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Il disastro velenoso che minaccia il Galles: la drammatica denuncia di Michael Sheen sui veleni eterni
‘attore Michael Sheen svela il dramma dei veleni industriali sepolti in Galles: tra rischi per la salute e comuni a un passo dalla bancarotta per i costi di bonifica.

Migliaia di tonnellate di sostanze chimiche tossiche giacciono sepolte sotto i terreni del Galles. Questo veleno invisibile rischia di scatenare una catastrofe ecologica ed economica per l’intero Regno Unito, e un famoso abitante di questa terra, un tempo selvaggia, ha deciso di farsi avanti per denunciarlo.
Chi è Michael Sheen e la sua battaglia per la verità
Michael Sheen è un famoso attore gallese, noto in tutto il mondo per i suoi ruoli al cinema e in teatro, fra cui “Frost vs Nixon” e “Good Omen”. Da quasi dieci anni, però, l’artista si trova al centro di un’inchiesta dai contorni drammatici.
Tutto è iniziato per caso mentre leggeva una voce di Wikipedia. L’attore si è imbattuto nella storia di Brofiscin Quarry, una vecchia cava nel Galles del Sud usata come discarica abusiva di rifiuti industriali per anni, il tutto ignorato dalle comunità locali.
A denunciare lo scempio era Douglas Gowan, un ex consulente agricolo e whistleblower che ha combattuto per cinquant’anni contro governi, comuni e grandi aziende che avevano fatto di questo luogo la via di fuga dallo smaltimento ad alto costo dei prodotti chimici tossici, come i famosi “Forever chemicals” , i PFAS, prodotti chimici fortemente pericolosi che, tra l’altro, non decadono nel tempo, in quinando per l’eternità , o quasi.

Broviscin Quarry
Sheen ha rintracciato Gowan nel 2016 per intervistarlo e registrarne le testimonianze. Soltanto due mesi dopo quelle riprese, il testimone è deceduto, lasciando all’attore un immenso archivio di documenti e la responsabilità di non tacere.
Dopo anni di sforzi, la storia è diventata un podcast per la BBC e ora una docuserie televisiva in due puntate intitolata Buried with Michael Sheen.
L’incubo dei “forever chemicals” e la paura del contagio
Al centro dell’inchiesta ci sono i PCB (policlorobifenili). Negli anni ’60 queste sostanze venivano considerate miracolose per la loro resistenza al calore e al deterioramento.
Oggi sappiamo che i PCB sono classificati come cancerogeni di Gruppo 1 e sono stati messi al bando a livello globale. Il problema è che non si degradano mai e rimangono nell’ambiente per sempre. Sono “Forever Chemicals” per eccellenza, destinati a devastare l’ambiente a lunghissimo termine.
Tra i principali produttori e responsabili dello sversamento figura il colosso industriale Monsanto, che ha sotterrato tonnellate di scarti velenosi nei terreni gallesi. Oggi questi composti tossici si trovano nel suolo, nelle acque, nella catena alimentare e persino nel sangue dei cittadini.
Lo stesso Michael Sheen ha raccontato il panico provato durante le riprese nei pressi dei siti contaminati. Dopo aver camminato sulla terra infetta, si è fermato al primo benzinaio per lavare le scarpe con la pompa dell’acqua, tormentato dal timore di portare il veleno a casa.
Le conseguenze economiche: chi paga il conto della bonifica?
Lvicenda mette a nudo un drammatico nodo economico e gestionale. La decontaminazione dei siti richiede investimenti finanziari enormi. Le grandi multinazionali responsabili dello sversamento hanno cambiato forma nel tempo. Tra fusioni, scissioni e cambi di denominazione, i soggetti giuridici originari sono diventati inafferrabili per la giustizia. Monsanto non esiste neppure più, assorbita dal gruppo Bayer, ma i veleni da lei prodotta sono ben presenti. .
I piccoli enti locali , che si trovano a gestire il distastro, si trovano intrappolati in un vicolo cieco:
- Bilanci insufficienti: I comuni locali non dispongono delle risorse finanziarie necessarie per sostenere opere di bonifica così imponenti.
- Rischio di dissesto: Se una giunta comunale provasse a finanziare l’intervento da sola, si ritroverebbe immediatamente in stato di bancarotta.
- Inazione forzata: La mancanza di fondi spinge gli enti locali a ritardare le analisi dei terreni per evitare di dover gestire una patata bollente. Intanto questi veleni continuano ad avvelenare la gente e, soprattutto , le produzioni agricole locali.

Incidenza dei tumori in Galles e Inghilterra centrale
Il fallimento del mercato e la necessità dell’intervento pubblico
L’inchiesta condotta da Sheen insieme ai giornalisti investigativi Dan Ashby e Lucy Taylor dimostra il fallimento del libero mercato nella gestione delle esternalità negative. La minaccia non riguarda solo i vecchi PCB sotterrati nei decenni scorsi. Oggi vengono prodotte migliaia di nuove sostanze chimiche persistenti, usate in abiti, divani e prodotti di uso quotidiano. Nel frattempo il Galles è una delle regioni dove è più probabile morire di tumore.
Negli Stati Uniti si sta cercando di correre ai ripari con fondi federali destinati alla pulizia dei siti inquinati. Nel Regno Unito, al contrario, manca ancora una strategia pubblica coordinata e adeguata. Tutto è scaricato sui cittadini e sugli abitanti che vivono il dramma inconsapevoli , e sugli agricoltori, che non hanno idea di quale problema stiano per affrontare.







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