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La crisi della Boeing mette in crisi le compagnie aeree: un’estate di taglio dei voli

La prossima estate rischia di essere un bel problema per il trasporto aereo: mancano aerei.

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Le compagnie aeree  internazionali si preparano a un’estate difficile. I problemi di sicurezza ai nuovi Boeing 737 Max e i ritardi nelle consegne dei nuovi modelli Airbus stanno generando una carenza di aerei, costringendo le compagnie a ridurre i voli e a rallentare l’assunzione di piloti. Una situazione che potrebbe portare a tariffe più elevate e a un significativo rischio di cancellazioni e ritardi, specialmente per via del maggior impiego di aerei più vecchi e soggetti a guasti, avvertono gli esperti.

Per fare un esempio Southwest, negli USA, un grande utilizzatore di Boeing, sta tagliando i voli su diverse destinazioni interne d negli USA, a partire dalle meno redditizie. Per spostarci al Vecchio Continente Ryanair, che usa esclusivamente Boeing e quasi solo del modello 737, si è trovata nella necessità di tagliare diversi voli, fra cui quelli da Dublino, Milano e Varsavia.

Ovviamente quando si taglia l’offerta, con il sistema attuale di tariffazione, si ha come risultato quello di veder aumentare i prezzi dei biglietti e, in generale, non avere abbastanza offerta a fronte della domanda.

Boeing in affanno

Boeing sta attraversando una crisi prolungata e per motivi gravi. Dopo i due tragici incidenti del 737 Max nel 2018 e 2019, che avevano portato al blocco delle catene di montaggio, la ripresa della produzione è stata ostacolata dalla pandemia di Covid.

Quando sembrava che le cose dovessero migliorare, a gennaio 2024 è saltato il portellone al volo Air Alaska e sono quindi ripartiti i blocchi di produzione del 737 MAx per controllare la qualità della produzione e sono risultati grossi problemi di qualità. Anche il 787 è sstato toccato da questi problemi. Non si sa quanto la produzione potrà tornare normale e, nel frattempo, sono scivolate al futuro le consegne.

L’obiettivo di tornare a regime entro il 2024 sembra lontano. Problemi di qualità produttiva hanno spinto la Federal Aviation Administration (FAA) a limitare la produzione del Max, portando a ingenti ritardi nelle consegne.

Ryanair, uno dei maggiori utenti Boeing, uno di quelli più inguaiati

Anche Airbus arranca

A peggiorare la situazione sono i problemi di Airbus, in affanno con la fornitura dei motori per i modelli di maggior successo. Il problema è che  la società europea, visti i peoblemi negli USA, ha ordini per 8500 aerei, quando la produzione mensile noon arriva a 150 aerei.

La carenza di aerei ha impattato particolarmente United Airlines che, secondo stime, vedrà dimezzarsi la fornitura di nuovi aerei nel 2023. La compagnia ha dovuto tagliare voli, ridurre la crescita prevista e addirittura chiedere ai piloti di prendere congedi non retribuiti in estate.

Una produzione mondiale insufficiente

La produzione di jet di linea è praticamente un duopolio, nel momento in cui la cinese COMAC non ha ancora ottenuto l’omologazione USa ed europea per il C919 e il C929 non è ancora pronto e la Russia è sanzionata. A marzo Boeing ha consegnato 29 jet, mentre Airbus ne ha consegnati 67, molto lontano dalle necessità del mercato.

La scelta degli aeromobili più vecchi

I ritardi nelle consegne di nuovi modelli stanno portando le compagnie aeree a far volare più a lungo gli aerei più vecchi, aumentando il rischio di guasti e disservizi. United, ad esempio, ha deciso di mantenere in servizio i suoi Boeing 767-300. Southwest ha fatto lo stesso con una dozzina dei suoi 737 più datati. Mancando gli aerei nuovi ci si adatta con quelli vecchi, ma attenzione: questi costano di più, perché necessitano manutenzioni molto  più costose e hanno motori di generazioni precedenti.

Implicazioni e conseguenze

Ovviamente la riduzione forzata dei voli, a fronte di una domanda stabile o crescente, viene a portare a tariffe più alte per i viaggiatori, specie nelle tratte nazionali. Le cancellazioni potrebbero essere più frequenti e gli esperti prevedono che molte compagnie aeree subiranno ritardi durante la stagione estiva.

Il salvataggio, nel trasporto a breve-medio raggio, potrebbe provenire dalle piccole compagnie regionali che utilizzano aerei più piccoli, come gli Embraer, e maggiormente disponibili ATR 72. Per questi aerei sono passati da una produzione scarsissima di 22 esemplari nel 2022 a 40 nel 2023 e sono fra i pochi che hanno ancora un po’ di spazio per aumentare i volumi di consegna, anche se il turboelica non è sicuramente un completo sostituto per i jet.

Il ruolo di Boeing è cruciale

La crisi di Boeing è alla radice di questa situazione. La capacità della compagnia di Seattle di ristabilire una regolare e consistente produzione dei 737 Max e certificare i modelli Max 7 e 10 sarà cruciale per far rientrare l’emergenza aerea negli Stati Uniti e in Europa. Però i dubbi sulla qualità della produzione presso Boing e la sua succursale Spirit pesano notevolmente sulle ipotesi di un rapido ritorno alla normalità

La prossima estate rischia di essere un bel problema.


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