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IL PROBLEMA PER UNO STATO NON E’ IL DEBITO, MA IL DEBITO ESTERO. ALTRA FALLACIA DELLA COTTARELLINOMICS, ED UN MONITO PER LA “CREDIBILITA'”

 

Cari amici

ieri il sempre ottimo Maurizio ha riportato  i risultati di un recente paper Panizza e Presbitero che, al contrario di quanto pensato da Cottarelli e base della “Cottarellinomics”, per cui il debito pubblico ha un correlazione lineare negativa con la crescita . Si tratta di un’idea che trae origine dal un paper di Rogoff ed Reinhart, base della politica del FMI sul debito, ma rivelatosi completamente sbagliato, minato da un banale errore di trascrizione.

Ecco il sintetico pezzi di Maurizio:

UN GRAFICO SOLO PER SMONTARE LA COTTARELLINOMICS

Ora proseguiamo questa breve serie dedicata allo smontaggio dei miti dell’austerità poverista ed europeista ed aggiungiamo  alcuni paper interessanti che sono stati sviluppati per valutare l’effetto del debito estero sulla crescita. Ci riferiamo in specifico a due paper:

Halima Ibrahim, Unversità di Nairobi 2015 , crescita e debito estero paesi dell’Africa dell’est

e

Zouhaier e Fatma, effetti del debito estero su crescita ed investimenti.

Il primo ricercatore si concentra sui paesi dell’Africa orientale, mentre i secondi lavorano su un pnel di 19 paesi in via di sviluppo.

Le conclusioni, volendole sintetizzare , sono semplici: esiste una correlazione negativa fra alto livello di debito estero e crescita. Il debito estero porta si ad una crescita degli investimenti , ma questi deve essere ripagati tramite una provvista di valuta estera che può avvenire solo con l’export. Quindi un alto indebitamente estero viene a toccare la struttura produttiva rivolgendola verso l’estero. Cosa succede se la produzione verso l’estero non è sufficiente a reggere la crescita e non si crea un sufficiente stock di capitale interno? Che il debito stero per essere ripagato, va a ridurre gli investimenti e quindi va a colpire la crescita.

Non esistono pasti gratis, è vero, e la crescita deve avvenire tramite la CUMULAZIONE INTERNA NAZIONALE interna del capitale, fatto che può avvenire anche tramite il debito, ma NAZIONALE, espresso NELLA VALUTA INTERNA, perchè ripagabile tramite consumi e flussi finanziari nella valuta nazionale.

Normalmente il debito estero, in valuta estera, è un problema che si pone per i paesi in via di sviluppo: i paesi avanzati hanno un’economia ad un livello tale da poter generare internamente l’accumulazione di capitale necessaria allo sviluppo economico. Però l’Italia ha voluto fare un passo indietro, permettendo che il proprio debito interno venisse espresso in una valuta , oggettivamente, straniera, e quindi obbligandosi a creare in modo continuo surplus di partite correnti. Però questo ien a deprimere i consumi ed il benessere interno.

Questo però non diciamolo a Cottarelli, potrebbe rimanerci male, e piangere nel suo morbido cashmere. Lasciamolo tranquillo, a godersi la sua sudata pensione del FMI.

 


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