EconomiaUSA
Microsoft cambia pelle: arrivano i primi prepensionamenti per finanziare la corsa all’Intelligenza Artificiale
Per finanziare i costi dell’Intelligenza Artificiale, il gigante di Redmond offre scivoli volontari ai veterani e riorganizza i vertici. Il titolo soffre in Borsa.

L’insaziabile fame di capitale dell’Intelligenza Artificiale inizia a presentare il conto, e questa volta a pagarlo è il capitale umano. Per la prima volta nei suoi 51 anni di storia, Microsoft ha deciso di offrire un programma di uscite volontarie (buyout) ai suoi dipendenti statunitensi di lungo corso. L’obiettivo non dichiarato, ma evidente, è fare cassa e riorganizzare le truppe per sostenere gli enormi investimenti richiesti dall’IA.
In una nota interna firmata dalla Chief People Officer Amy Coleman, l’azienda parla della necessità di “semplificare per muoversi più velocemente”. Tradotto dal gergo aziendale: la corsa all’IA costa cara e serve una razionalizzazione radicale.
I numeri del “Piano di pensionamento volontario”
La manovra non è un licenziamento di massa come i 15.000 tagli operati lo scorso anno, ma uno scivolo mirato. Ecco i parametri:
- Coinvolge circa il 7% dei 125.000 dipendenti americani (dati aggiornati a giugno 2025).
- È riservato ai dipendenti con qualifica di senior director o inferiore.
- Si applica la “regola del 70”: la somma tra età anagrafica e anni di servizio deve essere pari o superiore a 70.
A questo si aggiunge una revisione profonda delle politiche retributive: Microsoft sta sganciando l’assegnazione di azioni (stock option) dai bonus tradizionali, un chiaro segnale di come l’azienda stia cercando di contenere i costi operativi per dirottare risorse finanziarie verso i data center e lo sviluppo dei modelli linguistici.
Il paradosso di Wall Street e il caos dei vertici
Microsoft ha trovato la proverbiale gallina dalle uova d’oro investendo in OpenAI, ma paradossalmente, negli ultimi sei mesi il titolo ha perso quasi il 20%. Gli investitori iniziano a mostrare insofferenza: i costi per le infrastrutture IA sono astronomici e i ritorni (ROI) ancora incerti.
A questo si somma una evidente fibrillazione ai vertici, con un rimpasto continuo orchestrato dal CEO Satya Nadella lungo tutta la fascia dirigenziale.:
- LinkedIn: Dan Shapero sostituisce Ryan Roslansky.
- Copilot: Creazione di un team unificato affidato a Jacob Andreou, nel tentativo di risolvere i problemi di interoperabilità e la confusione dei consumatori (il prodotto, finora, non ha convinto del tutto, nonostante sia diffuso forzatamente in tutti i computer con il browser Edge e Paint)
- AI Proprietaria: Ridimensionamento del ruolo della “super-star” Mustafa Suleyman, ora confinato ai soli modelli proprietari.
- Gaming: Addio storico di Phil Spencer dopo 38 anni, sostituito da Asha Sharma (proveniente, non a caso, dalla divisione CoreAI).
- Esperienze e Dispositivi: Pensionamento per Rajesh Jha.
Le ricadute economiche: una transizione costosa
La transizione verso l’uso più diffuso della Ai sta rivelandosi sempre più costosa , fra investimenti in chip e schede CPU, costi energetici elevati e ora anche spese di carattere sociale per ridurre il personale umano. C?è da chiedersi se questa mossa della società di Seattle avrà le conseguenze attese sull’utile, tanto più che la rivoluzione AI rischia di rendere obsoleti molti software che hanno fatto ricca Microsoft.
Microsoft, alla vigilia della nuova trimestrale, sta cercando di rassicurare Wall Street: stiamo tagliando il grasso per nutrire il muscolo dell’IA. Resta da capire se questo muscolo, alla prova dei conti, riuscirà a generare i profitti stratosferici che il mercato, sempre più nervoso, pretende di vedere.







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