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Il Libano al buio cerca la salvezza nel Qatar: pronto un piano ventennale per l’energia, ma c’è un’ombra inquietante
Buio a Beirut, il piano da 20 anni del Qatar per salvare il Libano: cosa c’è dietro l’offerta a costo zero.
Mentre il Libano sprofonda nel blackout quasi totale con solo due ore di luce al giorno, il Qatar offre un maxi piano per costruire due centrali elettriche e portare gas per 20 anni. Ma la crisi nel Golfo Persico e i danni agli impianti qatarioti rischiano di bloccare le forniture.

Nonostante la crisi i colossi del gas cercano di moversi sui mercati internazionali. Il Qatar si offre di risolvere il problema dell’approvvigionamento energetico del Libano senza alcun costo iniziale per Beirut. Secondo una bozza di programma visionata da Reuters, il Qatar costruirebbe due centrali elettriche a gas entro tre anni e QatarEnergy fornirebbe il gas nell’ambito di un contratto ventennale per il GNL, con finanziamenti privati al posto dei fondi pubblici libanesi. Il documento lascia aperti alla negoziazione gli obblighi di pagamento e le garanzie; attualmente, l’azienda elettrica statale libanese fornisce elettricità solo per poche ore al giorno.
Il Programma Nazionale Integrato di Investimenti Energetici prevede due centrali a ciclo combinato da 825 megawatt ciascuna, una a Deir Ammar, nel nord, e una a Zahrani, nel sud. QatarEnergy fornirebbe il gas tramite un’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione con una capacità di 3,5 milioni di metri cubi al giorno e attraverso il gasdotto arabo che attraversa la Siria, con una portata di 4,5 milioni di metri cubi al giorno. Il piano prevede l’aggiunta di 800 MW di energia solare, 440 MW di energia eolica, sistemi di accumulo a batteria e 300 MW di importazioni di energia dalla Siria attraverso due percorsi. Una fonte ben informata ha riferito a Reuters che la realizzazione potrebbe richiedere tre anni se entrambi i governi approvassero rapidamente il progetto.
L’azienda elettrica statale libanese, Electricité du Liban, fornisce solo poche ore di energia al giorno. All’inizio del 2026, i generatori diesel privati fornivano circa la metà dell’elettricità del Paese, secondo un rapporto citato da The National. Venerdì il primo ministro Nawaf Salam ha dichiarato che il Qatar finanzierà, gestirà e metterà in funzione il progetto e che QatarEnergy e TotalEnergies svilupperanno congiuntamente un impianto solare come prima fase. Quest’anno l’economia libanese dovrebbe subire una contrazione compresa tra il 6% e il 7%.
Il programma amplierebbe le attività del Qatar nel settore energetico in Siria, dove un consorzio guidato dalla società qatariota UCC Holding ha firmato nel novembre 2025 delle concessioni per 5.000 MW di produzione: 4.000 MW da centrali a ciclo combinato alimentate a gas e 1.000 MW da energia solare.
L’approvvigionamento di gas dipende dall’uscita del GNL qatariota dal Golfo. Un attacco missilistico iraniano a Ras Laffan il 18 marzo ha messo fuori uso due dei 14 treni di GNL del Qatar, e l’amministratore delegato di QatarEnergy, Saad al-Kaabi, ha dichiarato il mese scorso che il Qatar stava producendo un “volume molto esiguo” di GNL. I flussi di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz rimangono inferiori di oltre il 75% rispetto ai livelli prebellici, e QatarEnergy ha prorogato ogni mese, dall’inizio di marzo, la clausola di forza maggiore sulle consegne. Lunedì, una nave qatariota caricata ad agosto stava navigando attraverso il Mar Rosso e il Canale di Suez verso la Polonia, un raro utilizzo della rotta più breve verso l’Europa.
Il piano qatariota richiede comunque che il gas esca dal Golfo Persico, altrimenti o resta un sogno uslla carta, oppure richiede investimenti per utilizzare altre risorse di gas, sia in Siaria sia offshore nel Mediterraneo. Sarà interessante vedere come questo gas per la produzione energetica arriverà nel bacino del nostro mare.







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