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L’India raziona il carburante: i dati sulla crisi delle scorte e i prezzi alle stelle
L’India fissa un limite di 200 litri per il gasolio e vieta ai mezzi commerciali l’uso dei distributori al dettaglio. La crisi in Medio Oriente fa esplodere i prezzi dei carburanti e l’inflazione supera l’8%. Tutti i dati sui rincari.

L’India corre ai ripari per non restare a secco. Il governo di Nuova Delhi ha deciso di imporre dei limiti rigidi alle vendite di benzina e gasolio nelle normali stazioni di servizio. L’obiettivo è chiaro: fermare la corsa all’accaparramento e proteggere le scorte in un momento di forte tensione internazionale.
La regola imposta è molto pratica. Per il gasolio, è stato fissato un limite massimo di 200 litri per veicolo o singolo cliente, con l’assoluto divieto di rivendita. La mossa più severa riguarda però i mezzi commerciali. A queste aziende è stato vietato di comprare il carburante nei normali distributori al dettaglio; dovranno invece rifornirsi direttamente dai grossisti. Il motivo è semplice: i prezzi al dettaglio sono tenuti artificialmente più bassi per proteggere i cittadini comuni. Molti operatori commerciali se ne sono approfittati, prosciugando rapidamente i serbatoi delle stazioni di servizio per risparmiare.
Questi vincoli resteranno in vigore per un periodo iniziale di 90 giorni. L’ordinanza del governo lascia comunque una porta aperta, precisando che le restrizioni potranno essere annullate prima del termine se la situazione dovesse tornare alla normalità.
I numeri dietro la crisi energetica indiana
La radice del problema si trova lontano dai confini indiani. La guerra in Medio Oriente ha bloccato pesantemente i trasporti marittimi, interrompendo oltre il 40% dei flussi di petrolio greggio diretti in India, in particolare le rotte che passano per lo Stretto di Hormuz. L’India è il terzo grande compratore di petrolio al mondo e una delle economie asiatiche che cresce più velocemente. Questo improvviso blocco ha avuto effetti immediati:
- I costi per importare il petrolio sono saliti alle stelle.
- Gli investitori hanno iniziato a ritirare i loro capitali dal mercato.
- La moneta locale ha toccato il suo livello più basso rispetto al dollaro americano.
I dati sui prezzi sono ancora più evidenti e mostrano una rapida salita dell’inflazione:
| Indicatore economico (Dati di Aprile) | Aumento su base annua | Aumento registrato a Marzo |
| Inflazione all’ingrosso | +8,3% | +3,88% |
| Prezzi della benzina | +32,4% | +2,5% |
| Prezzi del diesel | +25,19% | +3,62% |
Le stime per il mese di maggio non portano buone notizie. Si attende un ulteriore aumento dell’inflazione del 4% spinto unicamente dai rincari energetici, con l’inflazione all’ingrosso pronta a sfondare il muro del 9%.
Di fronte a questi numeri, il governo ha dovuto cedere alla realtà dei fatti. Ha annullato il blocco dei prezzi dei carburanti, che durava da ben quattro anni, e ha dovuto alzare i costi alla pompa per ben quattro volte in un solo mese. I cittadini sicuramente non ne saranno felici…







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