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Petrolio intrappolato in mare: noli record a 1,4 milioni al giorno e la logistica va in tilt

Il greggio abbonda ma resta bloccato in mare: i noli delle superpetroliere toccano il record di 1,4 milioni di dollari al giorno fuori da Hormuz, travolgendo la catena logistica mondiale.

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La crisi petrolifera si è estesa al settore marittimo, con una vasta flotta di petroliere bloccata in operazioni di trasferimento da nave a nave al di fuori dello Stretto di Ormuz, spingendo le tariffe di nolo globali a livelli record e riducendo la disponibilità di navi per altre rotte.

Le tariffe delle superpetroliere sono salite alle stelle nelle ultime settimane, raggiungendo il massimo storico di 1,4 milioni di dollari al giorno sulla rotta dal Golfo all’Asia orientale, secondo i dati raccolti da Bloomberg.

Anche le tariffe sulla rotta dal Golfo degli Stati Uniti al Giappone stanno salendo alle stelle e, secondo quanto riferisce Bloomberg, per una superpetroliera – la cosiddetta very large crude carrier (VLCC), in grado di trasportare fino a 2 milioni di barili di petrolio – sarebbe stata offerta una tariffa complessiva di 82 milioni di dollari per il viaggio, con un aumento del 50% rispetto a sole tre settimane fa.

Molte petroliere della flotta mondiale sono ora impegnate in operazioni di trasferimento STS al di fuori dello Stretto di Hormuz e, con la ripresa dei flussi, un numero sempre maggiore di navi è vincolato su questa rotta, lasciando il resto del mercato con una grave carenza di navi per il trasporto di petrolio da altre parti del mondo.

Il trasporto a navetta attraverso lo Stretto di Ormuz è «molto inefficiente», ha affermato questa settimana Russell Hardy, amministratore delegato di Vitol, il più grande trader indipendente di petrolio al mondo, in occasione dell’Energy Intelligence Forum a Londra.

«Abbiamo iniziato questo conflitto con una crisi del greggio. Poi si è trasformata in una crisi dei prodotti petroliferi. Ora abbiamo più greggio in arrivo dal Medio Oriente, ma si sta trasformando in una crisi dei trasporti marittimi», ha aggiunto Hardy. «Non c’è davvero abbastanza capacità di trasporto per soddisfare la domanda», ha osservato il dirigente.

La carenza di superpetroliere ha innescato un rialzo delle tariffe giornaliere anche per le navi di dimensioni più ridotte, come le Aframax e le Suezmax, poiché i produttori e gli acquirenti di petrolio si stanno orientando verso il mercato delle navi più piccole per la mancanza delle VLCC. Se mancano i cavalli, trottano i somari.

«L’offerta di petrolio continua ad aumentare e i dati sul trasporto marittimo mostrano che le esportazioni regionali di greggio dal Medio Oriente hanno effettivamente superato i livelli prebellici in diversi giorni alla fine di settembre», ha affermato mercoledì il broker marittimo Fearnleys nel suo rapporto settimanale.

«Neanche le navi di classe Suezmax e Aframax, più piccole delle VLCC, mostrano segni di rallentamento, quindi al momento non c’è davvero alcun rifugio», hanno affermato gli analisti di Fearnleys. Tutto questo viene comunque a pesare sui prezzi che vengono pagati dai consumatori finali.

 

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