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Marò: l’Italia alza la testa… oppure no?

Kerry terzi_1362505346“Noi fummo da secoli calpesti derisi…”

Finalmente ho sorriso quando ho appreso la notizia che il nostro ministro degli Esteri non faceva più ritornare i due soldati italiani in India. Anche se tardiva, era finalmente una presa di posizione coraggiosa dopo anni di codardia internazionale. Detto questo, però poi mi sono arrivati dei dubbi. Perché il nostro ministro ha preso una decisione del genere adesso? Avrebbe avuto più senso prenderla a Natale, dato che era la prima volta che tornavano in Italia e inoltre avrebbe favorito a livello elettorale il governo uscente e quindi il premier Mario Monti. Mentre invece farlo ora, nella seconda volta che tornano in Italia, è una scelta abbastanza incoerente e inoltre con quale autorità il ministro Terzi, ministro di un governo dimissionario senza fiducia parlamentare si è arrogato il diritto di prendere una decisione di tale portata, quando invece si dovrebbe attenere al semplice svolgimento dell’attività ministeriale senza prendere nessuna decisione? Perché questo non è il normale svolgimento della sua funzione di ministro ma è una decisione che comporta il rischio della totale rottura delle relazioni diplomatiche ed economiche con la seconda nazione più popolosa del pianeta. Date queste considerazioni, è veramente strano che un ministro che si è sempre rivelato un “coniglio” diplomaticamente parlando, decidesse una scelta genere. Poi riflettendoci sopra mi è venuto in mente che a febbraio Terzi incontrò sia John Kerry, il segretario di Stato statunitense sia il capo della NATO Rasmussen e quindi mi viene da pensare chi veramente ha dato l’ordine di una scelta del genere. Solo con il via libera americano e della NATO Terzi si è deciso a non far rimandare i Marò in India, altrimenti rimane una decisione senza alcuna spiegazione. Ma ora dobbiamo chiederci, perché gli USA vogliono creare una situazione di tensione tra Italia ed India? A nostro avviso questa scelta fa parte di un’ampia strategia della tensione a livello globale dove Washington ha deciso di mandare in prima linea i propri alleati e ribelli locali contro nemici che non può attaccare personalmente: vedi Francia in Mali, Turchia e monarchie del Golfo a sostegno dei ribelli in Siria, Israele contro Iran, Giappone contro Cina, Corea del Sud contro Corea del Nord, Inghilterra contro Argentina, ribelli islamici contro gli stati dell’Asia Centrale filo-russi (vedi Kazakistan, Uzbekistan e Turkmenistan) ed ora Italia contro India. Come si può notare la totalità delle tensioni a livello internazionale non coinvolgono direttamente gli Stati Uniti ma riguardano sempre dei loro alleati o tensioni interne. Il perché gli USA vogliano un conflitto planetario è facilmente spiegabile citando l’ormai debito pubblico fuori controllo, la fine della supremazia valutaria del dollaro e il conto alla rovescia riguardante il superamento economico dei BRIC rispetto all’economia statunitense. Inoltre mandare almeno inizialmente i propri alleati in prima linea vuol dire vendere molte armi e molti mezzi militari ( a questo punto diventerebbe chiaro il motivo dell’enorme spesa militare italiana per i caccia F35 e per il nuovo equipaggiamento tecnologico della fanteria).
Quindi non deve stupire la scelta italiana e anzi sinceramente la situazione può essere più grave di quello che sembra.
Detto questo, ipotizzando di avere un governo indipendente dagli USA, quale sarebbe la strategia più giusta da intraprendere alla luce del fatto che l’India sembra voler andare al muro contro muro e notizia di oggi, si ipotizza l’arresto dell’ambasciatore italiano a Nuova Delhi?
Prima di tutto bisognerebbe incaricare il ministero degli Esteri e quello dell’Economia di uno studio che analizzi se convenga di più una linea accomodante per salvaguardare i rapporti economici con l’India (circa 8 miliardi di euro secondo alcune testate giornalistiche) oppure una linea più dura considerando i benefici che potrebbero esserci in futuro da un ruolo più aggressivo dell’Italia in politica estera (contate ad esempio come la Francia abbia attaccato la Libia che era nostra alleata senza nemmeno chiedere all’Italia, costringendola ad intervenire successivamente e questo ci è costato parecchio, se l’Italia avesse avuto una reputazione più autorevole in politica estera probabilmente questo non sarebbe mai accaduto). Quindi è da considerare che anche la linea accomodante ha dei costi futuri che potrebbero superare i benefici attuali.
Se fatte queste analisi risultasse la linea aggressiva quella da seguire, bisognerebbe in primo luogo rompere le relazioni diplomatiche con l’India e inviare le nostre navi e le nostre portaerei vicino alle acque indiane a fare delle esercitazioni e inoltre il nostro ministero degli Esteri dovrebbe recarsi in Pakistan per siglare un trattato di mutuo soccorso tra Italia e Pakistan. Fatto questo sarebbe necessario lanciare un ultimatum per la liberazione del nostro ambasciatore pena l’invio di truppe in Pakistan a guardia dei confini e pena l’esproprio della proprietà indiane in Italia.
Fatto questo, l’India si sentirebbe così provocata da fare qualche gesto azzardato come colpire una nostra nave oppure attaccare il Pakistan, nel primo caso l’Italia dovrebbe chiedere l’immediato intervento della NATO mentre nel secondo caso dovrebbe inviare almeno 10000 uomini in Pakistan per attività logistiche e di supporto. Questa potrebbe essere una strategia aggressiva da seguire e possiamo seguirla non perché siamo più forti dell’India, ma perché facciamo parte della NATO che è la prima potenza militare sul pianeta e dell’Unione Europea che è la prima potenza economica esistente, quindi l’Italia non ha nulla da temere nello sfidare l’India, perché ha le spalle coperte e guadagnerebbe finalmente il rispetto che merita essendo la nona potenza militare e l’ottava potenza economica del mondo. Quindi l’Italia è nell’ottima posizione strategica che gli consente di poter esser aggressiva senza temere un attacco sul proprio territorio perché protetta dalla NATO e dall’Unione Europea.
Ovviamente le ultime considerazione di questo articolo sono a livello ipotetico e del tutto personali e fatte nell’ipotesi molto improbabile che l’Italia fosse guidata da un governo libero e indipendente. Rimangono invece forti dubbi sull’effettiva autonomia della scelta del nostro ministro Terzi e sul reale scopo di questa escalation diplomatica tra Italia e India.

by Fenrir

Fonte: Hescaton

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