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L’X-BAT di Shield AI: L’alba dei cacciabombardieri a guida autonoma e la nuova frontiera economica della difesa

Senza pilota, ma con le stive di un F-35. Il drone stealth a decollo verticale X-BAT promette di abbattere i costi militari e riscrivere le regole dei combattimenti aerei.

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Alla recente convention Sea-Air-Space 2026, Shield AI ha tolto i veli all’ultimo aggiornamento del suo ambizioso X-BAT, un drone stealth a reazione progettato per cambiare radicalmente il paradigma della guerra aerea. Ma la vera domanda che serpeggia tra gli addetti ai lavori è: ci troviamo di fronte al futuro della caccia aeronautica? E soprattutto, assisteremo a veri e propri combattimenti tra droni? La risposta, analizzando i dati tecnici e la filosofia di fondo, sembra tendere verso un solido “sì”. L’X-BAT è, a tutti gli effetti, un vero e proprio cacciabombardiere drone progettato per scenari ad alta intensità, che riddurà la funzione dell’uomo nel combattimento aereo in modo radicale.

Un caccia senza pilota, ma con un cervello di silicio

Nato dalla mente di Armor Harris, ex ingegnere di punta di SpaceX con un curriculum che spazia dallo sviluppo della propulsione per il rientro del Falcon 9 alla guida del programma satellitare militare Starshield l’X-BAT non è il classico drone da ricognizione a cui siamo stati abituati negli ultimi due decenni. Si tratta di un “tail-sitter”, ovvero un velivolo in grado di decollare e atterrare verticalmente (VTOL) appoggiandosi sulla propria coda.

Tra le caratteristiche tecniche di maggior rilievo e impatto operativo, troviamo:

  • Capacità di carico “alla pari”: L’X-BAT dispone di due stive interne della stessa dimensione di quelle del caccia di quinta generazione F-35, permettendogli di impiegare il medesimo arsenale. Quindi si tratta di un moltiplicatore di potenza molto importante, con la possibilità di colpire anche bersagli di terra.
  • Risparmio strutturale estremo: Rimuovere l’umano significa eliminare sistemi di supporto vitale, ma Harris è andato oltre: l’X-BAT non ha carrello di atterraggio né APU interna. Il decollo verticale, gestito da infrastrutture mobili a terra, taglia drasticamente peso e complessità.
  • Propulsione potente e testata: Sfrutta una variante del collaudato turbofan F-110 della GE, abbinato a un ugello vettoriale per il controllo del beccheggio e dell’imbardata durante l’hovering, una tecnologia già validata sugli F-16 VISTA negli anni ’90.
  • Raggio d’azione strategico: Garantisce un raggio di combattimento di ben 1.000 miglia nautiche senza necessità di rifornimento, potendo operare a distanze precluse a molti caccia manned attuali.
  • Test imminenti: I prototipi in scala, in produzione a Frisco, in Texas, inizieranno i test di decollo verticale entro fine anno, inizialmente vincolati a una massiccia gru di sicurezza prima di passare al volo libero .

Modello del X-bat

La razionalità economica: “Cost per Effect”

Da un punto di vista strettamente economico e industriale, Shield AI introduce una visione che tenta di scardinare l’approccio dei tradizionali e costosissimi programmi del Pentagono e della Difesa europea. L’industria aeronautica militare si è spesso incagliata in progetti “exquisite”, velivoli ipersofisticati dal costo unitario esorbitante, ma questi possono essere troppo costosi ion un mondo che si avvia a conflitti in cui la produzione di massa è un fattore rilevante. Non vince più chi ha i pochi caccia iper sofisticati, ma chi mette in campo centinaia, se non migliaia, di mezzi a basso costo, comandati da remoto o attraverso la AI.

La logica di mercato proposta è quella del massimo “costo per effetto”, cioè, banalmente, di efficacia. Invece di prosciugare i bilanci statali per acquisire pochissimi esemplari perfetti, per lo stesso prezzo si possono schierare 15 o 20 X-BAT leggermente meno furtivi (in termini di sezioni equivalenti radar), ma in grado di saturare le difese avversarie sfruttando la massa.  L’efficacia di questi mezzi, che costano una frazione di un potenziale caccia di sesta generazione, potrebbe essere molto superiore, perché spendibili nell’esaurimento delle difese antiaeree nemiche.

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