EconomiaFinanza
Il 25enne che divenne miliardario con l’IA e perse quasi tutto in 24 ore
Da 45 miliardi a un crollo del 67% in pochi giorni. La drammatica caduta di Leopold Aschenbrenner, il 25enne che ha usato la leva finanziaria per scommettere sull’IA, perdendo tutto alla prima correzione di mercato.

Leopold Aschenbrenner ha solo 25 anni. Fino a poche settimane fa, Wall Street lo venerava come il “Nostradamus dell’Intelligenza Artificiale”. Guidava un fondo speculativo arrivato a gestire la cifra mostruosa di 45 miliardi di dollari. Poi, l’illusione si è infranta contro la dura realtà dei mercati.
In pochi giorni, il suo fondo Situational Awareness è crollato del 67%. Una discesa agli inferi culminata giovedì scorso, a due giorni dal suo matrimonio.
Accerchiato dai creditori, il giovane prodigio è stato costretto a svendere in blocco il suo intero portafoglio pubblico. Il compratore? Citadel, uno dei più spietati predatori della finanza americana, che, ovviamente, ha comprato al proprio massimo profitto, e alla massima perdita per il fondo. La finanza è un gioco a somma zero.
Come si passa dalla gloria assoluta al rischio di bancarotta in meno di un mese? La risposta è semplice e antica: avidità e leva finanziaria.
Tutto inizia nel 2024. Aschenbrenner, ex ricercatore di OpenAI licenziato in modo controverso, pubblica un saggio virale. Prevede un boom inarrestabile per le infrastrutture fisiche legate all’IA: data center, energia, microchip.
Convince giganti della Silicon Valley a finanziarlo. Nasce il suo hedge fund, con una tesi di investimento aggressiva e spregiudicata.

Leopold Aschenbrenner
I primi risultati sono sbalorditivi. I numeri registrati fino a giugno 2026 sembrano fantascienza:
- +1551% di rendimento dalla creazione del fondo nel 2024.
- +439% incassato solo nel primo semestre del 2026.
- 45 miliardi di dollari in gestione al picco di luglio.
Il portafoglio era imbottito di colossi come Nvidia, Broadcom e Taiwan Semiconductor. Quando i chip volavano, Aschenbrenner stampava miliardi, ma a Wall Street i miracoli non durano. Per pompare questi rendimenti, il ragazzo ha usato un trucco pericoloso: il denaro in prestito.
Alcune delle sue posizioni usavano una leva finanziaria fino a quattro volte il capitale reale. Significa che se il mercato sale, guadagni quadruplo. Se scende, sei finito, perché quadruplichi le perdite. E a luglio 2026, il mercato è sceso. I dubbi sulla reale redditività dell’IA hanno scatenato forti vendite sui titoli tecnologici.
Ecco come hanno chiuso il mese alcune delle sue scommesse principali:
| Società | Settore | Crollo a Luglio 2026 |
| SK Hynix | Microchip (Sud Corea) | -30% |
| Oracle | Software / Cloud | -20% |
| AMD | Semiconduttori | -20% |
Contemporaneamente, le sue scommesse ribassiste contro aziende storiche come Adobe gli si sono ritorte contro. Il portafoglio, poco diversificato, ha iniziato a perdere, e abbondantemente. La diversificazione non è, di per sè, riduzione del rischio, ma sicuramente la concentrazione aumenta il rischio.
Qui emerge l’inesperienza. Invece di tagliare le perdite, il giovane si è ostinato. Il 24 luglio ha scritto agli investitori definendo il crollo “la migliore opportunità di acquisto dal 2025”. Chiedeva altri soldi. Nessuno gli ha staccato l’assegno.
Pochi giorni dopo è scattata la trappola. I broker hanno avviato le famigerate “margin call”. Volevano garanzie immediate per coprire i prestiti. Soldi che Aschenbrenner non aveva in cassa. Per evitare la liquidazione totale, ha dovuto vendere 10 miliardi di dollari di asset a Citadel in meno di 24 ore. A prezzi di saldo e realizzando le massicce perdite sino a ieri sulla carta.
Il fondo si è dimezzato. “Vi abbiamo deluso questo mese”, ha scritto in una lettera mortificata ai suoi clienti.
La lezione è amara. Chi usa la leva finanziaria non può permettersi di avere ragione troppo presto, o di subire la minima flessione.
Questa mania dell’azzardo a debito sull’IA non colpisce solo i giovani miliardari. In Corea del Sud, l’uso sconsiderato della leva per comprare azioni sui microchip ha appena bruciato i risparmi di oltre 300.000 piccoli investitori. I broker non fanno sconti a nessuno. Quando i prezzi scendono, o paghi, o ti vendono tutto a forza. Il mercato, alla fine, presenta sempre il conto. Chi ha esperienza e ha visto molte crisi lo sa. Il giovane che pensa di aver fatto la scoperta finanziaria del secolo, no.







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