestre 2025 e del profitti del 2%. Sembrano cifre minuscole, ma nel mercato del dettaglio tradizionale, in crisi, sono interessanti.
Primark si presenta all’altare della Borsa con numeri che non hanno bisogno di trucchi contabili: quasi 11,5 miliardi di euro di fatturato distribuiti in 19 mercati. Una crescita solida (attesa a +13% a parità di perimetro) guidata in gran parte dall’espansione fisica, con un’Italia in cui l’insegna continua ad aprire con successo nuovi poli commerciali.
Per Primark, la quotazione indipendente potrebbe garantire un accesso più rapido ai capitali per foraggiare l’espansione internazionale, creando potenziale nuova occupazione, ma soprattutto nuovi margini di profitto. Resta da vedere se il valore “liberato” finirà per alimentare l’economia reale o se resterà confinato, come spesso accade, nei portafogli della City.







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