Seguici su

EconomiaScienza

L’illusione dell’IA: Le immagini portano download, ma solo OpenAI fa cassa. Il futuro tra video e costi insostenibili

I modelli IA per immagini fanno esplodere i download delle app, ma attenzione ai conti: ChatGPT fa cassa, mentre Gemini e Meta bruciano milioni. Il passaggio ai video sarà sostenibile?

Pubblicato

il

Siamo passati dalla fascinazione per il testo alla bulimia per le immagini e queste sembrano essere un elemento critico per il successo nel pubblico dei modelli AI. . Se fino a qualche tempo fa bastava un chatbot in grado di scrivere una mail per gridare al miracolo, oggi il mercato delle applicazioni mobili basate sull‘Intelligenza Artificiale è trainato prepotentemente dai modelli generativi visivi. Secondo un recente rapporto di Appfigures,ripreso da Techcrunch,  il rilascio di modelli di generazione di immagini genera oggi 6,5 volte più download rispetto ai tradizionali aggiornamenti testuali.

Eppure, dietro l’entusiasmo degli utenti e l’impennata delle installazioni, si nasconde una realtà economica ben più complessa e, per certi versi, spietata. I download non sono fatturato, e la differenza tra offrire un “giocattolo” gratuito e un servizio per cui il consumatore è disposto a pagare si sta rivelando abissale.

I numeri: chi scarica e chi incassa

Il report analizza i lanci dei principali attori del mercato nei mesi recenti (tra il 2025 e i primi mesi del 2026). I dati evidenziano una spaccatura netta tra le metriche di vanità (i download) e l’economia reale (gli incassi).

Modello IA / AppTipologia RilascioDownload Incrementali (28 gg)Ricavi Stimati (28 gg)
Gemini (Nano Banana)Immagini+ 22 milioni$ 181.000
ChatGPT (GPT-4o)Immagini+ 12 milioni$ 70.000.000
Meta AI (Vibes)Video feed+ 2.6 milioniTrascurabili
DeepSeek R1Testo / Efficienza+ 28 milioniN/D (trainato dalla curiosità)

Fonte dati: elaborazione su stime Appfigures (28 giorni post-lancio)

L’analisi economica: il paradosso di Google e Meta

Cosa ci dicono questi dati? Da un punto di vista  aziendale, stiamo assistendo a strategie profondamente diverse.

  • L’efficienza capitalistica di OpenAI: ChatGPT ha registrato meno download rispetto al rivale di Mountain View, ma ha generato l’incredibile cifra di 70 milioni di dollari in spesa dei consumatori in un solo mese. OpenAI è riuscita a creare un ecosistema in cui l’utente percepisce il valore aggiunto del modello visivo ed è disposto a sottoscrivere un abbonamento.
  • Il luna park gratuito di Big Tech: L’aggiornamento “Nano Banana” di Gemini ha decuplicato i download (+22 milioni), ma ha portato in cassa letteralmente le briciole (181 mila dollari). La stessa dinamica si osserva per Meta con il suo feed video “Vibes”. Stanno essenzialmente bruciando capitale (i costi di calcolo per generare immagini e video sono enormi) per acquistare quote di mercato, offrendo capacità visive impressionanti ma fallendo clamorosamente nel convertirle in abbonati paganti. È un approccio che, alla lunga, senza un ritorno reale sull’investimento, rischia di sgonfiarsi.

Cambiamento nei download dei vari modelli AI dopo l’introduzione delle funzioni immagini

Un’eccezione interessante è DeepSeek R1. Il suo boom di download (28 milioni) non è derivato da un modello visivo, ma da un “momento di rottura” del mercato: l’industria ha scoperto che era possibile addestrare modelli a una frazione del costo dei giganti della Silicon Valley. Un monito per l’Occidente sull’efficienza della spesa.

Il futuro: dal testo ai video, un bagno di sangue finanziario?

Rispondendo al quesito se il futuro sarà dei video e se questi garantiranno gli utili, la risposta impone una seria riflessione tecnica ed economica. La generazione di video richiede una potenza di calcolo (e quindi un consumo energetico e un costo server) esponenzialmente superiore a quella delle immagini.

Se, come vediamo oggi, colossi come Google e Meta faticano a monetizzare i modelli di immagini — assorbendo i costi per mantenere l’utenza — il passaggio ai modelli video rischia di diventare un buco nero finanziario. Senza un modello di business chiaro, sussidiare la creazione di video gratuiti non sarà sostenibile. Il futuro apparterrà a chi, come sta facendo oggi OpenAI, riuscirà a far pagare il biglietto d’ingresso per lo spettacolo, trasformando l’innovazione tecnologica in reale circolazione economica.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento