Seguici su

Conti pubbliciEconomiaRegno Unito

Il Regno Unito stanga per il riarmo: sarà il ceto medio a pagare missili e cannoni

Il riarmo britannico rischia di costare 28 miliardi l’anno: il piano del think tank per aumentare le tasse sugli stipendi medi scatena lo scontro politico ed economico.

Pubblicato

il

I conti della difesa non tornano e il prezzo della sicurezza ricadrà ancora una volta sulle spalle dei soliti noti. Per finanziare la massiccia corsa alle armi promessa dal governo britannico, non basteranno i tagli alla spesa o i prelievi straordinari sulle grandi imprese: bisognerà alzare le tasse sui lavoratori a reddito medio.

La richiesta arriva direttamente dal think tank Resolution Foundation, vicino alle posizioni laburiste, che ha recapitato al Cancelliere dello Scacchiere, John Healey, un messaggio tanto chiaro quanto amaro: le promesse elettorali non bastano più. Se Londra vuole davvero portare la spesa militare al 3,5% del Prodotto Interno Lordo entro il 2035, servono 28 miliardi di sterline fresche ogni anno.

E dove prenderli? Non dai super-ricchi, ma dalle buste paga ordinarie. La maschera è caduta, lo stato vorace è tornato.

Il trucco del «cuneo basso»

Secondo lo studio intitolato Thin End of the Wedge, i lavoratori britannici pagherebbero «troppo poco» rispetto ai colleghi europei. L’argomentazione fa quasi sorridere: siccome il prelievo medio sul lavoro nel Regno Unito è storicamente inferiore alla media OCSE, ci sarebbe «spazio» per aumentarlo.

I numeri reali degli incassi dello stato raccontano però una pressione già altissima:

  • Nuove tasse già deliberate: 70 miliardi di sterline all’anno introdotti dal 2024.
  • Balzo record del cuneo fiscale: +2,4 punti percentuali in un solo anno, il rialzo più ripido tra tutte le economie avanzate. Mentra altri apesi tendono a tagliarlo, il Regno Unito laburista lo ha aumenta.
  • Livello attuale: 32,4% di prelievo lordo per un lavoratore medio singolo.
  • Stipendio mediano di riferimento: appena 33.000 sterline l’anno, già eroso dal caro vita e dalle bollette. Si va a raschiare il fondo del barile della vita dei cittadini.
VoceValoreImpatto reale
Spesa difesa programmata3,5% del PIL al 2035Servono £28 miliardi extra all’anno
Fabbisogno triennale immediato£1,4 miliardi all’annoPressione immediata sul bilancio di ottobre
Cuneo fiscale attuale32,4% del salarioConsiderato «troppo basso» dai tecnici

Meno consumi, meno crescita

La logica economica di fondo solleva problemi enormi. Un lavoratore che guadagna 33.000 sterline spende quasi tutto il proprio reddito in beni di prima necessità, affitto, bollette e consumi locali. Colpire questi stipendi con nuove aliquote o continuando a bloccare le soglie di esenzione (il cosiddetto drenaggio fiscale) significa prosciugare la domanda interna.

Se togli soldi a chi consuma, negozi, servizi e piccole imprese entrano in sofferenza. Si comprano missili togliendo carrelli della spesa alle famiglie. Questo aumento delle tasse può fornire qualche risorsa alla difesa nel breve termine, ma rischia di tagliare la crescita e quindi le risorse finanziare nel medio periodo.

Il vicolo cieco del governo

Il governo laburista si trova stretto in una morsa. Aveva promesso di non toccare imposte sui redditi, IVA e contributi dei dipendenti. Ora, con l’inverno alle porte e l’energia di nuovo cara, si trova a dover scegliere tra due strade scomode: smentire se stesso aumentando la pressione fiscale sui lavoratori o rinunciare ai proclami militari. Essendo un governo Laburista cercherà di scaricare su qualche resposnabilità esterna il peso delle proprie scelte.

La corsa al riarmo rischia così di trasformarsi nel colpo di grazia per la popolarità dell’esecutivo. Presentare il conto dei carri armati a chi fatica ad arrivare a fine mese non è solo un rischio politico: è una ricetta sicura per frenare l’economia reale.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento