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EconomiaEnergia

Petrolio verso i 108 dollari: droni colpiscono l’oleodotto saudita e salta la tregua su Hormuz

Attacchi con droni bloccano l’oleodotto saudita Est-Ovest e salta il tavolo negoziale su Hormuz: il petrolio balza verso 108 dollari con il rischio concreto di nuovi rincari su benzina e bollette.

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Il petrolio non aspetta i tempi della diplomazia e torna a fare paura. Con una fiammata che ha spinto il greggio Brent verso quota 108 dollari al barile, i mercati energetici hanno registrato un balzo di oltre il 9% in pochi giorni. A far scattare l’allarme rosso è stato lo stop forzato dell’oleodotto saudita Est-Ovest, colpito da attacchi con droni: in un istante è saltata l’unica vera via di fuga per aggirare la morsa dello Stretto di Hormuz.

Riad ha fermato il pompaggio a scopo precauzionale dopo i raid di giovedì, senza dare certezze sui tempi di riapertura. Nel frattempo, la fragile impalcatura delle trattative regionali è andata in frantumi. Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi, ha confermato il rinvio dell’incontro tra l’Iran e i paesi del Golfo per definire un corridoio di transito sicuro a Hormuz. L’Arabia Saudita ha espresso forti perplessità sul piano, mentre il Bahrein ha preferito sfilarsi del tutto.

Ecco il grafico del Petrolio Brent, quello di riferimento internazionale, nell’ultima settimana:

Petrolio Brent

Unico spiraglio sul fronte del dialogo: l’incontro a Nuova Delhi tra i vertici diplomatici di Abu Dhabi e dell’Iran, che ha aperto qualche debole speranza per allentare la pressione sul traffico di greggio e gas. Ma i sorrisi diplomatici non muovono i barili. Finché i rubinetti dell’oleodotto Est-Ovest restano sigillati, l’offerta globale accusa un colpo durissimo.

La chiusura dell’arteria saudita evidenzia tutta la fragilità del sistema energetico mediorientale, bloccato nel braccio di ferro tra Washington e Teheran. Chi pensava bastasse stendere tubi nel deserto per mettersi al riparo dalle tensioni navali scopre che basta uno sciame di droni per azzerare la sicurezza energetica.

Dati chiave dell’oleodotto Est-OvestValore e impatto
Capacità di trasportoCirca 7 milioni di barili al giorno
Tratta strategicaDai giacimenti orientali ai porti del Mar Rosso (Yanbu)
Scopo logisticoBypassare interamente lo Stretto di Hormuz
Stato attualeChiuso a tempo indeterminato dopo l’attacco

Le ricadute pratiche per imprese e famiglie sono immediate e praticamente ovvie:

  • Prezzi dei carburanti: L’impennata del greggio sopra i 100 dollari si scarica in fretta sui prezzi di benzina e gasolio alla pompa, aumentando subito i costi di trasporto.
  • Margini delle imprese: L’industria manifatturiera, già alle prese con costi operativi elevati, rischia di dover ritoccare i listini, perdendo competitività.
  • Freno alla domanda interna: I rincari energetici agiscono come una tassa secca sui bilanci familiari, riducendo il potere d’acquisto e raffreddando i consumi generali. Se si spende di più in carburanti, restano meno soldi per i cittadini per i consumi quotidiani.

Mentre Stati Uniti e Iran restano su posizioni inconciliabili per il dominio delle rotte, l’Europa si ritrova ancora esposta al conto salato delle forniture. L’incontro tra Emirati e Iran evita il peggio sul piano verbale, ma con i tubi sauditi a secco, la bolletta energetica mondiale torna a salire.

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