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Lo stretto di Hormuz è davvero chiuso? Misteriosi carichi di GNL arrivano in Pakistan e Giappone
Lo stretto di Hormuz è davvero bloccato? Nonostante il conflitto, Pakistan e Giappone tornano a ricevere carichi di gas da Qatar ed Emirati. Tra navi fantasma e accordi strategici a lungo termine, ecco perché il mercato del GNL sta cambiando volto.

Dalla fine di febbraio, la narrazione globale è stata chiara: il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha di fatto sigillato lo Stretto di Hormuz. Un blocco totale, un incubo per i mercati energetici globali. Eppure, osservando bene i movimenti navali delle ultime settimane, emerge una realtà diversa. Lo stretto è chiuso, certo, ma evidentemente qualcuno ha le chiavi per far passare il gas.
Nelle ultime settimane, tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, almeno quattro navi cariche di Gas Naturale Liquefatto (GNL) hanno attraversato quel tratto di mare considerato invalicabile. Non si tratta di un ritorno alla normalità, sia chiaro. Parliamo di volumi pari ad appena il 4% di quanto transitava a febbraio. Ma questo sottile filo di gas che continua a scorrere ci dice molto su come funzionano i mercati reali e su come la diplomazia sotterranea – o i semplici accordi sottobanco – possano superare i blocchi militari.
Il gigante in Pakistan: il valore dei contratti a lungo termine
L’esempio più lampante è avvenuto in Pakistan. Il 13 maggio 2026, il terminale di Engro Elengy (EETL) a Port Qasim ha accolto la più grande nave mai arrivata nel Paese. Si tratta di una nave classe Q-Flex, proveniente dal Qatar, capace di trasportare oltre 210.000 metri cubi di gas super-freddo. Per capire la portata dell’evento, basti pensare che un carico normale si ferma intorno ai 140.000 metri cubi. Un aumento della capacità di oltre il 50% in un solo viaggio.
L’operazione ha richiesto un grande sforzo tecnico per superare i limiti di pescaggio e le maree, ma il dato economico è ancora più interessante. Proprio pochi giorni prima, il Pakistan aveva cancellato una gara d’appalto per l’acquisto di due carichi sul mercato “spot” (quello con consegna immediata e prezzi volatili). Il motivo? Il gas del Qatar, garantito da un contratto a lungo termine, costava molto meno. Questa è una lezione economica importante: quando le catene di approvvigionamento saltano, la programmazione statale e gli accordi di lungo periodo proteggono l’economia reale molto meglio degli acquisti dell’ultimo minuto sui mercati internazionali. I due carichi spot, ora liberi, andranno a soddisfare la doamnda di qualche altro cliente.
Il Giappone e la nave fantasma
Dall’altra parte dell’Asia, il Giappone tira un sospiro di sollievo. Il Paese, fortemente dipendente dalle importazioni di energia, aspetta al varco la metaniera Mraweh, di proprietà della ADNOC (Emirati Arabi Uniti). La nave, carica di GNL, arriverà al porto di Futtsu, gestito dal colosso JERA.
La metaniera attesa in Giappone
Come ha fatto a passare? Ha caricato il gas sull’isola di Das ad aprile e, semplicemente spegnendo i sistemi di tracciamento automatico (AIS), ha attraversato Hormuz entro il 6 maggio. Un passaggio silenzioso, forse concordato o forse solo fortunato, che ha un enorme impatto psicologico sui mercati, pur non risolvendo il problema dei volumi.
Ricadute economiche: una corsa agli approvvigionamenti
Prima di questa “goccia” di gas emiratino, il Giappone aveva dovuto reagire all’emergenza cercando forniture in ogni angolo del globo, spingendosi fino all’Asia Centrale. Acquistando gas dall’Azerbaigian, Tokyo è entrata in rotta di collisione diretta con l’Unione Europea, che da tempo cerca di sostituire il gas russo proprio con quello di Baku.
Ecco le principali ricadute economiche di questa situazione:
- Concorrenza spietata UE-Asia: Se il blocco di Hormuz continuerà, Paesi ricchi come il Giappone offriranno cifre altissime per assicurarsi il gas di fornitori alternativi (come l’Azerbaigian o gli USA), lasciando l’Europa in difficoltà e spingendo in alto i prezzi per le nostre industrie.
- Sollievo psicologico sui prezzi: Sapere che alcune navi riescono a passare evita le ondate di panico sui mercati finanziari. Il prezzo non esplode, ma resta alto e teso.
- Vantaggio di chi ha accordi solidi: Il Pakistan dimostra che chi ha chiuso buoni contratti bilaterali in tempi di pace riesce a sopravvivere meglio di chi si affida solo al libero mercato.
Di seguito un riepilogo dei due carichi eccezionali:
| Nave | Destinazione (Acquirente) | Origine (Fornitore) | Caratteristiche del Viaggio |
| Q-Flex | Port Qasim, Pakistan (EETL) | Qatar (Qatar Energy) | Carico record (>210.000 mc), arrivo 13 maggio, prezzi da contratto a lungo termine. |
| Mraweh | Futtsu, Giappone (JERA) | EAU (ADNOC) | Transito ad aprile/maggio con tracciamento AIS disattivato. |
Hormuz non è un muro di cemento, ma, diciamo, un filtro che lascia passare chi è più astuto, e gioca meglio con i radar, o più diplomatico o, semplicmente, chi è più fortunato. Ma finché questo filtro farà passare solo il 4% del normale fabbisogno, la stabilità economica globale rimarrà appesa a un filo. Bisogna dire che nei giorni scorsi sembra che qualche nave in più sia passata e, come insegna il caso pakistano, per il mercato la destinazione non è così importante.







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