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Perché ci disintegreranno: breve guida ai pregiudizi degli economisti stranieri

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Il problema di cui soffre l’Italia si chiama pregiudizio straniero che poi diventa pregiudizio italiano. Parto dall’esempio di un buon economista economista, che leggo solitamente con piacere perché propone dei dati interessanti e delle analisi talvolta non banali. il problema è che, quando si parla di Italia, sarà per un problema di lingua, sarà per un problema di scarso interesse nel nostro prese, sono in pochissimi che approfondiscono il problema.

Il problema di partenza è lo spread: la fine del QE, forzata per l’inflazione, sta riproponendo il problema dello Spread non solo per l’Italia, ma anche per tutti gli altri paesi “Deboli” dell’Euro. Brooks coglie giustamente questo punto, ma para di un’Italia cattiva, che “Non ha fatto le riforme” e che quindi viene a contagiare tutti gli altri paesi europei con l’aumento dello spread rispetto al Bund tedesco.

Ecco il grafico estrapolato

In realtà il grafico proposta dal bravo economista pone in evidenza il vero problema dell’area Euro, cioè…. l’Euro. Moneta troppo  stretta per uni e troppo larga per altri, se si fa politica monetaria espansiva crea inflazione in alcuni, se si fa restrittiva crea pressioni eccessive sugli interessi dei debiti di stato in altri. Indirettamente è lo stesso Brooks che lo nota: paesi che han fatto “Le riforme” appena si modifica la politica monetaria iniziano a ballare, esattamente come fa l’Italia che queste “Riforme” non le avrebbe fatte.

La domanda allora sorge spontanea: quali riforme non avrebbe fatto l’Italia, che ha governi tecnici, semi-tecnici e comunque non politicamente appoggiati da oltre 10 anni? Ecco al cordiale risposta dell’economista.

Monti ha proposto la tassa sugli immobili, che sarebbe stata positiva per l’Italia, ma gli interessi acquisiti in Italia l’hanno impedita e il suo governo è caduto. Credo che la domanda da porsi sia la seguente: perché gli altri in Europa dovrebbero continuare a salvare l’Italia? È giusto?

Qui, purtroppo, altrimenti bravo Brooks dimostra di ignorare due fatti:

  1. che Monti ha tassato gli immobili, e con effetti devastanti sui valori;
  2. che l’Italia è contributore netto al MES, alla UE, non ha chiesto salvataggi a nessuno e non ha fatto default dal 1861.

Sul punto a) quello che gli economisti stranieri ignorano è che l’Italia ha una tassazione patrimoniale pesante che si nasconde sotto i nomi di IMU, Tassa di Bollo, imposte locali, balzelli vari. Da sola L’IMU genera 20 miliardi di introiti annui. Il peso, rispetto al valore degli immobili è stato tale che il valore degli immobili sul mercato è crollato proprio a partire dal 2011, come si può vedere in questo grafico.

nel frattempo gli Italiani sono stati impoveriti e continuano ad essere contributori netti della UE, non sono falliti, nonostante l’indubbia decadenza economica. Però in una cosa Brooks ha ragione: sarebbe ora di iniziare a chiedere veramente, democraticamente, agli italiani cosa vogliono fare da grande. Senza preconcetti, senza ordini dall’alto, senza che qualcuno imponga un destino scritto nelle stelle e non scelto democraticamente. Gli italiani vogliono essere poveri nell’Europa Unita, e subire gli ordini di poteri che non scelgono, o vogliono prendere in mano il proprio destino? Questa è la vera e sola domanda che dovremmo farci, ma che non ci permetteranno.

 

 

 


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