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Crisi del mattone: perché i 7 miliardi della Spagna si schianteranno contro i prezzi, mentre l’Italia punta ai cantieri

Spagna e Italia ai ferri corti sulla crisi immobiliare: perché i 7 miliardi stanziati da Madrid senza costruire nuove case faranno esplodere i prezzi, mentre il Piano Casa italiano punta su 100mila nuovi cantieri per salvare le famiglie.

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Il mercato immobiliare europeo sta vivendo una tempesta perfetta. Tra affitti fuori controllo, mutui pesanti e un’offerta che semplicemente non riesce a stare al passo con la domanda, trovare casa è diventata un’impresa, specialmente nel Sud Europa. Eppure, di fronte a un’emergenza sociale ormai evidente, le risposte dei governi mostrano differenze abissali. Da un lato abbiamo la Spagna, che mette sul piatto miliardi di euro senza garantire nemmeno un mattone; dall’altro l’Italia, che prova a tracciare una rotta più concreta basata sui cantieri.

Vediamo nel dettaglio perché l’approccio iberico, per quanto ricco, rischia di rivelarsi un costoso boomerang per le famiglie.

L’illusione spagnola: pioggia di sussidi, nessuna casa nuova

Il recente “Piano Statale per l’Edilizia Abitativa 2026-2030″ approvato da Madrid fa certamente rumore. Con una dotazione di ben 7 miliardi di euro (il triplo rispetto al passato), il governo spagnolo ha deciso di aprire i cordoni della borsa. I fondi sono destinati a sussidi per l’affitto, aiuti per l’acquisto (che possono superare i 100.000 euro nelle zone ad alta tensione abitativa) e bonus per la riqualificazione.

C’è solo un “piccolo” problema: il piano non quantifica quante nuove case verranno costruite. Si parla in modo generico di “promuovere l’edilizia sociale”, ma manca un obiettivo numerico.

Nel mercato immobiliare, la regola aurea è semplice: se aumenti la capacità di spesa delle persone (tramite sussidi statali) ma non aumenti il numero di case disponibili, il risultato non è che più persone comprano casa. Il risultato è che i prezzi delle case si alzano esattamente di un importo pari al sussidio. In pratica, i 7 miliardi del governo spagnolo finiranno per trasferirsi direttamente nelle tasche dei venditori e dei proprietari, lasciando le case ancora più inaccessibili per i giovani. È una politica costosissima che alimenta l’inflazione immobiliare senza risolvere la carenza cronica di offerta.

La fiammata iberica e l’eccezione francese

Per capire la gravità della situazione spagnola, bastano i numeri. Tra il 2015 e il 2025, i prezzi delle case in Spagna sono esplosi del +81%.

Prezzi delle Case, Spagna Baca di Spagna

Una dinamica molto diversa da quella dei paesi vicini:

  • Italia: I prezzi sono cresciuti di un modesto +16%.
  • Francia: L’aumento si è attestato al +27%.

La Francia, pur affrontando le proprie sfide nelle grandi metropoli, ha storicamente mantenuto una percentuale di edilizia popolare e sociale ben superiore rispetto alla Spagna, dove questo settore rappresenta un misero 3,3% del totale (ampiamente sotto la media europea). Questa carenza strutturale di offerta spagnola, unita alla forte pressione turistica, rende ogni sussidio statale pura benzina sul fuoco dei prezzi.

Il pragmatismo italiano: partenariati e obiettivi chiari

A differenza di Madrid, che si è ritagliata il ruolo di “regolatore” ed erogatore di sussidi, Roma sta tentando di agire dal lato dell’offerta. Il “Piano Casa 2026″ italiano si distingue per un approccio molto più materiale e misurabile.

I punti chiave della strategia italiana:

  • Obiettivo dichiarato: Costruzione di 100.000 nuove abitazioni in dieci anni.
  • Recupero dell’esistente: Ristrutturazione di 60.000 alloggi pubblici attualmente sfitti o inagibili, per tagliare i costi di nuova urbanizzazione.
  • Capitali privati: Un forte ricorso ai partenariati pubblico-privati, con l’obiettivo di mobilitare circa 10 miliardi di euro complessivi.

Due visioni a confronto

Ecco una sintesi delle due strategie:

CaratteristicaModello SpagnaModello Italia
Ruolo dello StatoRegolatore e pagatorePromotore e costruttore
Obiettivo Nuove CaseNon dichiarato100.000 in 10 anni
Focus della SpesaSussidi alla domanda (affitto/acquisto)Incremento dell’offerta (cantieri/recupero)
Rischio PrincipaleAumento incontrollato dei prezziLentezze burocratiche nei partenariati

Quindi mentre l’Italia cerca di curare la malattia (la mancanza di case) costruendone di nuove e recuperando quelle in rovina, la Spagna sta cercando di curare il sintomo (i prezzi alti) distribuendo denaro pubblico in sussidi che, come risultato, avranno quello di mantenere i prezzi alti.

La storia economica insegna che stampare assegni non fa apparire magicamente i mattoni, bisogna impegnarsi nella realizzazione. Senza un massiccio piano di costruzione, il sogno iberico della casa di proprietà rischia di rimanere, appunto, solo un sogno, e per giunta pagato a caro prezzo dai contribuenti, e anche gli affitti rischiano di essere troppo costosi.

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