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La Cina supera Elon Musk sulla lettura del pensiero: Pechino approva i chip cerebrali mentre l’Occidente resta a guardare

Pechino dà il via libera commerciale a una raffica di strumenti per il controllo mentale: mentre Neuralink sperimenta sui singoli, la Cina industrializza i chip cerebrali contro la crisi sanitaria.

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Mentre Elon Musk riempie i social network con i test spettacolari di Neuralink su singoli pazienti, la Cina ha deciso di saltare la fase del circo mediatico e passare direttamente alla produzione industriale. Le autorità sanitarie di Pechino hanno dato il via libera commerciale a una serie di dispositivi per la lettura del pensiero, segnando un sorpasso tecnologico silenzioso ma devastante per i colossi americani della Silicon Valley.

La partita non riguarda più il futuro lontano della fantascienza, ma la cura immediata di milioni di malati e il controllo di una filiera strategica che vale già miliardi. Nel silenzio quasi totale dei media occidentali, la National Medical Products Administration (NMPA), l’ente regolatore cinese per i farmaci e i dispositivi medici, ha autorizzato nel corso del 2026 diversi prodotti basati su interfacce cervello-computer (chiamate in gergo BCI).

Questi strumenti permettono a un paziente paralizzato di guidare un computer o a un medico di scoprire l’Alzheimer con largo anticipo, semplicemente leggendo gli impulsi elettrici del cervello.

Dallo show mediatico alle corsie d’ospedale

Negli Stati Uniti il settore è identificato quasi interamente con il volto di Elon Musk, con annunci roboanti e sperimentazioni cliniche lente e isolate effettuate da Neuralink. A Pechino, invece, il Partito Comunista ha trattato le tecnologie neurali esattamente come le auto elettriche o i pannelli solari: fiumi di denaro pubblico, sostegno delle amministrazioni locali e corsie preferenziali per i permessi.

Il risultato è che le start-up cinesi stanno portando i dispositivi direttamente sul mercato:

  • Tiankai Suishi: ha ottenuto il via libera per una speciale cuffia dotata di elettrodi che si appoggia sulla testa senza bisogno di chirurgia. Il sistema legge i segnali elettrici cerebrali e aiuta i medici a diagnosticare deficit cognitivi precoci, schizofrenia e principi di demenza senile. L’azienda ha già presentato domanda per un modello dedicato alla depressione grave.

    Cuffia interfaccia BCI

  • StairMed Technology: sostenuta finanziariamente dai giganti Alibaba e Tencent, ha ricevuto l’autorizzazione per uno strumento chirurgico ad altissima precisione. Serve a impiantare minuscoli fili nel cervello. Finora sono stati operati 18 pazienti umani: uno di loro, completamente paralizzato, è riuscito a lavorare rispondendo ai clienti sul sito di vendite online JD.com usando soltanto il proprio pensiero.
  • Neuracle Medical: la società di Shanghai ha incassato la prima autorizzazione ufficiale cinese per un impianto neurale destinato a chi ha subito lesioni al midollo spinale, permettendo ai pazienti di riacquistare l’uso delle mani.
  • BrainCo: lavora insieme ai grandi ospedali universitari di Pechino per creare strumenti capaci di individuare la depressione prima che diventi cronica.
AziendaTipo di tecnologiaApplicazione principaleStato regolatorio
Tiankai SuishiNon invasiva (cuffia con elettrodi)Diagnosi Alzheimer e declino cognitivoApprovato per la vendita
StairMedInvasiva (micro-impianto cerebrale)Controllo PC con il pensiero per tetraplegici18 impianti eseguiti, guida approvata
Neuracle MedicalInvasiva (chirurgica)Recupero motorio per lesioni spinaliApprovato per uso clinico
BrainCoNon invasiva / sensoriScreening rapido della depressioneSperimentazione ospedaliera avanzata

La bomba demografica che spaventa Pechino

Dietro questa accelerazione impressionante non c’è solo la voglia di battere gli Stati Uniti, ma un dramma interno senza precedenti: l’invecchiamento vertiginoso della popolazione cinese. Secondo i dati medici internazionali, i cittadini cinesi colpiti da malattie del cervello, come Alzheimer e Parkinson, sono passati da 329 milioni nel 1990 a oltre 468 milioni.

Un Paese che invecchia a ritmi record senza un sistema pensionistico universale rischia il collasso della spesa sanitaria. Per Pechino trovare strumenti capaci di diagnosticare in anticipo queste malattie o di rimettere al lavoro persone con disabilità non è un lusso: è una questione di pura sopravvivenza economica.

Ogni paziente non autosufficiente richiede l’assistenza a tempo pieno di familiari in età lavorativa, togliendo braccia e intelligenze alle fabbriche e agli uffici. Se un lavoratore paralizzato può gestire ordini commerciali usando il pensiero, come dimostrato dai test di StairMed, l’impatto economico cambia radicalmente.

Denaro pubblico e mercati protetti: la ricetta cinese

La strategia ricalca il tipico modello di capitalismo di Stato. La provincia dello Zhejiang ha approvato sgravi e percorsi rapidi per far quotare in borsa le aziende del settore neurologico. Nel distretto tecnologico di Shenzhen, il comune copre parte dei costi per aiutare queste aziende a comprare concorrenti all’estero e ad espandersi fuori dai confini nazionali.

Secondo le stime dell’agenzia statale Xinhua, il mercato interno cinese per i dispositivi cervello-computer toccherà i 6,14 miliardi di yuan entro il 2028 (circa 800 milioni di euro). Una cifra destinata a moltiplicarsi non appena questi strumenti varcheranno i confini degli ospedali per entrare nell’elettronica di consumo.

Elon Musk avrà anche inventato l’interesse del pubblico per i chip cerebrali, ma Pechino sta già costruendo la fabbrica che li venderà a tutto il pianeta. Intanto che si fa in Europa? Si discute soprattutto, anche se in Italia qualche cosa si è fatto e si fa, siamo a situazione prototipale.

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