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L’Eliseo nel mirino: perquisizioni per corruzione sulle cerimonie al Panthéon. Fine ingloriosa per Macron?
Clamorosa perquisizione all’Eliseo per corruzione. Indagati gli appalti milionari per le cerimonie al Panthéon: l’ombra del clientelismo segna l’ingloriosa fine dell’era Macron.

L’Eliseo non è più un fortino inespugnabile. Giovedì 21 maggio 2026, gli inquirenti della Procura Nazionale Finanziaria (PNF) francese hanno varcato i cancelli della residenza ufficiale di Emmanuel Macron per una perquisizione che ha del clamoroso. L’accusa non è di poco conto: si indaga per favoritismi, traffico d’influenze e corruzione.
Al centro del ciclone non ci sono intrighi di spionaggio internazionale, ma un affare molto più profano e squisitamente economico: l’organizzazione delle cerimonie di ingresso al Panthéon, il tempio laico dove la Repubblica onora le sue figure più illustri. Secondo le indagini, portate alla luce dal caustico e sempre ben informato Le Canard Enchaîné, per oltre vent’anni la stessa società, la Shortcut Events, avrebbe beneficiato di una sorta di monopolio di fatto nell’aggiudicazione di questi lucrosi appalti pubblici.
I numeri del caso
Per rispondere a un dubbio legittimo: l’accusa principale non è semplicemente quella di aver “gonfiato i costi” (sebbene 2 milioni a evento siano una cifra enorme), ma la mancanza totale di concorrenza.
Secondo le indagini, svelate dal Canard Enchaîné, per oltre vent’anni la stessa società di eventi, la Shortcut Events, ha goduto di un monopolio di fatto. L’accusa di “favoritismo e presa illegale di interessi” nasce dal fatto che questa azienda avrebbe vinto sistematicamente i contratti pubblici per organizzare queste celebrazioni, aggirando le normali regole del mercato e dei bandi di gara pubblici. Possibile che nessuno abbia fatto una gara seria in 20 anni, che non sia mai emersa concorrenza per gestire delle manifestazioni milionarie, relativamente semplici? La perquisizione nel Palazzo Presidenziale aveva proprio la finalità di trovare i documenti relativi a queste gare, o meglio alla loro assenza.
Ecco un quadro dei costi per lo Stato emersi dalle indagini:
| Personalità inserita al Panthéon | Anno dell’evento | Costo stimato |
| Josephine Baker (attivista e cantante) | 2021 | ~ 2.000.000 € |
| Missak Manouchian (poeta e partigiano) | 2024 | ~ 2.000.000 € |
La Shortcut Events ha inoltre gestito l’80° anniversario dello sbarco in Normandia. Va precisato che questa gestione opaca non riguarda solo l’era Macron, ma affonda le radici anche nei mandati di François Hollande e Nicolas Sarkozy.
Uno scudo costituzionale sempre più fragile
L’ironia di questa vicenda emerge chiara quando si osserva la reazione del Palazzo. Già ad aprile, un primo tentativo di perquisizione era stato respinto invocando sdegnosamente l’immunità costituzionale della presidenza. Questa volta, l’operazione è stata preceduta da complesse “consultazioni istituzionali” e l’Eliseo ha dovuto cedere il passo, affrettandosi a dichiarare che il presidente non è l’obiettivo diretto della PNF e che il segreto di Stato è stato preservato. Insomma gli inquirenti hanno trovato solo i documenti che si è voluto far loro trovare.
Tuttavia, il danno d’immagine per la Repubblica è ormai servito. Il Panthéon, antico edificio dedicato ai “grandi uomini” (e donne, come Marie Curie) della nazione, vede le sue celebrazioni più nobili opacizzate dal sospetto delle tangenti. Si celebrano i grandi uomini, e dietro qualcuno ci fa, evidentemente, la cresta.
La presidenza Macron rischia davvero di chiudersi male. Perfino le maggiori celebrazioni onorifiche francesi si ammantano di corruzione. Macron se ne andrà nel 2027, dopo aver piazzato i suoi uomini nelle posizioni chiave per continuare a governare in incognito.







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