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Germania nel baratro politico: l’82% dei tedeschi boccia Merz, la CDU sprofonda sotto il 20% mentre il Paese si impoverisce
Sondaggio choc in Germania: l’82% dei cittadini boccia il cancelliere Merz e il 60% dichiara di essersi impoverito. La CDU crolla al 19%, staccata di 10 punti dall’AfD.

Il malcontento verso il cancelliere Friedrich Merz e il suo esecutivo ha toccato un livello mai visto nella storia recente tedesca. Secondo l’ultima rilevazione dell’istituto Insa, un clamoroso 82% dei cittadini boccia senza appello l’operato del capo del governo e della sua coalizione rosso-nera.
Resta appena un 13% di irriducibili a dirsi soddisfatto.
Per capire la velocità di questo crollo verticale basta guardare indietro di pochi mesi. A gennaio gli insoddisfatti erano il 67% e i favorevoli il 24%: in meno di un anno, la fiducia residua verso la cancelleria si è quasi dimezzata, peggiorando di altri due punti solo rispetto a inizio ottobre.
Alla base dio tutto c’è l’economia e il benessere delle persone, che viene avvertito in forte ribasso. Infatti la radice di questa disfatta sta tutta nel portafoglio delle famiglie e nella contrazione dell’economia reale. I numeri dell’istituto di ricerca parlano chiaro sul vissuto quotidiano dei cittadini:
- Il 60% dei tedeschi dichiara che la propria situazione economica e personale è peggiorata dall’insediamento del governo tra conservatori e socialdemocratici.
- Il 29% non vede alcun cambiamento.
- Appena il 6% percepisce un miglioramento concreto delle proprie condizioni di vita.

Sono molti più quelli che si sentono peggio, rispetto a quelli che non hanno visto cambiare la propria situazione e quelli che l’han vista migliorare
Quando un esecutivo si ostina a difendere vecchi vincoli contabili, trascurando gli investimenti pubblici, il costo dell’energia e il sostegno alla domanda interna, il risultato è matematico. Se comprimi i redditi reali e lasci spegnere la manifattura, i cittadini se ne accorgono subito alla cassa del supermercato o guardando le bollette.
La presunta ricetta salvifica della “Große Koalizione” si sta rivelando un boomerang elettorale senza precedenti. Nel trend domenicale sulle intenzioni di voto, l’Unione (CDU/CSU) perde un altro punto e scivola sotto la soglia psicologica del 20%, fermandosi a un misero 19%.
In testa resta saldamente l’AfD al 29%.
Ci sono esattamente dieci punti percentuali di distacco a livello nazionale tra la destra sovranista e il partito del cancelliere. Un divario che mostra come i cordoni sanitari costruiti nei palazzi di Berlino non servano a fermare l’emorragia di consensi, ma finiscano solo per logorare chi governa senza dare risposte alla crisi.
| Partito | Intenzioni di voto (Insa) | Variazione settimanale |
| AfD | 29% | Stabile |
| CDU/CSU | 19% | -1% |
| Verdi | 15% | Stabile |
| SPD | 14% | Stabile |
| Die Linke | 10% | Stabile |
| FDP | 5% | Stabile |
Sommando il 19% dei conservatori al 14% dei socialdemocratici della SPD, i due partiti al comando raccolgono ormai appena un terzo dell’elettorato complessivo. Questa coalizione sembra non avere nessun futuro.
In Germania non si intravede alcun miglioramento politico all’orizzonte, perché manca il coraggio di cambiare rotta economica. Finché Berlino continuerà a ignorare l’impoverimento del ceto medio per inseguire dogmi di bilancio ormai fuori dal tempo, il solco tra le istituzioni e il Paese reale è destinato ad allargarsi ancora. Anche se AfD sembra aver rallentato o fermato la propria crescita, non c’è comunque nessun miglioramento per i partiti al governo.








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