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Nucleare in Kazakistan: un patto da 16 miliardi, con la Russia, ma chi paga?
Accordo storico da 16,4 miliardi per la prima centrale nucleare kazaka. Ma con la crescita russa ferma allo 0,4%, chi pagherà il conto? I retroscena economici e le tensioni dietro l’intesa Putin-Tokayev

L’accordo per la costruzione di una centrale nucleare fra Russia e Kazakistan sembrava cosa chiara a e conclusa da tempo, ma ora sembra che tutto questo venga rimesso in discussione, creando dei problemi in Asia centrale.
I funzionari kazaki hanno annunciato quasi un anno fa che l’agenzia russa per l’energia nucleare, Rosatom, avrebbe costruito la prima centrale nucleare del Kazakistan sulle rive del lago Balkhash. Tuttavia, il 28 maggio, il presidente russo Vladimir Putin, durante una visita di Stato nel paese dell’Asia centrale, ha firmato un accordo che copre i “principi e le condizioni di base della cooperazione” riguardo al progetto nucleare. Tutto a posto?
Nonostante gli annunci e gli accordi, la domanda principale sulla costruzione effettiva della centrale non ha ancora una risposta chiara: da dove arriveranno i soldi per costruirla?
Un rapporto dell’agenzia di stampa Interfax ha stimato il costo della centrale sul lago Balkhash a 16,4 miliardi di dollari, compresa la costruzione delle infrastrutture necessarie nell’area circostante. Secondo l’accordo del 28 maggio, il governo russo fornirà un credito per coprire la maggior parte dei costi del progetto. Ma i dettagli del finanziamento non sono stati resi noti, e poi il credito non è pagamento.
Interfax ha citato il capo di Rosatom Alexei Likhachev, secondo cui il credito russo coprirà “la maggior parte del volume di investimento… ma non tutto; una parte rimarrà a carico della parte kazaka”. In precedenza, stime non confermate collocavano la quota russa della costruzione intorno all’80-85 per cento.
La mancanza di dettagli solleva interrogativi sulla capacità del Cremlino di mantenere le sue promesse di finanziamento. L’onere di sostenere lo sforzo bellico del Paese in Ucraina sta rapidamente erodendo la resilienza finanziaria della Russia. Il governo russo ha recentemente ridotto drasticamente le sue previsioni di crescita economica per il 2026 a un misero 0,4%, in calo dall’1,3%. Le riserve di liquidità del Cremlino si stanno rapidamente esaurendo e quest’anno il governo ha fatto sempre più ricorso alla vendita di oro sui mercati internazionali per raccogliere fondi.
Durante una conferenza stampa congiunta con Putin, il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev ha sorvolato sulle domande relative al finanziamento, sottolineando invece che la centrale elettrica del lago Balkhash «diventerà una forza trainante per la cooperazione scientifica, educativa e tecnologica e garantirà lo sviluppo di nuovi settori correlati all’interno del settore energetico e dell’industria nel suo complesso».
Forse riconoscendo tacitamente che una Russia innervosita potrebbe prendersela con altri, Tokayev sembrava fare uno sforzo in più per ingraziarsi Putin, elargendo lodi al leader del Cremlino. A un certo punto, Tokayev si è rivolto a Putin e ha detto: «In qualità di statista eccezionale, politico di statura mondiale, lei persegue costantemente una politica volta a rafforzare lo status della Russia come grande potenza».
«Lei sta guidando il Paese attraverso il periodo più difficile della totale ristrutturazione dell’ordine mondiale moderno, adempiendo con onore e dignità a una missione di importanza fatale per il popolo russo e lo Stato russo», ha aggiunto Tokayev.
Tokayev ha buoni motivi per fare di tutto per mantenere il Kazakistan nelle grazie di Putin. Come ha osservato lo stesso Tokayev, i due paesi condividono «il confine più lungo del mondo», un fatto che offre alla Russia ampie opportunità di giocare anche dei brutti scherzi al Kasakistan volendolo, dal punto di vista economico e sociale.
Data la lunghezza del confine, «l’amicizia eterna, la stabile buona vicinato e la fiducia reciproca non sono slogan propagandistici, ma l’essenza stessa dell’esistenza pacifica dei nostri popoli», ha affermato Tokayev. Comunque la questione del pagamento della centrale nucleare non è stato ancora risolto.







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