Attualità
MPS, Guerrini e Campolo (Futuro Nazionale): «Bene la compattezza istituzionale, ora servono atti e impegni vincolanti»

«Il Consiglio comunale monotematico di questa mattina conferma la fondatezza dell’allarme lanciato da Futuro Nazionale alla vigilia della seduta: su Monte dei Paschi si gioca una partita che travalica Siena. La posizione espressa oggi da Comune, Provincia, Regione e Fondazione rappresenta un passo nella direzione giusta, ma questa ritrovata compattezza deve tradursi in atti concreti e non restare una semplice dichiarazione d’intenti».
Lo dichiarano Michela Guerrini, responsabile provinciale dei Comitati di Futuro Nazionale nella provincia di Siena, e Maria Antonietta Campolo, consigliera comunale di Siena in quota Futuro Nazionale.
«Accogliamo con favore le dichiarazioni rese questa mattina. Condividiamo l’auspicio della sindaca Nicoletta Fabio che MPS resti “integra, forte, autonoma e competitiva” e la sua affermazione secondo cui il risanamento non può diventare la premessa dello smembramento. Ma le parole, per quanto condivisibili, non possono sostituire gli impegni formali. È esattamente ciò che segnalavamo nel nostro comunicato del 1° settembre: lo scorporo previsto dall’operazione Intesa-Unipol, che coinvolgerebbe il marchio, 635 filiali e una parte rilevante delle attività del Monte, fino alla perdita del riferimento a Siena nella denominazione della futura banca, resta per noi un’ipotesi inaccettabile. Una sede soltanto formale non garantirebbe la permanenza in città del vero centro decisionale».
«Prendiamo atto con favore dell’annuncio della presidente Agnese Carletti di chiedere un’audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo. È una sede utile per portare la questione a livello nazionale e richiamare il Governo alle proprie responsabilità, anche perché l’intreccio fra MPS, Mediobanca e Generali dimostra che questa non è più soltanto una vicenda bancaria senese».
«Condividiamo anche le preoccupazioni espresse dal presidente della Fondazione MPS Riccardo Coppini sulle conseguenze occupazionali ed economiche di un ridimensionamento. Ma l’eventuale incremento futuro delle risorse a disposizione della Fondazione non potrebbe essere considerato una compensazione per la perdita sostanziale della banca. Nessuna erogazione al territorio potrebbe sostituire occupazione qualificata, competenze, funzioni direzionali e capacità di decidere il credito. Il problema non è risarcire Siena dopo, ma impedire che il Monte venga svuotato prima».
«Proprio perché finora agli annunci sono seguiti pochi fatti concreti, riteniamo necessaria la stessa cautela nei confronti di ogni possibile assetto futuro di MPS, tanto se nasce dall’interno del gruppo quanto se arriva dall’esterno. Nessun progetto, né quello promosso da Luigi Lovaglio né un’operazione avanzata da soggetti terzi, merita fiducia preventiva senza garanzie scritte, pubbliche e verificabili. La tutela di Siena non può dipendere dalla buona volontà di chi, in un determinato momento, si trovi a governare la partita».
«La proposta Lovaglio, pur muovendosi nella direzione di preservare l’autonomia e l’integrità del Monte, non può tradursi in una delega in bianco alla futura governance, anche alla luce del peso che Crédit Agricole potrebbe assumere nel nuovo gruppo. Allo stesso modo, il mantenimento della quota del MEF rappresenta un segnale positivo, ma una partecipazione pubblica congelata e priva di un indirizzo esplicito non è sufficiente: il Governo deve chiarire come intenda esercitare i propri diritti di azionista e quali condizioni intenda sostenere nelle sedi competenti. Anche il golden power non può essere soltanto evocato: occorre verificare concretamente se ne ricorrano i presupposti e quali prescrizioni possano essere adottate».
«Il Comune ha fatto bene a far sentire la propria voce. Ora deve chiedere, insieme a Provincia e Regione, l’apertura di un tavolo formale con il Governo e con i soggetti protagonisti delle operazioni in campo, pretendendo impegni scritti sul mantenimento del nome completo Banca Monte dei Paschi di Siena, della sede decisionale e delle funzioni strategiche in città, dell’occupazione, delle professionalità, della rete territoriale e del credito alle famiglie e alle imprese.
Siena non può diventare la cornice prestigiosa di una banca governata altrove. Non bastano un’insegna e una sede di rappresentanza: il Monte deve continuare a vivere e decidere nella città della quale porta il nome».







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