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Il Canada sorprende Washington: l’ombra del caccia GCAP sul contratto degli F-35
Mentre i costi dell’F-35 americano esplodono fuori controllo, il Canada guarda all’Europa e all’Italia: la mossa a sorpresa di Ottawa rischia di spezzare lo storico monopolio degli Stati Uniti nel Nord America.

Il governo canadese ha appena lanciato un sasso in uno stagno finora molto tranquillo. In una mossa inaspettata, il ministro della Difesa di Ottawa ha dichiarato un interesse ufficiale per il Global Combat Air Program (GCAP), il caccia di sesta generazione a guida anglo-italo-giapponese, noto anche come Tempest. Una decisione che, se confermata, potrebbe ridisegnare gli equilibri industriali e militari di tutto il Nord America.
Ma perché il Canada, che ha già un contratto in corso per l’acquisto del caccia americano F-35, sta improvvisamente guardando oltreoceano?
Dietro questo colpo di scena si intrecciano calcoli economici sempre più stringenti e una crescente tensione politica con Washington. Ottawa si trova ad affrontare un conto statale che continua a salire vertiginosamente. Nel 2019, la spesa prevista per 88 F-35 era stimata in 19 miliardi di dollari. Oggi, la cifra è schizzata a 27,7 miliardi, e senza contare armi e nuove basi. Uno scostamento di bilancio enorme, che drena risorse pubbliche e spinge il governo a cercare alternative.
In questo clima teso prende quota l’opzione dello split-buy, ovvero l’acquisto diviso. Il Canada si è già impegnato a comprare 16 F-35 per iniziare a sostituire i suoi vecchi jet CF-18, ma il resto della futura flotta aerea potrebbe essere composto da un aereo del tutto diverso. Il Canada, secondo Asahi Shimbun era ià osservatore del progetto.
Ecco i motivi che rendono il Tempest (GCAP) una prospettiva interessante, e le conseguenze economiche di questa svolta:
- Distanze estreme e carichi pesanti: Il progetto del GCAP prevede un aereo con un’autonomia di volo enorme e una capacità di trasportare armi quasi doppia rispetto all’F-35. Per un Paese con confini artici sterminati come il Canada, poter pattugliare le zone ghiacciate senza continui rifornimenti in volo è ritenuto vitale per frenare le pressioni russe e cinesi. Inoltre Si prevede che il caccia avrà un armamento missilistico con gittata molto superiore a qualsiasi missile ora in servizio in questi paesi.
- Il prezzo del doppio binario: Scegliere due aerei differenti impone allo Stato di pagare due volte per la manutenzione e per l’addestramento dei piloti. È una spesa logistica poco efficiente. Tuttavia, rinunciare al monopolio di un singolo fornitore americano garantisce a Ottawa di non essere del tutto dipendente dalle decisioni di Washington in caso di future crisi commerciali.
- Il nodo delle ricadute economiche: Entrare nel programma GCAP oggi, anche solo come “osservatore”, difficilmente garantirà al Canada i grandi benefici industriali e occupazionali riservati a Italia, Regno Unito e Giappone. Un probabile acquisto “chiavi in mano” peserà sui conti pubblici senza stimolare direttamente le fabbriche locali, un compromesso amaro per le finanze statali. Comunque questo passaggio verrà trattato profondamente fra le parti.
Se il Canada dovesse davvero affiancare il jet GCAP all’F-35, assisteremmo a una rottura storica. Fino ad oggi, la difesa del Nord America è stata un’esclusiva quasi totale dell’industria statunitense. Aprire le porte a un consorzio europeo e asiatico significa per il Canada voler camminare con le proprie gambe.
I tempi, però, restano il vero nemico. Il caccia Tempest non volerà nei reparti operativi prima del 2035. Nel frattempo, il Canada dovrà investire cifre altissime per mantenere operativi i suoi vecchi e stanchi caccia Hornet, un intervento sempre più costoso e difficile. Una scommessa al buio, dove la necessità di indipendenza dovrà fare i conti con i rigidi limiti del bilancio dello Stato.







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