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Margini di raffinazione alle stelle: diesel e benzina toccano record storici. E il costo lo pagano i consumatori
Il mercato globale dei carburanti è più teso che mai. Il blocco russo sulle esportazioni di diesel e la riescalation in Medio Oriente hanno fatto impennare i margini di raffinazione a livelli mai visti. Le scorte ai minimi storici e la corsa alle forniture alternative fanno presagire stangate al prossimo pieno.

Il mondo dell’energia sta vivendo settimane di fuoco. I margini di raffinazione per benzina e diesel hanno raggiunto nuovi record assoluti, alimentati da un cocktail esplosivo: tensioni in Medio Oriente, blocco delle esportazioni russe di diesel e scorte globali di carburanti in caduta libera.
Il dato più eclatante arriva dall’Europa, dove i margini di raffinazione del diesel sono balzati a oltre 60 dollari al barile nella giornata di mercoledì. Un picco storico che segue l’annuncio della Russia di sospendere le esportazioni di diesel, una mossa per cercare di arginare la crisi dei prezzi interni provocata dai continui attacchi dei droni ucraini alle raffinerie russe.
Ma non è solo il diesel a preoccupare. Anche la benzina in Europa viaggia su livelli da capogiro: il premio sul greggio Brent ha toccato i 41 dollari al barile, un primato che non si vedeva dall’estate del 2022, i primi mesi dell’invasione russa dell’Ucraina.
Negli Stati Uniti, il termometro della redditività delle raffinerie – il contratto NYMEX 3-2-1 crack spread – ha segnato un record assoluto di 64,58 dollari al barile lo scorso 8 luglio. Tradotto: le raffinerie americane non hanno mai guadagnato così tanto.
Il quadro che emerge è paradossale. Da un lato, milioni di barili di greggio continuano a uscire dallo Stretto di Hormuz. Dall’altro, i mercati dei carburanti restano incredibilmente stretti. La ragione è semplice: l’offerta di prodotti raffinati non riesce a stare al passo con la domanda, e le scorte di carburante in molti paesi, Stati Uniti in testa, sono ai minimi pluriennali.
“I crack europei sono schizzati oltre i 60 dollari mentre Brasile, Africa e Turchia si contendono i carichi sostitutivi da India, Medio Oriente e Golfo degli Stati Uniti. Le scorte di diesel americane sono già vicine ai minimi degli ultimi cinque anni”, ha dichiarato Sparta Commodities.
E il peggio deve forse ancora venire. “Il sollievo sull’offerta su cui contano i trader potrebbe non arrivare. I barili russi sono spariti, i rubinetti cinesi delle esportazioni sono incerti e la riescalation in Medio Oriente aggiunge ulteriore rischio”, avvertono gli analisti di Sparta.
Per il consumatore finale, la musica è sempre la stessa. I margini stellari delle raffinerie si traducono invariabilmente in prezzi più alti alla pompa. Con le scorte che continuano a diminuire e le fonti di approvvigionamento che si restringono, il prossimo pieno di benzina o diesel potrebbe far male più del previsto.







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