Seguici su

EconomiaEnergia

Libia: le milizie blindano Zawiya e tagliano 130.000 barili al giorno. Rischio paralisi a un passo dall’Italia

Milizie armate sigillano la raffineria di Zawiya e tagliano il greggio di Sharara: la NOC verso la “forza maggiore”, mentre salta la sicurezza energetica sulle coste libic

Pubblicato

il

Il fronte energetico a sud del Mediterraneo sta per saltare di nuovo. La National Oil Corporation (NOC) libica si trova a un passo dal dichiarare lo stato di “forza maggiore“, mentre le fazioni armate stringono il cappio attorno al polo strategico di Zawiya e tagliano di netto le forniture di greggio.

Da settimane le tensioni con la Guardia degli Impianti Petroliferi (PFG) montavano pericolosamente, ma la dirigenza della NOC ha preferito minimizzare i rischi fino all’ultimo secondo, trattando i dissidi come scaramucce burocratiche. Ora la realtà bussa alla porta con i lucchetti ai cancelli.

Un gruppo affiliato alla PFG ha sbarrato gli accessi alla raffineria di Zawiya e alla società di distribuzione Brega, impedendo fisicamente a ingegneri e tecnici di entrare negli impianti. Nonostante una parziale riapertura del varco Brega, il cancello principale della raffineria resta bloccato: le condizioni minime di sicurezza industriale sono svanite e le attività rimangono congelate.

Raffineria di Brega

Le conseguenze sul campo sono immediate:

  • Forniture interrotte: il blocco dell’oleodotto tra il giacimento di Sharara e Zawiya sottrae oltre 130.000 barili di greggio al giorno.
  • Integrità tecnica a rischio: gli arresti improvvisi rischiano di compromettere in modo irreparabile turbine, tubature e sistemi di raffinazione, che non si possono accendere e spegnere come giocattoli.
  • Paralisi interna: stop immediato alla distribuzione di benzina e gasolio sul mercato domestico libico, con conseguente impennata dei costi di approvvigionamento per l’importazione d’urgenza.
Impianto / NodoEvento criticoImpatto immediato
Raffineria di ZawiyaCancelli bloccati da milizie PFGStop lavorazioni e rischio guasti strutturali
Oleodotto Sharara-ZawiyaInterruzione del flussoPerdita di circa 130.000 barili/giorno
Brega Oil MarketingAccesso parziale e contingentatoDistribuzione interna di carburante al collasso

Per Tripoli significa veder sfumare i proventi in valuta estera che tengono in piedi il bilancio statale, con effetti diretti sul tasso di cambio del dinaro, proprio in un momento in cui il petrolio viene ben pagato. Il Paese vorrebbe anche incrementare la produzione fino a 1,6 milioni di barili entro in 2026 per poi toccare i 2 milioni.

Per l’Italia e l’Europa, invece, il problema si traduce in un nuovo fattore di instabilità sui carichi di greggio leggero nel Mediterraneo, proprio mentre lo scontro tra fazioni dei servizi d’intelligence a Tripoli conferma che il petrolio resta il bancomat e l’ostaggio prediletto dei signori della guerra locali.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento