EconomiaGermania
Lo “Stile Tedesco” fallisce a Stoccarda: oltre mille chilometri di cavi errati spingono il progetto iniziato nel 2009 alla consegna nel 2031
Clamoroso in Germania: oltre 1.000 chilometri di cavi posati male bloccano la stazione di Stoccarda 21. L’apertura slitta direttamente al 2031 e i costi superano gli 11 miliardi di euro.

Il mito dell’efficienza tedesca affronta una dura smentita sul binario di Stoccarda. Il grande cantiere ferroviario “Stuttgart 21“, una delle infrastrutture più note e tormentate della Germania, si trova impantanato in una nuova e paradossale catena di errori, che rischia di trasformare l’opera in un monumento allo spreco nazionale. L’ultima clamorosa rivelazione, diffusa dall’emittente SWR e ripresa dalla Welt, parla di oltre mille chilometri di cavi e canaline posati in modo completamente errato.
Questo colossale difetto tecnico costringerà le squadre a rimuovere e sostituire la stragrande maggioranza dei cablaggi, spostando la data dell’inaugurazione definitiva alla fine del 2031. La dirigenza ha provato a minimizzare, ma i dati reali sono sotto gli occhi di tutti. Parliamo di ben dodici anni di ritardo rispetto alle scadenze ipotizzate all’inizio dei lavori, avvenuto nell’ormai lontano 2010.

La mega stazione Stuttgart 21
L’impatto dei ritardi e i danni finanziari
I continui rinvii non rappresentano soltanto un imbarazzo politico, ma generano danni tangibili e prolungati per l’intero sistema dei trasporti e per la cittadinanza. La mancata attivazione del nuovo nodo ferroviario sotterraneo blocca l’ammodernamento della rete regionale, costringendo i viaggiatori a sopportare pesanti disagi quotidiani. Il percorso pedonale provvisorio, necessario per raggiungere i binari della vecchia struttura dalla città, è ormai ironicamente ribattezzato dai residenti come un “sentiero escursionistico a lunga percorrenza“.
Inoltre, il danno finanziario per la società ferroviaria statale Deutsche Bahn è colossale. Se nel 2009 gli accordi iniziali prevedevano una spesa massima coperta di 4,5 miliardi di euro, le stime più recenti hanno visto i costi schizzare a ben 11,3 miliardi di euro. Una recente sentenza del tribunale ha stabilito che la compagnia ferroviaria dovrà farsi carico interamente, e in totale solitudine, di questa montagna di costi aggiuntivi.
Ecco la cronologia delle variazioni dei piani nel corso del tempo:
| Fase del progetto | Anno di completamento stimato | Costo previsto |
| Pianificazione iniziale (2009) | 2019 | 4,5 miliardi di € |
| Primo rinvio ufficiale (2020) | 2021 | In aumento rispetto ai patti |
| Obiettivo intermedio fallito | Fine 2026 (apertura parziale) | In aumento rispetto ai patti |
| Nuova proiezione attuale (2026) | Dicembre 2031 | 11,3 miliardi di € |
La reazione della politica e dei vertici
L’amministratore delegato di Deutsche Bahn, Evelyn Palla, aveva già cancellato lo scorso novembre la parziale apertura prevista per il 2026, attribuendo la colpa alle complesse sfide legate alla digitalizzazione del nodo ferroviario. Le indagini giornalistiche hanno, tuttavia, svelato una realtà ben più materiale, fatta di cavi stesi senza i dovuti controlli di conformità. Probabilmente la ditta che ha steso i cavi, in perfetto stile tedesco, non si è coordinata con i progettisti e li ha messi a proprio gusto e progetto, magari contestando che, loro, il lavoro lo hanno fatto.
La politica locale ha esaurito la pazienza, e le reazioni mostrano un misto di rabbia e aperta ironia. Il Ministro Presidente del Land Baden-Württemberg, Cem Özdemir, ha avvertito che il progetto sta diventando il bersaglio fisso degli scherni pubblici, e ha preteso dalla dirigenza ferroviaria dati certi e risposte trasparenti. Non si tratta solo di una questione di viabilità, ma di dimostrare che le istituzioni e lo Stato tedesco siano ancora in grado di pianificare e realizzare grandi infrastrutture senza coprirsi di ridicolo, cosa che ormai sta diventando la nuova normalità tedesca.
La compagnia ferroviaria ha per ora rifiutato di commentare i dettagli tecnici emersi, rimandando ogni chiarimento formale a una conferenza stampa specifica programmata per la metà dell’anno. Fino ad allora, il cantiere di Stoccarda resta il simbolo visibile di una precisione teutonica che, evidentemente, sembra aver smarrito la bussola.







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