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Industria tedesca a due facce: esplodono le armi, crolla l’auto. L’illusione durerà?
L’industria tedesca rimbalza (+1,9%), ma a tirare la volata sono armi e grandi commesse statali. L’auto crolla ancora. Quanto durerà l’illusione senza veri consumi civili?

I dati di maggio parlano chiaro. L’industria tedesca respira, ma sembra quasi un respiro artificiale. Gli ordini di fabbrica salgono dell’1,9% su base mensile. Un dato che batte le attese. Ma chi sta comprando davvero?
Sotto la superficie dei grandi numeri, l’economia reale civile soffre. A tirare la carretta è una corsa frenetica alle spese statali e al riarmo. Ecco comunque il grafico relativo da Tradingeconomics:
Le maxi-commesse per aerei, navi e mezzi militari sono decollate con un impressionante +85,0%.
Al contrario, il cuore pulsante dell’industria tedesca perde colpi. Il settore automobilistico crolla del 3,8% e l’alta tecnologia (elettronica e dati) affonda del 7,8%. Insomma, la Germania vende mezzi militari e grandi infrastrutture, ma fatica a vendere automobili o computer.
Ecco una sintesi chiara dei settori:
- Mezzi pesanti e militari: +85,0%
- Apparecchiature elettriche: +5,7%
- Macchinari industriali: +3,7%
- Automotive: -3,8%
- Elettronica e dati: -7,8%
Sul fronte estero, c’è un’amara ironia. Come nota Carsten Brzeski di ING, i venti di guerra globali hanno dato una mano a Berlino. I blocchi commerciali nel Mar Rosso hanno penalizzato i concorrenti asiatici. Le aziende europee, per paura di restare senza componenti, hanno fatto scorte.
Così, la domanda dall’area euro è balzata dell’11,2%. Un vantaggio temporaneo figlio dell’ansia globale, non di una vera ripresa strutturale. Gli ordini extra EU invece calano del 3,2% a significare una perdita di competitivtà dell’industria tedesca tradizionale.
A tenere in piedi il sistema, per ora, è la spesa pubblica. I fondi del NextGenEU, il rafforzamento delle reti elettriche e le manovre di riarmo stanno mascherando la debolezza dei consumi privati, ma maggio è ormai lontano. Il vero nodo arriverà a breve con la nuova legge di bilancio tedesca.
Se a Berlino prevarrà la linea dell’austerità e si taglierà la spesa per rimettere in ordine i conti, questa fragile crescita si fermerà di colpo.
Tagliare la spesa pubblica proprio quando l’industria civile arranca sarebbe un errore drammatico. I numeri ci dicono che i privati non spendono abbastanza e il mercato extra-europeo rallenta (-3,2%).
Il sostegno statale è, per ora, l’unica vera rete di salvataggio. Senza uno stimolo reale che faccia tornare le persone a comprare auto ed elettrodomestici, la locomotiva d’Europa rischia di fermarsi di nuovo.








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