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La Cina dichiara guerra tecnologica all’Occidente: il piano del “capitale paziente”

La Cina prepara lo scontro finale con l’Occidente: miliardi di Stato per dominare la tecnologia globale. Ecco il piano segreto del “Capitale Paziente” che fa tremare i mercati.

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La Cina ha deciso di cambiare marcia e lanciare una sfida senza precedenti alle potenze occidentali. L’autorità di Pechino che controlla i beni statali (la SASAC) ha dato un ordine molto chiaro alle grandi aziende pubbliche: raddoppiare le spese per la ricerca di base entro il 2030. Non si tratta solo di una dichiarazione di intenti, ma di un vero e proprio cambio radicale del modello economico. L’obiettivo ultimo è raggiungere il dominio tecnologico globale in venti settori chiave entro il 2035, sfidando apertamente gli Stati Uniti e l’Europa.

Il ritorno del “Capitale Paziente”

Il termine chiave usato dal Partito Comunista Cinese in questo piano è “capitale paziente”. Nel mondo occidentale, i mercati finanziari chiedono profitti rapidi, spesso trimestre per trimestre. Pechino, al contrario, vuole creare fondi enormi che guardino lontano e che possano sopportare il rischio di perdere molto denaro nel breve periodo.

È una mossa dal forte impatto economico. Il governo cinese, di fatto, si trasforma in un gigantesco fondo di Venture Capital, ma con le tasche infinite di uno Stato. Il Presidente Xi Jinping definisce questo enorme sforzo con il termine “nuove forze produttive di qualità”. In parole semplici, significa che la Cina vuole smettere di essere la fabbrica a basso costo del mondo per diventare il laboratorio tecnologico del futuro.

Le nuove regole del gioco statale

Per convincere le aziende a rischiare, Pechino ha introdotto cambiamenti drastici nella gestione delle imprese di Stato (chiamate SOE, State-Owned Enterprises). Ecco i punti principali della nuova strategia:

Obiettivo / StrategiaDettaglio della misura economica
Crescita esplosiva dei fondiGli investimenti in ricerca di base supereranno i 102 miliardi di yuan (circa 13 miliardi di euro) già entro il 2025.
Protezione totale dalle perditeI manager pubblici non saranno puniti o licenziati se un progetto di innovazione fallisce e causa buchi in bilancio.
Nuovi parametri di successoI risultati non saranno più misurati con le vendite immediate, ma con il numero di scoperte utili nel lungo periodo.

I colossi di Stato come motore di ricerca

Chi dovrà portare avanti questo sforzo colossale? Le protagoniste sono le enormi imprese pubbliche gestite direttamente dal governo centrale. Parliamo di colossi che da soli rappresentano quasi il 40% del PIL cinese e che occupano i primi posti nella classifica globale Fortune 500.

Si tratta di aziende energetiche come Sinopec e PetroChina, grandi banche come la Industrial and Commercial Bank of China, o costruttori di infrastrutture. Fino a ieri, queste società si sono occupate di cemento, petrolio e prestiti. Oggi, hanno l’ordine di trasformarsi in centri di eccellenza mondiale per l’intelligenza artificiale, le biotecnologie e le comunicazioni satellitari.

Funzionerà? Le ricadute economiche globali

Dal punto di vista economico, questa iniezione massiccia di spesa pubblica avrà sicuramente un forte effetto espansivo. Creerà domanda, milioni di posti di lavoro altamente qualificati e nuove strutture.Chiaramente per certe aree come l’Europa, dove comandano i vincoli di bilancio, la sfida è enorme.

Tuttavia, l’innovazione tecnologica non si compra solo con i soldi. Spesso nasce in ambienti liberi e competitivi, dove piccole aziende agili battono i grandi colossi. Le imprese statali cinesi sono pesanti e burocratiche. Il rischio concreto è che questa pioggia di miliardi generi sprechi enormi e progetti inutili, realizzati solo per accontentare i capi di partito.

Se però anche solo una parte di questo “capitale paziente” dovesse funzionare, il dominio economico dell’Occidente subirà un colpo devastante. La Cina ha già dimostrato con i pannelli solari e le auto elettriche che, usando i soldi pubblici per distruggere la concorrenza, può conquistare il mondo.

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