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Caos in Medio Oriente, il Pakistan corre ai ripari: una maxi-riserva a Gwadar per blindare il greggio in caso di guerra

Dopo il caos nello Stretto di Hormuz, il Pakistan corre ai ripari: svelato il piano per una “Energy City” a Gwadar. Kuwait e Golfo pronti a creare riserve strategiche per blindare l’approvvigionamento energetico di Islamabad in caso di guerra.

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Il Pakistan sta incoraggiando i produttori di petrolio del Golfo Persico a costituire riserve di greggio in una “Energy City” in progetto nei pressi di uno dei suoi porti, come ha riportato venerdì The Express Tribune. Un mdo amichevole e indiretto per assicurarsi il controllo del petrolio del Golfo.

“In caso di emergenze come lo scoppio di una guerra, il Pakistan avrà il diritto di prelazione sull’utilizzo delle riserve petrolifere”, ha dichiarato un funzionario pakistano al giornale, mostrando la vera finalità della risposta.

Il Pakistan, che al momento non dispone di riserve di greggio da utilizzare come riserva in caso di emergenza, è stato duramente colpito dalla crisi mediorientale e sta negoziando con l’Iran per garantire il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

Il Pakistan intende creare una cosiddetta “Città dell’Energia” nel porto di Gwadar e, secondo The Express Tribune, il Kuwait ha già espresso interesse a costituire riserve di greggio in quella sede.

Il porto di Gwadar, con la sua forma peculiare

Il Pakistan “ha in programma di creare una ‘Città dell’Energia’ dove saranno costruite riserve strategiche di petrolio insieme a terminali per GNL e GPL”, ha dichiarato il funzionario al giornale.

Il ministro federale pakistano per gli Affari marittimi, Muhammad Junaid Anwar Chaudhry, ha chiesto ai funzionari kuwaitiani di valutare siti di stoccaggio di greggio, GPL e GNL con la potenziale creazione di strutture di stoccaggio in regime di deposito doganale a noleggio, che potrebbero sostenere i flussi commerciali regionali e migliorare l’efficienza della catena di approvvigionamento nel commercio energetico.

Il Pakistan – che nelle ultime settimane ha mediato i colloqui tra Stati Uniti e Iran – sta negoziando per far uscire il GNL del Qatar dal Golfo Persico per la prima volta dall’inizio della guerra.

Il Pakistan si è affidato per anni alle forniture di GNL a termine del Qatar, ma la guerra in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz hanno portato all’interruzione della produzione e delle esportazioni di GNL del Qatar.

Senza il GNL del Qatar, il Pakistan è stato sconvolto da una crisi energetica sempre più grave, con interruzioni di corrente e razionamento del carburante.

Grazie a un accordo bilaterale tra Pakistan e Iran, due navi che trasportano GNL del Qatar sono ora in rotta verso il Pakistan dopo aver attraversato con successo lo Stretto di Hormuz nei giorni scorsi.

Ovviamente questa proposta del Pakistan è molto comoda per Islamabad, ma, per esempio, sarà molto meno radita all’India, che vedrebbe una propria importante fonte energetica controllata dal proprio avversario storico. Sono abbastanza sicuro che a questa proposta ne seguirà una, altrettanto, se non più conveniente, da parte di Nuova Delhi. Comunque, perché i Paesi del Golfo dovrebbero preferire queste soluzioni ad altre, ad esempio, nel Mediterraneo?

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