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Il Kazakistan non sequestrerà i beni di Gazprom come vorrebbe l’Ucraina
Il governo del Kazakistan interviene per bloccare il sequestro di 1,4 miliardi di dollari a Gazprom richiesto da Naftogaz. Una scelta di pragmatismo per proteggere 30 miliardi di interscambio commerciale e infrastrutture energetiche vitali.

Il Kazakistan non darà esecuzione alla decisione di un tribunale speciale che consente alla società ucraina Naftogaz di riscuotere un lodo arbitrale internazionale di 1,4 miliardi di dollari dalla russa Gazprom, ha dichiarato il ministro della Giustizia Erlan Sarsembayev a pochi giorni dalla conferma del lodo da parte del tribunale AIFC del Kazakistan. La controversia legale trae origine da un contratto del 2019 relativo al transito di gas naturale russo attraverso l’Ucraina.
A seguito dell’invasione russa del 2022, Naftogaz ha dichiarato forza maggiore presso un’importante stazione di distribuzione, spingendo Gazprom a smettere di pagare integralmente i servizi di transito. Nel settembre 2022, Naftogaz ha avviato un procedimento presso la Camera di Commercio Internazionale (ICC) in Svizzera. L’anno scorso, gli arbitri hanno ordinato a Gazprom di pagare 1,37 miliardi di dollari più le spese.
La scorsa settimana, un tribunale dell’Astana International Financial Centre (AIFC) ha riconosciuto il lodo svizzero. La decisione del tribunale dell’AIFC ha segnato la prima volta in cui un tribunale pubblico straniero ha autorizzato il recupero coatto di beni nei confronti di Gazprom in relazione a questo specifico lodo arbitrale da 1,4 miliardi di dollari all’interno della propria giurisdizione. L’AIFC è una zona finanziaria ed economica speciale in Kazakistan che opera in base a un quadro giuridico unico fondato sui principi della common law inglese. La legge applicabile dell’AIFC si basa sulla Costituzione del Kazakistan, ma incorpora esplicitamente i principi, la legislazione e i precedenti del diritto dell’Inghilterra e del Galles.
Però, a questo punto, il governo kazako è intervenuto, con il ministro della Giustizia Sarsembayev che ha affermato che lo Stato non autorizzerà alcun sequestro o vendita forzata dei beni di Gazprom. Questo rapido blocco politico mantiene l’equilibrio strategico del Kazakistan, proteggendo i suoi legami bilaterali profondamente radicati con la Russia in vista della prossima visita di Vladimir Putin ad Astana. La Russia e il Kazakistan mantengono un’enorme alleanza economica strategica, con un fatturato commerciale bilaterale che sfiora i 30 miliardi di dollari all’anno.
La Russia rimane il principale partner commerciale e di investimento del Kazakistan, mentre il Kazakistan funge da corridoio vitale per il commercio russo, navigando nell’integrazione regionale ed evitando le sanzioni secondarie occidentali. La Russia è profondamente radicata nel settore energetico del Kazakistan: un consorzio internazionale guidato dalla russa Rosatom ha avviato la costruzione della prima centrale nucleare del Kazakistan.
I due paesi condividono il confine continuo più lungo del mondo e stanno rapidamente espandendo i corridoi di trasporto e gli hub logistici per collegarsi con i più ampi mercati asiatici ed eurasiatici. Per questo motivo è impossibile, per le autorità di Astana, applicare il lodo arbitrale, nonostante le decisioni di un proprio tribunale.







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