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La tedesca Lidl in odore di mafia: “stabile asservimento di dirigenti Lidl Italia srl “. Come se la Lidl fosse un’azienda di Corleone (…)

Splendido articolo oggi sul ilsussidario.net, organo di stampa milanese sempre molto ben informato su quanto accade attorno alla capitale meneghina.

 

Mi riferisco all’indagine della Dda di Milano che indaga per mafia in relazione a fatti in cui sembrerebbe coinvolta a vario titolo la tedeschissima Lidl, con il commissariamento di ben 200 supermercati! Il titolo sopra è tratto stile copia-incolla da passaggi dello splendido articolo di oggi su detto quotidiano online, vedasi qui. Vedremo in questo caso a che conclusioni arriverà la Procura.

Tutto quanto sta accadendo oggi alla stimata Lidl tedesca non mi stupisce, assolutamente.

Da una parte i nostri amici tedeschi hanno una tradizione consolidata di sospetto malaffare che riguarda il contante, ricordando che ad oggi NON esiste alcun limite in Germania per i pagamenti cash (mentre all’Italia rompono le scatole un giorno si ed uno no per introdurlo). Vedasi anche i commenti delprcuratore Nicola Gratteri in riguardo, nell’articolo citato.

Dall’altra, le cronache ci dicono che esistono numerosissimi casi di tangenti, corruttele e black money da parte di aziende tedesche nel mondo: in primis Siemens, ai vertici mondiali per il pagamento di tangenti globali base dati di stampa estera; anche in Italia, dove la tangente più grande dopo Enimont fu pagata proprio dal colosso tedesco per le turbine vendute ad ENEL. E’ interessante notare quale fu l’epilogo di tale vicenda che riguarda l’Italia: gli “italiani” furono condannati, i tedeschi no perchè ai tempi – ed in parte ancora oggi, con i dovuti distinguo, … – pagare tangenti all’estero non era reato in Germania, anzi prima si mettevano addirittura a bilancio come costo.

E senza dimenticare che Siemens fece la parte del leone anche nel pagamento delle tangenti che poi affossarono la Grecia (Olimpiadi), a pensare male sembrerebbe quasi un piano ben congegnato per conquistare a termine un paese (quello ellenico) da parte del sistema tedesco a tutto tondo, prima li corrompi e poi li condanni alla gogna per essersi fatti corrompere [anche lo scandalo della vendita dei sottomarini tedeschi ad Atene ha seguito lo stesso tortuoso sentiero di corruttele varie, con “colpe greche” che hanno poi giustificato l’austerità imposta ai “corrottii locali”, ndr]. E non cito il malaffare generalizzato delle Corporations, da Deutsche Bank coinvolta in quasi tutti gli scandali e frodi finanziarie del pianeta, a VW con il dieselgate globale. Insomma, gli italiani e gli europei in generale dovrebbero rivedere la loro idea dei “corretti” germanici, infatti se è vero che di norma costoro non si sporcano le mani per cento lire evitando di rubare a casa propria, a casa di altri hanno una storia di saccheggi che non fa invidia a nessuno!

Per chiudere il cerchio – dimostrando la fattualità di quanto sopra esposto – rammento a tutti che i depositi “neri” nella Confederazione fino al 2010, prima della grande normalizzazione a costo irrisorio per i residenti tedeschi, la stragrande maggioranza non erano greci, italiani o francesi ma TEDESCHI! [vedasi immagine sotto, da Gabriel Zucman, LSE; dati al 2010]

Chiaro no? Da una parte si facevano girare le mazzette all’estero per fare business diciamo grigio se non proprio nero per poi portare ricchezza in Germania, e dall’altra si depositano i frutti – o meglio si depositavano – all’estero. Guarda caso ancora oggi gli esperti Tax Justice Network, quelli che hanno scoperchiato il caso dei Panama Papers, lamentano il fatto che Berlino non consideri diversi reati presupposto aziendali soprattutto in ambito di corruzione permettendo così di riciclare il denaro nel circuito bancario, vedasi qui. Vi ricordo che secondo la stessa fonte la Germania è più paradiso fiscale di Panama e Dubai! [pezzo da leggere!]

Dunque, che dire di Lidl e delle sue implicazioni con la mafia? Nulla da stupirsi, normale amministrazione per i Germanici. Quando gli italiani capiranno che a stare in questa EUropa con questa gente si faranno solo gli interessi tedeschi e non quelli di tutti i “partners” (mi vien da ridere che qualcuno ancora usi questo termine, io direi “paesi sottomessi”)…..

L’azienda tedesca non cambierà registro, sono pronto a scommetterlo. Con la conseguenza che a loro alla fine ritengo verrà concesso un trattamento “di favore” per intervento governativo tedesco, mentre le aziende italiane non avranno stesso vantaggio. Vedremo se mi sbaglierò. Ad esempio il caso Thyssen fa pensare: pur condannati di fatto per reati legati all’omicidio, i dirigenti tedeschi sono ancora a piede libero perchè il ministero Italiano non traduce la sentenza, non sembra un piacere alla Merkel magari in cambio di qualche zerovirgola di austerità in meno….? Ah, a pensar male!!

E per quelli che dicono che esagero vi ricordo che Kappler, il boia nazista delle Fosse Ardeatine – secondo quando rilevato dai diari di Aldo Moro – fu fatto fuggire dal Celio per farlo tornare in Germania dietro espressa richiesta del Cancelliere della Repubblica tedesca di allora, lo stimato e tedeschissimo Helmut Schmidt, che vincolò la concessione di un prestito all’Italia alla liberazione di Kappler (vedasi qui). vedi te ‘sti corretti tedeschi… La storia va letta con attenzione e soprattutto senza farsi (sempre) fregare!!

Alla fine lo scopo tedesco è sempre lo stesso: l’asservimento dell’Italia e dell’Europa ai propri interessi. Come da 1000 anni a questa parte.

Continuo a dire che non ci sto.

MD

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