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Germania, la stretta di Merz: taglietti fiscali e pugno di ferro sui lavoratori. Ma la coalizione scricchiola già
La coalizione CDU-SPD vara una riforma che taglia i bonus casa, aumenta i contratti a termine a 4 anni e impone il certificato medico dal primo giorno di malattia. Nuove tasse da 1,5 miliardi sulle aziende, mentre la SPD fa già marcia indietro e AfD vola nei sondaggi. Sembra l’Italia

Il governo di Berlino lancia un piano lacrime e sangue mascherato da riforma epocale. La nuova coalizione CDU/CSU-SPD ha firmato un accordo che introduce controlli rigidissimi sui dipendenti privati e tagli ai sussidi, nel disperato tentativo di rimettere in sesto i conti pubblici della locomotiva tedesca. Una svolta rigida che rischia di gelare i consumi e spaventare i mercati.
Dietro la promessa di un alleggerimento fiscale da 10 miliardi di euro dal 2027, la realtà dei numeri per i cittadini è molto diversa. Per i redditi bassi e medi i vantaggi reali saranno minimi, con sconti di poche decine di euro al mese a famiglia. Al contrario, la scure si abbatte sulla vita quotidiana dei lavoratori con regole severissime sui giorni di malattia.
La fine del welfare flessibile: certificati dal primo giorno
La misura che sta sollevando un polverone riguarda i controlli medici. Il governo ha deciso di eliminare i certificati di malattia telefonici, introdotti durante la pandemia. Non solo: scatta l’obbligo di presentare il certificato medico fin dal primo giorno di assenza, con sanzioni pesanti per i medici troppo permissivi. Sinora si poteve arrivare sino a due settimane senza presentare certificato, con semplice comunicazione. Un irrigidimento per un paese che era ai vertici delle assenze sul lavoro.
Il mercato del lavoro subisce una forte deregulation (liberalizzazione). I contratti a tempo determinato senza causale potranno durare fino a 48 mesi, il doppio rispetto a oggi, con la possibilità di essere rinnovati per sei volte. Diventa anche molto più facile licenziare i dirigenti e i dipendenti con redditi alti, fino a 15.000 euro al mese. Un alleggerimento e una leggera fludificazione del lavoro.
Anche sulle pensioni vengono previste nuove regole che porteranno a un aumento dell’età pensionabile e l’eliminazione della possibilità di andare in pensione a 63 anni in modo anticipato.
Le misure fiscali del pacchetto Merz
Vediamo un po’ quali sono, concentrate, le principali misure economiche del governo Merz per il 2027:
| Misura | Vecchia Regola | Nuova Regola (dal 2027) |
| Aliquota massima “Ricchi” | 45% oltre 277.826 € | 45% da 250.000 € / 47% oltre 280.000 € |
| Bonus Lavori in Casa | Detrazione del 20% (max 1.200 €) | Detrazione del 15% (max 900 €) |
| Tassa sui Mini-Job | Aliquota forfettaria al 2% | Aliquota forfettaria al 5% |
| Contratti a termine | Massimo 24 mesi | Massimo 48 mesi (fino a 6 rinnovi) |
Alla fine tutta la manovra economica del governo si concentra su qualche ritocco fiscale, ovviamente a sfavore di aziende e cittadini, e in una stretta sugli eccessi di assenze sul lavoro. Un po’ come un governo italiano che pensasse di risollevare l’economia italiana con una maggiore lotta all’evasione. Sappiamo già benissimo come va a finire.
Nuove tasse sulle imprese: un altro miliardo sulla produzione
Per finanziare i piccoli sgravi ai redditi medi, il governo rimodula l’imposta patrimoniale sui redditi più alti. Secondo i calcoli dell’Istituto Economico Tedesco (IW), questa mossa colpirà duramente il settore produttivo. Le imprese familiari subiranno un aggravio compreso tra 1 e 1,5 miliardi di euro all’anno.
Si tratta di una mazzata pesante per un settore industriale già bastonato dalla crisi energetica e dal calo dell’export. Meno liquidità per le aziende significa meno investimenti in tecnologia e meno assunzioni nei prossimi anni. La Confindustria tedesca ha già espresso forte preoccupazione per la tenuta del sistema produttivo. Però questa è la cura del governo Merz, che dovrebbe proprio rappresentare questi ceti produttivi.
Dietrofront SPD e l’ombra di AfD
L’accordo è appena stato siglato, ma a Berlino i partiti stanno già facendo marcia indietro. Esponenti di primo piano della SPD hanno iniziato a relativizzare la norma più dura, quella del certificato medico dal primo giorno, spaventati dalle proteste dei sindacati. Questa indecisione dimostra la fragilità politica della coalizione nero-rossa.
L’instabilità gioca a favore delle opposizioni. Nei territori dell’ex Germania Est, a partire dalla Turingia, il partito di destra AfD (Alternative für Deutschland) continua a crescere nei sondaggi. I cittadini, delusi da riforme che complicano la vita quotidiana senza far ripartire l’economia reale, cercano risposte fuori dai partiti tradizionali. C’è qualcuno che potrebbe dare loro torto?







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