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Il Blocco Navale USA Soffoca l’Iran: Raffinerie a Rischio e Caccia Americani in Azione

Il blocco navale americano strozza l’Iran: scorte di petrolio al limite, raffinerie a rischio e caccia USA che aprono il fuoco nel Golfo per fermare le petroliere. Tutti i dettagli dello stallo.

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L’azione degli Stati Uniti nel Golfo sta mostrando i suoi effetti concreti. Quella che doveva essere una pressione di natura militare si sta trasformando in un vero e proprio “conto alla rovescia” per l’industria petrolifera iraniana. Le esportazioni sono di fatto ferme e le conseguenze pratiche iniziano a farsi sentire in modo evidente.

L’ammissione di Teheran: le Raffinerie sono al limite

In un’intervista riportata dal New York Times, Hamid Hosseini, esperto del settore petrolifero e membro della commissione energia della Camera di Commercio iraniana, ha fatto un’ammissione chiara e inaspettata sulle gravi difficoltà interne. Le sue parole descrivono una situazione al limite:

“Il blocco marittimo è una minaccia molto più grave persino della guerra, e l’attuale stallo deve essere rotto perché l’esportazione del nostro petrolio e della nostra energia, e il destino delle nostre raffinerie, è ora a rischio.”

Il blocco imposto dagli Stati Uniti sta tagliando le entrate fondamentali per il Paese. L’Iran è ora costretto a cercare vie alternative, e spesso meno efficaci, attraverso i piccoli porti sul Mar Caspio o tramite i Paesi vicini. Le vie di terra con il Pakistan, ad esempio, sono attive, ma logisticamente scomode

I dati dello Stallo Logistico

I numeri confermano la gravità del momento. Secondo i dati forniti dagli analisti di Kpler, dal 13 aprile nessuna petroliera carica è riuscita a uscire dallo stretto. Questo crea un enorme problema pratico: il Paese sta esaurendo lo spazio fisico dove conservare il petrolio che continua ad estrarre.

FonteStima Tempo Rimanente per lo Stoccaggio
Homayoun Falakshahi (Kpler)25 – 30 giorni
Altri analisti del settoreDa alcune settimane a oltre un mese
Stime precedentiCirca 15 giorni iniziali

Come sottolineato dagli esperti, la strategia americana punta proprio a questo: mettere una precisa scadenza sulla testa della Repubblica Islamica. Se non si sblocca la situazione, l’Iran non avrà più dove mettere il proprio greggio e inizieranno a fermare le estrazioni. Ricordiamo che in Iran, per mantenere la pressione sotterranea nei giacimenti, si inietta acqua. Quando si riprendesse l’estrazione per settimane si estrarrebbe questa acqua, non il petrolio. Lo stop non sarebbe immediatamente riversibile.

Nessuna tregua: i caccia USA aprono il fuoco

Le voci di una possibile pausa nelle operazioni navali americane sono state smentite dai fatti. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha confermato che l’imposizione del blocco è ancora attiva, totale e applicata con la forza.

Il 6 maggio, nelle acque del Golfo di Oman, si è verificato un raro scontro a fuoco:

  • la MT Hasna

    La MT Hasna

    La petroliera M/T Hasna, battente bandiera iraniana, ha tentato di dirigersi verso un porto del Paese.

  • Dopo aver ignorato i ripetuti avvisi via radio delle forze americane, un caccia F/A-18 Super Hornet, decollato dalla portaerei USS Abraham Lincoln, è intervenuto direttamente.

  • Il jet ha sparato diversi colpi con il cannone da 20 mm, disabilitando il timone della nave per impedirne il transito.

Il Pentagono ha ribadito che “il blocco degli Stati Uniti contro le navi che tentano di entrare o uscire dai porti iraniani rimane pienamente in vigore”.

La Diplomazia lavora a rilento

Mentre nel Golfo si spara, i tavoli diplomatici cercano una via d’uscita, ma i passi sono molto lenti. Tramite mediatori pakistani, Stati Uniti e Iran stanno provando a scrivere un documento di 14 punti per creare almeno una base di dialogo per “un mese di colloqui”. Tuttavia, l’Iran chiede come unica soluzione la fine permanente del blocco e il ripristino del passaggio navale.

Anche Pechino si è mossa. In un incontro con il ministro degli Esteri iraniano Araghchi, il ministro cinese Wang Yi ha chiesto una riapertura rapida dello Stretto. La Cina, che ha bisogno che il petrolio iraniano torni a fluire, spinge per un cessate il fuoco immediato, mentre Washington continua a chiedere a Pechino di usare la sua influenza per far cedere Teheran. Sicuramente questo tema sarà al centro dei colloqui USA-Cina che si svolgeranno a breve a Pechino, questa volta direttamente fra Trump e Xi Jinping.

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