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Ofcs.report – Il crollo del dollaro per combattere l’alleato globale dei clintoniani, Berlino: la strategia di Trump, con l’Italia vaso di coccio

Se Trump vincerà la sfida con il deep state globalista impersonificato dall’accoppiata Clinton-Obama allora le cose davvero cambieranno tra i sodali dell’ex presidente USA (anche all’estero, vedasi l’articolo di ofcs.report); per inciso l’ex presidente Barack Hussein Obama non ha fatto mistero di tifare per un indebolimento a tutti i costi di Donald J. Trump anche se con l’estrema ratio di un indebolimento dell’economia USA e/o un crash di borsa da imputare al nuovo inquilino della Casa Bianca. Alla fine anche Washington non è diversa dal resto del mondo: dopo 75 anni di dominio globale anche oltreoceano iniziano ad evidenziarsi tutti i sintomi della fine dell’Impero con membri apicali dell’establishment che dimostrano di fregarsene bellamente del bene e degli interessi del proprio Paese per ritorni squisitamente personali, vestiti da improbabili ideologie globaliste. E non parlo di Trump, che tutto sommato potrebbe essere l’amara medicina, per curare eccessi decennali.

Infatti è da stolti pensare che le cose possano continuare così come sono andate negli ultimi 30 anni: in poche parole gli USA NON possono continuare a fare deficit eterni accumulando debito, IMPOSSIBILE. E per i paesi esportatori è parimenti impossibile pensare di poter continuare ad abbeverarsi alla fontana degli enormi consumi statunitensi, tutti a credito. Appunto, Trump DEVE cambiare il paradigma – lo sta facendo – e, chiaramente, mai come oggi vale il principio che gli USA non hanno amici o nemici per sempre ma solo interessi (cfr. Heinrich Kissinger).

La tragica eredità di Obama, vedasi qui per approfondimenti

Vedremo, la presa di posizione tedesca anti USA potrebbe essere foriera di enormi cambiamenti, a danno dell’EUropa tedesca (…). Anche perchè Berlino tifa per la caduta dell’impero USA con il fine di potersi sostituire agli yankees in EUropa, un progetto preparato da 70 anni. E dunque tifa per un ulteriore accumulo di debito da parte degli States oltre contro chiunque voglia cercare d risolvere gli squilibri economici USA. Ossia – che è la stessa cosa – Berlino è alleata del duo Clinton-Obama e nemica di Trump. Semplice no? Cosi abbiamo spiegato le recenti contraposizioni transatlantiche esposte mediaticamente.

E l’Italia? E’ il paese più a rischio, per i motivi citati nell’articolo.

La partita è aperta, Trump è di mazzo e i suoi avversari sono in difesa anche se lo spacciamo per attacco. Nel mentre l’EUropa tedesca sta tentando di annichilire gli alleati storici degli anglossassoni in EUropa, tra cui c’è in primissima fila l’Italia (ecco spiegato il rigore euroimposto specificatamente indirizzato verso i paesi meno filo-tedeschi, Italia e Grecia). Da qui le spinte che saranno impossibili da contrastare il prossimo anno – in assenza di un dichiarato supporto americano e britannico – per fare arrivare a Roma la Troika o in alternativa imporre tasse smisurate, sulla falsa riga di quanto accaduto in Grecia. Per spezzare le reni oltre la linea gotica, oggi posizionata sulle Alpi.

Spero abbiate capito che il vero motivo renziano per cui in Italia si sta tentando di forzare il voto in autunno dipende dal fatto che nessuno vuole votare DOPO la finanziaria del prossimo anno [che verrà scritta a Berlino!]. E che sarà lacrime e sangue. Ne parleremo nelle prossime puntate. Il problema sta nel fatto che – incredibilmente – ormai il popolo bue sembra aver capito che votare a settembre l’PD e/o Forza Italia, ormai alleate, significherà avallare tasse assurde al limite dell’esporprio, solo per fare gli interessi tedeschi. Per questa ragione non escludo un successo da molti inaspettato degli outsiders, M5S e Lega in testa (magari alleate). A maggior ragione se l’ambasciatore USA si insedierà presto (…).

Per intanto vi lascio in lettura l’interessante articolo di ofcs.report.

MD

#OPINIONECONOMICA. Il crollo del dollaro e la fine dell’euro


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