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Nasce il movimento politico del Popolo delle Partite Iva

Se la politica non pensa all’impresa, allora l’impresa pensa alla politica.Ecco che le piccole-medie imprese si danno una voce ufficiale: nasce il movimento politico Popolo Partite Iva . Progetto ambizioso, idee forti e voglia di cambiare il Paese, soprattutto a livello fiscale e di efficienza pubblica.

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«La politica è troppo importante per lasciarla in mano ai politici», dichiara a scenarieconomici.it , Lino Ricchiuti responsabile nazionale del nuovo movimento politico Popolo Partite Iva – autonomi e lavoratori UNITI che sancirà con I° Congresso Nazionale costituente , Sabato 5 Dicembre c/o l’Hotel Bellambriana a Roma con inizio alle ore 14.00, e  loro, che politici non sono, per questo motivo hanno deciso di scendere in campo . Grazie a loro, le PMI d’Italia hanno una nuova formazione politica di riferimento.

Sembra strano, ma ci credono davvero. Non sono solo imprenditori, ma anche piccoli artigiani e «tutte le persone che ogni giorno si scontrano con le difficoltà del fare impresa», spiega   Ricchiuti. Il movimento, si farà ambasciatore delle istanze delle imprese e difensore dei loro diritti e interessi. Anche contro uno Stato sprecone: «le Pmi sono stanche di alimentare una macchina già ferma da tempo», scrive. «Bisogna che qualcuno da questa macchina scenda e cominci a pensare di ritornare a guadagnarsi la pagnotta». Lo scontento della classe produttiva non è una novità. Non si collocano in nessuna area politica , in quanto ciascuno in passato ha avuto le proprie sensibilità o ideologie e contano di raccogliere «i delusi dei partiti che a parole finora hanno detto di rappresentarli , oltre ai tanti astenuti aumentati nelle ultime votazioni.

I loro obiettivi sono ambiziosi, radicali, forti: per cominciare, la semplificazione del sistema fiscale, che consiste, nella sostanza, in meno tasse. C’è l’eliminazione dell’Irap e la creazione di un’imposta unica che passerebbe in un quinquennio dal 25% al 20% omnicomprensivo  e la introduzione della fiscal card per scaricare tutti gli acquisti . Il tutto anticipato da una forte sanatoria fiscale su tutti i debiti a ruolo nelle maglie di Equitalia  E poi la difesa del marchio italiano e, di conseguenza, il dazio doganale per le merci di Cina e Asia  , insomma, il rilancio verso standard (fiscali) europei. A loro volta, le Pmi sono chiamate a combattere per il made in Italy, penalizzando chi delocalizza e crea disoccupazione. Tante cose tutte insieme.

Forse troppe. Meglio non esagerare: Per ora, «lanceremo la sfida per tre fondamentali passaggi», ha spiegato il responsabile nazionale Lino Ricchiuti. Quali? «Il blocco immediato, per un anno, di tutte le esecuzioni di Equitalia, in attesa del provvedimento della sanatoria», accusata di strozzare le aziende che, in questo periodo difficile, non hanno i soldi per ripagare i debiti. Allo stesso modo «la sospensione delle rate dei mutui e leasing per imprese e famiglie in difficoltà», sempre per ridare un po’ di fiato. E, infine, la più importante: «sedere al piano delle trattative con il governo. Al momento lo fa solo Confindustria che rappresenta solo il 5% delle imprese italiane». Stavolta serve contare di più.

Inutile dire che la nuova legge di stabilità  di Renzi al PPI non piace per niente. Troppo iniqua e dannosa per le imprese.

Per i dettagli, c’è da aspettare Sabato . Intanto, per ogni altra iniziativa, il movimento politico sta istituendo anche un sito . Da sottolineare tra i relatori anche la presenza del Prof. Antonio Maria Rinaldi , dell’area NO EURO .

Per info e adesioni inviare una mail a : iscrittippi@gmail.com o visitare la pagina facebook.com/Ricchiuti.Lino

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