Seguici su

EnergiaSpagna

La Spagna pignorata: i creditori delle rinnovabili le sequestrano l’Istituto Cervantes in Olanda. Il conto occulto delle politiche “green”

La giustizia olandese sequestra la sede dell’Istituto Cervantes a Utrecht. Madrid deve oltre 2,3 miliardi di euro ai fondi internazionali per i tagli retroattivi agli incentivi sulle rinnovabili. Ecco il costo nascosto delle politiche green.

Pubblicato

il

Quando uno Stato sovrano si comporta come un debitore insolvente, i creditori prima o poi passano all’incasso. È quello che sta accadendo alla Spagna, che ha appena visto la giustizia olandese autorizzare il sequestro di un suo immobile di prestigio: la sede dell’Istituto Cervantes di Utrecht. Il motivo? Una colossale fattura non pagata legata alla disastrosa gestione dei sussidi per le energie rinnovabili.

Il provvedimento, scattato a fine aprile dopo formale messa in mora di Madrid, colpisce l’edificio storico situato al numero 3 di Domplein, nel cuore di Utrecht. Parliamo di un’ex chiesa ristrutturata dallo Stato spagnolo, dal valore di mercato stimato intorno ai 10 milioni di euro. Se la Spagna continuerà a fare orecchie da mercante, l’immobile – orgoglio culturale iberico – potrebbe finire all’asta pubblica per risarcire, in questo caso specifico, i danni subiti da Eurus, filiale di Toyota.

Come si è arrivati a questo punto?

La vicenda è l’emblema di come l’eccesso di interventismo statale mal calcolato si trasformi in una bomba a orologeria finanziaria. All’inizio degli anni 2000, per accelerare la transizione verde, il governo spagnolo aveva varato un piano di sussidi e incentivi estremamente (e forse irrealisticamente) generosi per attirare capitali per un totale di oltre 24 miliardi dei primi anni 2000. Quando il conto per le casse pubbliche è diventato insostenibile, tra il 2010 e il 2013, Madrid ha deciso di cambiare le regole in corsa, applicando tagli retroattivi ai premi assicurativi e alle tariffe garantite.

Una mossa che gli investitori internazionali non hanno perdonato. Rivolgendosi agli arbitrati internazionali (come l’ICSID della Banca Mondiale), i fondi hanno fatto valere la violazione del Trattato sulla Carta dell’Energia, vincendo a mani basse.

Il debito nascosto che viene a galla

Oggi, il conto presentato a Madrid è salato e in continuo aggiornamento. Il debito complessivo residuo derivante da questi lodi arbitrali persi ammonta a ben 2,309 miliardi di euro, gravato quotidianamente da interessi legali e spese di procedura. Madrid finora ha cercato di trincerarsi dietro l’immunità sovrana o appellandosi alle normative europee sugli aiuti di Stato, ma il muro sta crollando:

  • In Olanda: sequestro dell’Istituto Cervantes.
  • In Belgio: blocco di fondi per 482 milioni di euro legati ai pagamenti di Eurocontrol (controllo aeureo europeo) alla Spagna.
  • Nel Regno Unito: battaglie legali in corso per l’esecuzione di lodi per oltre 100 milioni.

La lezione economica è severa, ma chiara. Gli eccessivi incentivi concessi dalla Spagna – vere e proprie regalie fuori mercato – hanno generato un debito occulto e miliardario che per anni non è stato conteggiato nei bilanci ufficiali. Tuttavia, la realtà economica non si cancella per decreto: presto o tardi il debito esce fuori. E in questo caso, lo sta facendo nel modo peggiore possibile: attraverso l’umiliazione dei pignoramenti internazionali di beni statali, distruggendo la fiducia degli investitori nella certezza del diritto del Paese.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento