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Allarme peste in Siberia: muore una ricercatrice, 200 persone isolate e la Casa Bianca avvia il monitoraggio. Cosa succede davvero a Irkutsk
Dramma in Siberia: una ricercatrice di 28 anni muore in 48 ore dopo un presunto incidente in laboratorio. Oltre 190 persone in isolamento, mascherine nelle acciaierie e la Casa Bianca avvia il monitoraggio dell’area.

Una provetta caduta sul pavimento di un laboratorio siberiano o una tragica fatalità clinica? La morte improvvisa di una ricercatrice di 28 anni in un centro per le infezioni letali ha fatto scattare l’allarme biologico nella regione di Irkutsk. Con quasi duecento persone messe sotto stretta sorveglianza medica e l’amministrazione americana che monitora la situazione ora per ora, l’ombra della peste polmonare torna a scuotere la geopolitica globale in un autunno già ad altissima tensione.
La vittima, identificata dai media locali come Daria Shipilova, lavorava presso l’Istituto di ricerca anti-peste di Shelekhov, a pochi chilometri da Irkutsk. Ricoverata d’urgenza a fine settembre per un’infezione respiratoria fulminante, la giovane è deceduta in terapia intensiva nel giro di quarantotto ore per una polmonite acuta e devastante.
BREAKING:
5 hospitals have been closed for quarantines in Siberia due to a possible plague outbreak.
The 28-year-old lab technician Darya Shipilova, died yesterday after breaking a test tube with live Yersinia pestis the Irkutsk Anti-Plague Institute on September 25th while… pic.twitter.com/N6tKLRyAJ5
— Visegrád 24 (@visegrad24) October 4, 2026
Le ricostruzioni trapelate sulla stampa regionale parlano di un banale incidente di laboratorio: la rottura accidentale di una fiala contenente campioni vivi del batterio Yersinia pestis. Altre fonti ipotizzano invece un contagio naturale durante una recente missione nella vicina repubblica della Buriazia, al confine con la Mongolia, dove il batterio è endemico tra i roditori selvatici.

Yersinia Pestis (Wikipedia)
La reazione delle autorità sanitarie russe non si è fatta attendere, oscillando tra rassicurazioni ufficiali e mobilitazione sul campo:
- La versione di Rospotrebnadzor: L’ente statale per la sicurezza sanitaria parla ufficialmente di “polmonite di eziologia sconosciuta” e sostiene che le analisi non abbiano rivelato patogeni legati alle mansioni professionali della vittima.
- La missione da Mosca: Nonostante le rassicurazioni verbali, la capa dell’agenzia Anna Popova è volata d’urgenza in Siberia per presiedere una commissione straordinaria di contenimento epidemico.
- Isolamento di massa: Circa 190-200 contatti stretti della donna, tra colleghi e personale sanitario, sono stati posti sotto sorveglianza fiduciaria e profilassi.
A confermare che la faccenda non sia stata presa alla leggera è intervenuta la vicina Irkutsk Aluminum Plant (RUSAL), uno dei colossi della metallurgia russa. La direzione della fonderia ha ordinato a tutto il personale di indossare mascherine protettive, raccomandando calma a fronte delle voci incontrollate che circolavano tra gli operai.
A Washington l’episodio ha fatto squillare i campanelli d’allarme. Funzionari della Casa Bianca e del Dipartimento di Stato hanno confermato che l’amministrazione Trump, insieme al CDC, sta monitorando con attenzione ogni sviluppo, invitando Mosca alla massima trasparenza sui dati epidemiologici.
Perché una notizia del genere fa tanta paura? La forma piùnota della peste, la Peste Bubbonica, si trasmette con il morso delle pulci e ha una mortalità dal 30% al 60% e ha un decorso più lento, da 2 a 8 giorni, mentre quella respiratoria ha un decorso rapidissimo, da 1 a 3 giorni, e presenta un tasso di mortalità vicino al cento per cento se non curata per tempo con antibiotici specifici. Bisogna dire che, sperimentalmente, il contagio è possibile a distanza inferiori al metro e venti, mentre già a due metri non si trovano tracce del batterio.
Oggi disponiamo di antibiotici efficaci, ma il fattore tempo è tutto. Se la diagnosi ritarda, l’infezione devasta i polmoni prima che la terapia possa fare effetto.Al di là del comprensibile timore sanitario, la vicenda tocca nervi scoperti sul piano economico. L’area di Irkutsk non è una sperduta distesa di ghiaccio, bensì un fondamentale snodo ferroviario della Transiberiana e un polo primario per l’alluminio e l’energia idroelettrica russa, vitale per i rifornimenti industriali verso la Cina e l’Asia. Se le misure di quarantena dovessero estendersi o se emergesse una reale falla di biosicurezza nei laboratori russi, le ripercussioni sui flussi commerciali e sulla fiducia dei mercati non tarderebbero a farsi sentire.







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