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Analisi e studiEconomiaFrancia

Parigi affonda nel lavoro che manca: disoccupazione all’8,3% e giovani allo sbando. Salta la promessa di Macron

La disoccupazione in Francia sale all’8,3% nel secondo trimestre 2026 e travolge il piano di Macron per il pieno impiego: oltre il 21% dei giovani è senza lavoro.

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I numeri ufficiali dell‘Insee smentiscono ogni trionfalismo: la Francia affronta un peggioramento costante del mercato del lavoro. Nel secondo trimestre del 2026, il tasso di disoccupazione è salito all’8,3%, toccando il livello più alto dal 2019, se si esclude il periodo dell’emergenza sanitaria. Un colpo durissimo per la narrazione economica dell’Eliseo.

In soli tre mesi altre 62.000 persone sono rimaste senza lavoro, portando il totale a 2,7 milioni di disoccupati. Rispetto all’anno scorso l’aumento è stato di ben 0,7 punti percentuali. Una traiettoria negativa che non sembra fermarsi.

Ecco come si presenta il grafico sulla percentuale di disoccupazione da Tradingeconomics:

Tasso di disoccupazione Francia (tradingeconomics)

Nemmeno il ricalcolo statistico, che ora include il territorio d’oltremare di Mayotte, cambia la sostanza della crisi. Il peggioramento colpevolizza quasi tutte le fasce d’età e incrina la stabilità sociale del Paese.

I dati della crisi lavoro in Francia

La frenata colpisce la popolazione in modo diffuso, ma si accanisce sulle nuove generazioni e sul lavoro femminile:

  • Giovani (15-24 anni): il tasso balza al 21,6%, con un aumento di 0,4 punti.
  • Fascia centrale (25-49 anni): sale al 7,5%, record negativo dal 2021.
  • Lavoratori senior (over 50): sale al 5,5%, massimo dal 2022.
  • Uomini: stabili all’8,5%, ma resta il dato più alto da cinque anni.
  • Donne: forte aumento, passando dal 7,8% all’8,2%.

A preoccupare è la crescita dei cosiddetti NEET, ovvero i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non fanno formazione. La loro quota raggiunge il 13,3%, un valore nettamente superiore alla media europea e il salita netta dal 12,9% del 2025.

Il fallimento della promessa di Macron

Dal punto di vista politico, questi numeri rappresentano un conto salato per Emmanuel Macron. Il Presidente aveva promesso di raggiungere il “pieno impiego” entro la fine del suo mandato, un traguardo che oggi appare del tutto irraggiungibile.

Indicatore occupazionalePrimo trimestre 2026Secondo trimestre 2026
Tasso di disoccupazione8,1%8,3%
Disoccupazione giovanile21,2%21,6%
Tasso di occupazione (15-64 anni)69,3%69,0%
Tasso di attività75,5%75,4%

Per difendere la linea del governo, la Banque de France si è affrettata a sottolineare come le riforme strutturali abbiano ridotto la disoccupazione di fondo negli ultimi dieci anni. Tra queste, i tagli alle tutele e le stretta sui sussidi avrebbero portato benefici permanenti. Belle parole da chi ha uno stipendio sicuro.

Le analisi teoriche della banca centrale non aiutano i cittadini in difficoltà. La strategia di flessibilizzazione ha indebolito le garanzie sociali dei lavoratori, ma non ha protetto l’occupazione quando la congiuntura economica si è fatta difficile. Dire che, in teoria, la disoccupazione di base è più bassa riempirà la bocca ai funzionari di Parigi e, di riflesso di Bruxelles (Commissione) e di Francoforte (BCE), ma non riempir le pance dei disoccupati francesi.

Le conseguenze sul quadro politico francese

L’incapacità di creare occupazione stabile apre una voragine politica per la maggioranza presidenziale. Le opposizioni affilano le armi per i prossimi appuntamenti elettorali, attaccando la gestione economica della Presidenza.

A sinistra si denuncia lo smantellamento dello stato sociale senza reali benefici per i lavoratori. A destra si punta il dito contro il fallimento delle politiche giovanili e l’inefficacia della spesa pubblica per la formazione. Con una disoccupazione giovanile sopra il 21%, il modello francese di inserimento lavorativo mostra limiti evidenti. Sarebbe necessario un piano di rilancio dei consumi e dell’industria privata, ma non c’è nulla del genere in vista.

Per l’esecutivo di Parigi si preannuncia un periodo complesso, in cui la tenuta della maggioranza sarà messa a dura prova. Il 2027 sarà un anno di elezioni presidenziali che si annuncia molto combattuto e molto critico nei confronti di Macron.

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