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LA MORTE DI VENETO E FRIULI? IL CLUP! LA SOLUZIONE? O SI TORNA ALLA LIRA….O …….

Uno studio di qualche anno fa metteva in evidenza il fatto che le aziende venete, in più fasi temporali, hanno prima delocalizzato in Romania, quindi successivamente hanno originato il fenomeno dell’OFFSHORING (ovvero sono andate a produrre in oriente.

Come mai è avvenuto questo fenomeno?

Perché nel capitalismo senza frontiere (guarda un pò, come il Partito Democratico anche il turboliberismo odia i localismi/nazionalismi) i lavori a basso valore aggiunto non possono essere realizzati nelle aziende SE organizzate e strutturate.

Bene, questo fenomeno, nato con l’avvento del mercato di approvvigionamento in Romania, oggi sta proseguendo grazie a Carinzia, Croazia e Slovenia.

Questi due giorni sono stato in Slovenia per controllare i costi e le tasse a cui un imprenditore europeo sopporterebbe qualora decidesse di entrare nella squadra di comando.

lubiana 1

 

Foto 1: Lubiana

lubiana 2

 

Foto 2: Lubiana

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Foto 3: Lubiana

 

La situazione è questa, il dato più importante è:

– manodopera al costo lordo onnicomprensivo di 700 euro il mese (i superqualificati possono arrivare anche a 1000) per 12 mensilità (senza TFR e tredicesime);

– tassazione al 17%.

Sapete cosa significa per la produzione nei settori a bassa intensità di capitale (che rappresentano il 60% delle aziende italiane contro il 40% di quelle tedesche – fonte Centro Studi Confindustria)?

Significa questo:

– tessuto e accessori (bottoni e altri) necessario per fare una camicia da uomo stile sartoriale: circa 4-6-8 euro (per semplicità prendiamo 8 euro per una bella camicia (il tessuto è una commodity quindi per tutte le aziende ha lo stesso costo);

– minuti necessari per fare una camicia da uomo 40 (cioè due terzi di un’ora).

Se ora valorizzassimo il minutaggio impiegato per la realizzazione di un pezzo ad un valore comprensivo di spese generali e tasse avremmo i seguenti dati per la contabilità analitica aziendale:

– costo ora in Italia € 2.500 (stipendio mensile al loro di contributi, e ratei per tfr e tredicesime) / 173 (ore std mensili)=€ 14,45 l’ora

– ricarico per spese generali, utili aziendali e tasse (valore non veritiero ma utilizzato per l’esempio) 50%=7,25

– costo pieno aziendale = € 14,45+7,25 = € 21,7

– calcolo del costo di produzione pieno della camicia: 0,66 x 21,7 + 8 = € 22,32

– 15% di utile lordo aziendale: € 3,35

– prezzo di vendita in Italia: € 25,67

 

Mentre cosa accadrebbe andando in queste due zone limitrofe?

Semplicemente questo:

costo di produzione: ( 8 ( tessuto e accessori ) + 0,66 x ( €700/173 ) x 1,5 ( costo ricaricato delle spese generali )  ) = 14,07

Prezzo di vendita nelle ex 2 repubbliche slave: 14,07 x 1,15 = € 16,18

 

Ora, dato che stiamo parlando di due beni tradable,  ovvero comparabili a livello internazionale, il prezzo delle merci deve essere lo stesso al netto dei costi di trasporto.

Ne consegue che a parità di produttività fisica (cioè qualora il minutaggio per camicia fosse lo stesso tra le tre nazioni) l’Italia sui beni tradable a bassa intensità di capitale avrebbe un gap di produttività (nel senso del FMI e dell’OCSE) di oltre il 35%!

 

Caro Galeazzo Musolesi,

musolesi

 

cari Trinariciuti,

TRINARICIUTO

o si torna alla Lira o ARTIGIANI VENETI E FRIULANI CONTINUERANNO AD EMIGRARE IN MASSA IN SLOVENIA E CROAZIA….ED ARRIVERA’ PRIMA O POI ANCHE IL TURNO DEI LUMBARD ! ! !

 

Passatemi la triste battuta con la quale termino il pezzo: MADDECHESTAMOAPARLA’??????

 

PS: con le tasse al 17% gli imprenditori non sono incentivati all’evasione! SAPEVATELO!

 

 

Maurizio Gustinicchi

Economia5Stelle

MARINARECCIA2

 

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