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Germania: finita la festa, arriva il conto. Bund 30 anni all’asta al 3,68%, spesa corrente in esplosione
L’asta dei Bund trentennali al 3,68% suona il campanello d’allarme, e il deficit al 3,1% eguaglia quello italiano. Eppure, con un costo medio del debito fermo al 2,0% grazie a una scadenza media di 7,7 anni, il vero salasso non sono gli interessi (cresciuti solo di 2,8 miliardi), ma l’esplosione delle uscite correnti (+6,1%).

Il messaggio che arriva oggi dai mercati finanziari è chiaro: il “free lunch” della Germania è finito, e il futuro sarà anche peggio per Merz e i suoi successori. Il 26 agosto 2026, la Bundesbank ha collocato Bund a 30 anni per circa 9,8 miliardi di euro a un rendimento medio del 3,68%, in lieve rialzo rispetto al 3,65% dell’asta precedente. Nonostante la domanda sia stata robusta (il rapporto di copertura è schizzato da 1,3 a 3,6 volte, segno che il piazzamento non è un problema) il segnale è chiaro ed esplicito: il debito tedesco si finanzia a tassi che non si vedevano da oltre un decennio. Del resto sul secondatio il trentennale tedesco supera il 3,7:
Il dato che fa più rumore, però, è il deficit del primo semestre 2026: 71,3 miliardi di euro, pari al 3,1% del PIL. Un livello che la Germania non toccava dal 2021, l’anno della pandemia, e che la colloca – guarda caso – sulla stessa soglia dell’Italia, il cui deficit dovrebbe chiudere il 2026 al 2,9%. Soprattutto pone la Germania sopra i vincoli di bilancio europei del 3% e quindi, teoricamente, in procedura d’infrazione. Però sono tedeschi, per loro le regole sono sempre speciali.
Eppure, concentrarsi sugli interessi sarebbe fuorviante. Da un lato è vero, nel primo semestre 2026 gli interessi passivi sono saliti a 27,3 miliardi, con un balzo dell’11,6% rispetto all’anno precedente, ma l’aumento degli interessi (2,8 miliardi) spiega meno dell’8% del deterioramento complessivo del deficit, cresciuto di 36,6 miliardi. Il resto è spesa corrente, che è aumentata del 6,1% a fronte di entrate cresciute solo del 2,8%.
Perché il costo del servizio del debito resta, per ora, un problema secondario? Perché la Germania si è costruita un paracadute, con l’aiuto del fato e della BCE (di Draghi). La scadenza media del debito federale è di 6,94 anni, frutto di una strategia di emissione che per anni ha privilegiato il lungo termine. Oggi, il costo medio di tutto lo stock di debito (2,73 trilioni di euro) è appena del 2,0%, molto lontano dal 3,68% richiesto oggi per un nuovo Bund trentennale. La Germania sta ancora raccogliendo i frutti dei tassi zero dell’era “Whatever it takes” di Draghi e del periodo COVID, quando si è indebitata a costi irrisori. Quel vantaggio, però, si eroderà con il tempo, man mano che i vecchi bond verranno rimborsati e rifinanziati a tassi molto più alti.
Il vero problema è strutturale, e sta nelle voci di spesa che la Germania fa fatica a controllare. Il bilancio federale per il 2026 prevede 524 miliardi di euro di uscite, e oltre un terzo di questa cifra – 197,4 miliardi – è assorbito dal solo ministero del Lavoro e degli Affari Sociali. Il contributo dello Stato alla previdenza sociale è il singolo capitolo di spesa più pesante: 127,8 miliardi di euro solo per il 2026, destinati a salire a 154,1 miliardi entro il 2029. A questi si aggiungono i costi del comparto pubblico, che secondo alcune stime superano i 240 miliardi di euro all’anno tra stipendi e pensioni dei dipendenti statali.
La domanda è quindi: la Germania riuscirà a ridurre queste voci di spesa? La risposta, per ora, è incerta, nella migliore delle ipotesi, negativa in quella peggiore. Lo stato sociale e i ricchi contributi alla disoccupazione e sociali sono impossibili da toccare con un governo che comprende la SPD. Nello stesso tempo tagliare le pensioni in un paese con una popolazione che invecchia rapidamente è politicamente esplosivo; ridurre gli stipendi del settore pubblico significa mettere mano a un apparato che impiega milioni di persone. Il governo di Friedrich Merz si trova di fronte a un dilemma: continuare a indebitarsi a costi crescenti, o avviare riforme dolorose che non riuscirebbe a portare a termine e ne incrementerebbero la già, fortissima , impopolarità.








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